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QUANDO I GIOVANI VENIVANO AL DISTRETTO CHE LI SPEDIVA SUL FRONTE DI GUERRA

Attualità&Amarcord /Marcello Martelli/207

 Quando c’era il Distretto militare e tutti i giovani del territorio venivano in città per il servizio di leva. Molti purtroppo non tornarono più dal fronte di guerra, portando lutti e dolore in numerose famiglie.

Come in molte altre città italiane, a Teramo, il Distretto Militare è stato per decenni un luogo centrale nella vita dei giovani e delle loro famiglie. Situato nel cuore della città, era il punto di riferimento per il servizio di leva obbligatorio, che ha segnato generazioni intere.

Ogni anno, centinaia di ragazzi provenienti anche dai paesi dell’entroterra e della costa si radunavano davanti agli uffici del Distretto per essere visitati, registrati e assegnati alle varie destinazioni militari.

Era un momento carico di emozione: per alcuni era l’inizio di un’avventura, per altri un distacco doloroso dalla famiglia e dalla quotidianità. Le strade vicine al Distretto si animavano di volti giovani, valigie, uniformi, saluti frettolosi, strette di mano, abbracci trattenuti.

Ma dietro quella ritualità, si celava anche l’ombra buia della guerra. Durante il conflitto mondiale, molti di quei giovani che avevano varcato il portone del Distretto Militare di Teramo con passo incerto e il cuore pieno di speranza, non fecero più ritorno. Partirono per il fronte – dalla Grecia alla Russia, dal Nord Africa alle Alpi – lasciando un vuoto incolmabile nelle loro case.

 Le famiglie ricevevano notizie scarne, spesso definitive: lettere dal comando militare, telegrammi, a volte nulla. I lutti si accumulavano, silenziosi e dolorosi. In città come nei piccoli centri della provincia, ogni comunità piangeva i suoi figli perduti.

Le madri vestivano di nero per tutta la vita (come mia nonna per il mio giovane zio morto in guerra), e nelle chiese si celebravano messe a suffragio con banchi occupati da volti segnati dal dolore. Ancora oggi, alcune targhe, monumenti o fotografie ingiallite nei municipi e nelle case ricordano quei ragazzi.

Il Distretto Militare non esiste più, dismesso insieme alla leva obbligatoria, ma rimane nella memoria collettiva come monito di un ’epoca dura, fatta di sacrifici, partenze e troppi addii.

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