Cucina&Cantina /M. Travaglini/197
Durante una cena conviviale a casa di amici mi è stato chiesto di recensire questo sangiovese del Palazzo Massaini che prima di allora non avevo avuto l’opportunità di degustare. Mi sono documentato ed ho scoperto che fu la nobile famiglia senese dei Massaini a dare nel 1550 il nome al Palazzo, oggi struttura agricola e agrituristica situata sulla sommità di una ridente collina, che domina la strada che da Montepulciano conduce a Pienza. Tipico casale toscano, situato in una delle zone più prestigiose del Chianti. Attualmente questa struttura, oltre ad essere la residenza dei proprietari, è il centro dell’azienda da dove vengono gestiti i vigneti e controllate tutte le fasi della produzione. Tra i filari, regnano le varietà vitate autoctone, e in cantina, sia per ciò che riguarda la vinificazione che per quanto concerne l’invecchiamento, sono rispettate le più strette tradizioni locali. Il vino oggetto della odierna degustazione rappresenta l’ultimo nato della gamma prodotta essendo stato imbottigliato per la prima volta nei primi anni del decennio in corso, e che soprattutto insiste nel territorio dominato dai due giganti che rispondono ai nomi di “Chianti” e di “Brunello di Montalcino”. Una denominazione quindi minore declinata, in questo caso, in una versione diretta e senza fronzoli, in cui sono il frutto e il varietale a farla da padrone. Un sangiovese nel complesso onesto ma senza accenti particolari. Per gli amanti del turismo agricolo segnalo che la struttura è disponibile per il pernottamento e la degustazione di piatti della tradizione locale.
Provenienza: Pienza – Toscana

Annata : 2019
Gradazione alcolica: 13,5% vol.
Varietà delle uve: sangiovese 100%
Tipologia: l’azienda può contare su quasi 13 ettari di vigna nei dintorni di Pienza. I terreni sono a prevalenza limosi, poveri in scheletro, dalle lievi pendenze a circa 400 metri sul livello del mare
Vinificazione: La vendemmia viene eseguita meccanicamente tra la fine di settembre e gli inizi di ottobre. Le uve dopo la diraspatura meccanica vengono avviate alla fermentazione in vasche di cemento, con l’impiego di lieviti selezionati, a temperatura controllata per almeno 15 giorni. L’affinamento avviene in vasche di cemento per almeno 12 mesi a cui segue un riposo in bottiglia per due/tre mesi prima della commercializzazione.
Caratteristiche organolettiche: Colore granato tendente al rubino, all’olfatto evidenzia note prevalenti di confettura e frutti bosco che virano allo speziato con l’invecchiamento. In bocca è giustamente tannico, fresco ed equilibrato. Discreta la persistenza e la chiusura. La sua scarsa complessità lo rendono un vino versatile negli abbinamenti.
Temperatura di servizio: 17-18 gradi previa ossigenazione per almeno un’ora. Di modesta longevità; se ben conservato a temperatura costante di 12 gradi può rimanere ancora in cantina per altri 2-3 anni.
Abbinamenti : Si combina bene con i piatti semplici della cucina toscana come i pici al ragù bianco di chianina o una ribollita. Va bene anche con un antipasto di terra con salumi e formaggio grigliato. Tuttavia, per chi vuole osare, il mio consiglio è di provarlo con uno spezzatino di faraona adagiato su una polenta bianca.