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 DELITTO MASI : MISTERO FITTO, ORMAI VENTENNALE

Attualità&Amarcord/ Marcello Martelli/Io penso/ 194

DUPLICE DELITTO MASI: INTERROGATIVI DEL GRANDE “GIALLO” SOTTO I RAGGI X DELLA MODERNA TECNOLOGIA FORENSE CHE PUO’ SVELARE UN FITTO MISTERO DOPO VENT’ANNI

 

 2005-2025. Vent’anni di fitto mistero attorno a un duplice delitto, che resta un thriller perfetto di professionisti che girano impuniti. Né può esserci rassegnazione per un crimine “da allarme sociale”, come sottolineò nella mia intervista il procuratore della Repubblica, Cristoforo Barrasso, subito dopo il suo impressionante macabro sopralluogo nella casa dei Masi a Nereto. Impossibile dimenticare la barbara fine dell’avvocato Libero Masi e sua moglie Emanuela Chelli. Non si cancella, anche se, in questi anni, giornali e grandi televisioni hanno fatto di tutto per rimuovere e dimenticare, pur dando spazio, anche eccessivo, a vicende meno truci e sconvolgenti. Domanda: perché due pesi e due misure? Per un “giallo” ermetico e inquietante? Del quale non si conosce ancora il movente che ha armato la mano degli assassini e li ha spinti a uccidere. Rapina? Vendetta? Nessuna risposta certa. Quella notte tragica in quanti erano nella casa del delitto ad assalire e poi brutalmente assassinare Libero e sua moglie Emanuela? Una sola persona o più di una a compiere una strage allucinante? Con una mannaia o un’arma diversa? L’assassino o gli assassini hanno fatto irruzione in casa Masi, quella notte, ma come sono arrivati? In auto? A piedi? Nessuno li ha visti e notati. Né prima né dopo. Eppure, la palazzina è nelle immediate vicinanze del centro. Possibile che, dopo una carneficina che aveva annientato due vite umane, i responsabili siano riusciti a far perdere ogni traccia, senza essere notati? Fuga fortunata o studiata a puntino prima? Erano persone locali conosciute dalle vittime o di sconosciuti arrivati da lontano? La vecchia zia di Emanuela che al momento dell’aggressione si trovava al piano di sopra, era convinta che fossero persone note alle due vittime. In casa Masi non sono state trovate impronte. Cancellate dalla confusione seguita alla impressionante scoperta dei cadaveri o inesistenti, perché gli aggressori indossavano i guanti? Un delitto su commissione? Mistero profondo anche qui. I coniugi Masi uccisi da mano di connazionali o di stranieri? Assassini venuti da lontano o della zona, ma erano presenti dei basisti, quella sera, nei pressi della palazzina? Un duplice delitto consumato con eccezionale violenza, senza traccia di pietà. Tra le mura di casa Masi, quella notte, sono saltati tutti i parametri del crimine, così come eravamo abituati a conoscerli e a viverli, magari nell’orrore e nel rifiuto. Sembra un thriller uscito dalla fantasia di Agatha Christie, più che una carneficina e un massacro adesso relegati nel silenzio e nel dimenticatoio. La magistratura, dopo 19 anni, ha riaperto le indagini già archiviate. E’ successo anche per il delitto di Chiara Poggi, un caso chiuso con una condanna definitiva e riaperto con un nuovo indagato. E’ il vero assassino? La nuova tecnologia applicata alle scienze forensi può essere determinante per far luce pure sul duplice delitto dei coniugi Masi? Il caso di Nereto resta uno dei gialli più inquietanti e irrisolti della cronaca nera italiana. Nonostante siano passati vent’anni, le domande sollevate rimangono senza risposta e continuano a turbare l’opinione pubblica. Non si sa se il delitto fosse motivato da una rapina, una vendetta personale o altro. Le testimonianze e le prove non sono riuscite a risolvere questo punto fondamentale. L’uso di un’arma come una mannaia o un macete ha accresciuto la brutalità dell’omicidio. Come gli assassini siano entrati nella casa e come siano riusciti a fuggire senza lasciare tracce è un altro mistero. La zona è abbastanza vicina al centro e la fuga sembra impossibile, se non pianificata nei minimi dettagli. La possibilità che gli aggressori fossero conosciuti dalle vittime o provenissero da fuori, ha alimentato diverse ipotesi. Alcuni ritengono che potessero esserci complici o “basisti” nella zona. Né si può escludere che si trattasse di un omicidio su commissione, ma anche questa ipotesi rimane senza riscontri concreti. La mancanza di impronte sulla scena del crimine suggerisce che gli assassini abbiano indossato guanti, aumentando la difficoltà nel tracciare una pista. Il caso è stato riaperto dopo anni di silenzio, sulla scia di altri casi, come quello di Chiara Poggi, in cui nuove tecnologie forensi hanno permesso di far luce su vecchi omicidi. L’uso della scienza forense avanzata potrebbe essere determinante per risolvere il caso Masi e dare finalmente una risposta alle tante domande irrisolte. Nonostante il lungo silenzio mediatico, questa drammatica vicenda rimane uno degli enigmi più sconvolgenti. Ma le nuove tecnologie possono svolgere un ruolo fondamentale nel risolvere un giallo come il