Editoriale /PIERLUIGI PALMIERI/196
“Quel pezzo di m…. di mio fratello deve morire!”(Davide Lanciani) “Quando uno è fatto così, vuol dire che è fatto per la roba”(Giovanni Verga). |
La cronaca nera ci ha abituati ad assorbire colpi allo stomaco incredibilmente violenti che data la rapidità in cui si succedono, disorientano al tal punto da farci pensare di trovarci fuori dalla realtà: acido sul volto della moglie, neonati seppelliti in giardino, fidanzate (o ex) assassinate , padre violento ucciso dai figli, minori che giocano quotidianamente a spararsi e accoltellarsi “Di cosa vogliamo meravigliarci?” potrebbe esclamare un qualsiasi filosofo della storia, rammentandoci i delitti perpetrati nei secoli per conquistare il potere o per reprimere la libertà di pensiero, come pure quelli cosiddetti “passionali” che hanno dominato la letteratura di ogni tempo. Per non parlare della guerra, il mestiere più antico del mondo, che non smette di aggiungere centinaia di migliaia d vittime ai milioni di vite umane che ha stroncato da Troia a Cefalù a Gaza, da Waterloo a Caporetto, da Stalingrado a Kiev. Fatti che vengono da lontano, che hanno spinto menti “illuminate”, per tutti Thomas Hobbes e Arthur Schopenhauer , a stilare una diagnosi letale: se non ci fosse la legge ogni uomo seguendo il proprio istinto proverebbe a sopraffare, fino ad eliminarlo, chiunque costituisse ostacolo alla realizzazione dei suoi desideri. La legge sta lì, sosteneva Hobbes (1588-1679), per impedire la “guerra di tutti contro tutti”, e Schopenhauer (1788-1860) propugnava il soffocamento dei desideri per favorire una vita serena,
Alla visione pessimistica dell’animo umano del filosofo inglese (Homo homini lupus) e all’appello a reprimere i desideri del grande tedesco, ho pensato ieri nel leggere il titolo del quotidiano abruzzese il Centro che trovate nell’incipit di questo editoriale, unitamente alla citazione di Giovanni Verga. Dopo la morte di loro padre, due fratelli aquilani discutono sulla spartizione dell’eredità (uno o due appartamenti) e il minore, accecato dall’ira, tramortisce il fratello con una martellata, facendolo cadere terra: inconcepibile!.

Ma non finisce qui, Davide Lanciani, sale sulla Volkswagen Polo, innesta la marcia e accelera per investire il fratello Stefano: lo investe alle gambe: pazzesco!. Poi, a marcia indietro, passa sul torace del fratello: raccapricciante!. Ma il peggio, si sa, non finisce mai con il fratello agganciato al paraurti fa altri due “passaggi” sul suo corpo con le ruote dell’auto: orribile! Eh sì: inconcepibile, pazzesco, raccapricciante, orribile assassinio di un fratello a causa della “roba”. Non conta più avere lo stesso sangue? Può un uomo trascinare il corpo di un uomo sotto le ruote dell’auto che pesa 12 quitali a causa della roba? Omero risponderebbe di si perché Achille trascinò il cadavere di Ettore legato al suo carro sotto le mura di Troia. Anche Hobbes darebbe una risposta altrettanto positiva..Si, ma verrebbe da obiettare che Ettore e Achille erano nemici, non fratelli. Poi perà viene in mente Caino. Allora: Frater Lupus Frati.!!(questa è mia). Mi fermo qui perché il pugno nello stomaco questa volta ha fatto effetto e, come credo tutti voi, ne accuso tutto il peso.
Foto in evidenza generata da A.I