duplice delitto di Nereto. Ecco alcune delle principali tecnologie forensi che potrebbero essere determinanti: la tecnologia del DNA è uno degli strumenti più potenti nelle indagini criminali moderne. Anche se non sono state trovate impronte o tracce evidenti sulla scena del crimine, è possibile che siano rimaste tracce di DNA (sudore, capelli, saliva, ecc.) invisibili ad occhio nudo. Le tecniche moderne di analisi del DNA permettono di estrarre e analizzare anche tracce minime, rendendo possibile l’identificazione degli assassini. La ricostruzione digitale della scena del crimine è una tecnica sempre più utilizzata. Con l’ausilio di scanner laser 3D, è possibile ricreare in dettaglio ogni angolo della casa in cui è avvenuto l’omicidio, analizzando la traiettoria degli oggetti, la posizione dei corpi e altri dettagli cruciali. Questo può aiutare a comprendere meglio come si sono svolti i fatti, come gli assassini si sono mossi all’interno della casa, e se vi fossero segni di lotta o di altre interazioni con le vittime. L’uso dell’intelligenza artificiale (IA) nelle indagini può essere utile per analizzare grandi quantità di dati, tra cui transazioni bancarie, comunicazioni telefoniche o i profili social delle persone coinvolte. Algoritmi di IA possono rilevare schemi comportamentali o correlazioni tra diversi dati che potrebbero passare inosservati agli investigatori. Inoltre, l’IA può essere utilizzata per analizzare interviste e dichiarazioni, cercando incongruenze o comportamenti sospetti. Oggi la maggior parte delle persone usa dispositivi digitali, come smartphone, computer e social media. Se gli assassini avessero utilizzato dispositivi digitali, queste informazioni potrebbero fornire prove cruciali. Anche se i dispositivi fossero stati cancellati o schermati, tecniche avanzate di recupero dei dati, come l’analisi dei metadati, possono recuperare informazioni cancellate o nascoste. Le comunicazioni, le chiamate o i messaggi, possono dare indizi su chi fosse coinvolto nel crimine e se ci fossero complici. Le telecamere di sorveglianza presenti in vari punti strategici delle città o lungo le strade principali possono essere un’altra risorsa fondamentale. La tecnologia di geolocalizzazione, tramite il tracciamento dei veicoli o dei dispositivi mobili (ad esempio, il GPS), può fornire informazioni precise su dove si trovavano gli aggressori prima, durante e dopo l’omicidio. Se il delitto è stato pianificato, questo tipo di dati potrebbe tracciare spostamenti sospetti e identificare i sospetti. Sebbene non sia una tecnologia forense nel senso tradizionale, l’uso di esperti in criminologia e psicologia criminale può aiutare a fare previsioni sui comportamenti degli assassini. Le tecniche di profilazione psicologica si basano sullo studio di crimini simili e possono aiutare a restringere il campo di ricerca, identificando potenziali motivazioni o persone che potrebbero essere state coinvolte, sulla base delle dinamiche del crimine e delle caratteristiche delle vittime. Adesso le tecniche avanzate, come l’uso di spettrometri o tecnologie basate su immagini infrarosse, possono rilevare tracce di sangue, polvere o altre sostanze chimiche che normalmente non sarebbero visibili. Ad esempio, tracce di sangue o di sostanze presenti nella scena del crimine possono essere rinvenute anche dopo molti anni, a condizione che non siano state completamente eliminate o distrutte. Se esistono filmati o fotografie della scena del crimine o della zona circostante, la tecnologia di analisi video può essere utilizzata per migliorare la qualità delle immagini, identificare volti o veicoli sospetti, o anche determinare il tempo esatto in cui sono avvenuti certi eventi. L’analisi delle immagini con tecniche di riconoscimento facciale potrebbe essere utile per identificare gli aggressori, qualora esistano immagini rilevanti. A volte, riaprire un caso con il beneficio delle nuove tecnologie forensi può rivelare prove che non erano visibili o utilizzabili al momento del crimine. L’applicazione di nuovi metodi di analisi dei dati (come l’analisi dei registri telefonici o delle tracce informatiche) può portare a un’interpretazione diversa degli eventi e delle dinamiche del caso. L’analisi delle informazioni provenienti da fonti aperte, come social media, forum online, notizie o blog, può dare informazioni vitali sui movimenti o le intenzioni degli assassini, soprattutto se il duplice omicidio fosse stato pianificato e ci fossero state discussioni online a riguardo. Software di analisi dei social media possono estrarre e analizzare conversazioni, immagini o post pertinenti. In sintesi, le nuove tecnologie possono davvero cambiare le sorti di un caso come quello del duplice delitto di Nereto, mettendo a disposizione metodi avanzati per raccogliere nuove prove, riesaminare vecchi dati e analizzare dettagli che, al momento dei fatti, erano difficilmente accessibili.

 

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