IL JACKPOT AVVELENATO

Valore & Valori / Mario Travaglini / 194

 Il titolo potremmo completarlo cosi: Il Jackpot avvelenato, ovvero l’Europa sta giocando una partita di troppo? Scommette di nuovo o la partita è finita?Per chi conosceva i flipper meccanici che si trovavano in fondo alla sala in quasi tutti i bar, quando un giocatore aveva abbattuto tutti i bersagli ed il numero totale di punti accumulati superava i 9.999  otteneva un bonus che gli consentiva di tornare a zero e poteva iniziare una nuova partita, questa volta offerta dalla macchinetta. Ho l’impressione che i paesi europei praticano una sorta di anti-flipper. Ogni obiettivo raggiunto conta per un deficit aggiuntivo di 10 miliardi e quando si raggiungono i 10.000 miliardi (9.999 +1), il flipper del debito si azzera e ti offre un credito di 1.000 miliardi per iniziare una nuova partita, che il più delle volte finisce con un game over (l’espressione deriva anche da lì), chiamato inflazione.

E sì, come nel flipper, è un “regalo”, ma qui è la macchina per stampare i soldi a fare la sorpresa! In breve, quanto più sei scarso nella gestione, tanto più errori strategici commetti, e quanto più ti spingi in negativo, tanto più sarai ricompensato! Quindi il gioco consisterebbe praticamente nell’avvicinarsi il più possibile a -9.999 per vincere il jackpot di 1.000 miliardi. Con il COVID, i ripetuti lockdown di massa del 2020 e la chiusura dell’economia – che ormai sappiamo essere stata totalmente inutile dal punto di vista sanitario, lo ha riconosciuto anche Anthony Fauci – i nostri governi hanno fatto benissimo, con diversi jackpot da 1.000 miliardi accumulati in pochi mesi. Cinque anni dopo, con un’altra guerra ai nostri confini, 16 pacchetti di sanzioni anti-Russia in meno e un gasdotto Nordstream in meno, le nostre economie sono di nuovo a terra. Ci sono voluti tre anni, non tre mesi come con il COVID, ma la variabile tempo in Europa sembra irrilevante.

Quindi, è il momento del “jackpot delle perdite“, tarato per il momento a 800 miliardi ma si supererà allegramente e rapidamente i 1.000  con l’aiuto imprescindibile della Germania. Perché la guerra contro il virus è come la guerra contro i russi: circostanze economiche eccezionali richiedono misure di bilancio eccezionali… e una corsa a perdifiato alla stampa di moneta, un espediente apparentemente indolore, tra gli applausi di folle lobotomizzate da una propaganda mendace, diffusa con la complicità attiva dei media, vere cinghie di trasmissione di un sistema perverso e distopico. Il problema è che il “tutto compreso” monetario del 2020/2021 ha innescato un’ondata di inflazione di un’intensità mai vista negli ultimi 50 anni. E le “autorità” si preparano a farlo di nuovo, ora che i prezzi si sono un po’ calmati. La sorpresa è che l’iniziativa per una volta non viene dalla Fed (su ordine della Casa Bianca), ma dalla Germania, che sta seppellendo tutte le sue regole di ortodossia di bilancio e si lancia, dopo Grecia e Francia, in una ripresa finanziata dal debito.

La prima parte dei 500 miliardi annunciati il ​​4 marzo è certamente solo un primo passo per il cancelliere F. Merz. L’Europa, da parte sua, si indebiterà per 800 miliardi di euro (di cui 150 miliardi sbloccati subito, poi 650 miliardi da stanziare in seguito). Ma questa volta c’è un bonus nel jackpot: questo massiccio ricorso al debito sarà un’operazione mutualistica, in contraddizione, ancora una volta, con la dottrina tedesca di non partecipazione al salvataggio di paesi terzi, in vigore da 35 anni.. e che ha quindi cessato di esistere in un batter d’occhio. O meglio, in seguito allo scontro nello Studio Ovale del 28 febbraio, che rinvia l’attuazione di un processo di pace, che gli europei sembrano non volere, come se fermare i costi e la carneficina in Ucraina sembrasse totalmente contrario ai loro interessi.

Lungi dal trarre conclusioni da un “fronte orientale” rimasto virtualmente congelato per tre anni su una diagonale di 700 km da nord-est a sud-ovest, l’Europa sta già assistendo all’attraversamento da parte dei carri armati russi della Foresta Nera e delle Ardenne per piombare su Parigi e Londra nel giro di tre anni. Putin non è riuscito a conquistare un paese di 45 milioni di persone, ma conquisterà sicuramente in poche settimane un territorio dieci volte più grande, dieci volte più popolato e dotato di armi nucleari. Ma dimenticate che.. Bruxelles vuole assolutamente ignorare qualsiasi logica di pace e commercio con Mosca e mettersi in moto per contrastare “la minaccia di invasione da parte della Russia”. Impossibile sfuggire a questo elemento linguistico ripetuto fino alla nausea da Londra a Berlino, da Copenaghen a Parigi: “Putin non si fermerà all’Ucraina. » Putin, come il COVID, rappresenta la nuova “minaccia esistenziale” e la risposta a questo pericolo è ricorrere a un massiccio indebitamento e ai risparmi dei cittadini per ricostruire la nostra capacità di risposta militare. La scorsa settimana, Emmanuel Macron, in un discorso improvviso in Tv, ha parlato dell’utilizzo del risparmio come  “contributo allo sforzo di difesa”. Probabilmente intendeva riferirsi a maggiori imposte da pagare per sostenere la guerra. In altre parole, dopo aver rovinato il Paese, allungato la durata della pensione e rastrellato i fondi per il bilancio 2025, la situazione è così disperata che non c’è altra soluzione che quella di spillare soldi in nome questa volta della difesa della integrità europea.

La seduta del 5 marzo è stata storica per i mercati obbligazionari europei: hanno subito il peggior calo dall’inizio di ottobre 1998 e il “crollo” dell’hedge fund LTCM. Uno scarto di 32 punti in 24 ore tra i Bund a 6 mesi e quelli a 10 anni (rispettivamente al 2,50% e al 2,80%) non può che essere definito un “flash crash“, viste le decine di miliardi di valore obbligazionario polverizzati in poche ore in Germania e centinaia in tutta Europa. E il Bund tedesco a trent’anni (+21 punti) supera il 3,06%, il livello peggiore dall’inizio di novembre 2023. In sintesi, i detentori di un portafoglio bilanciato 50/50 (obbligazioni/azioni) hanno perso più di quanto abbiano guadagnato mercoledì. E per quanto riguarda il ritorno alla realtà geopolitica e alla sicurezza dei loro risparmi, hanno decisamente perso tutto il 5 marzo, poco dopo le 20:00: nella migliore delle ipotesi, vedranno riemergere l’inflazione, nella peggiore, la stagflazione.. e la partita sarà finita ben prima che Putin sfili davanti al Bundestag o all’Eliseo o oltrepassi il valico del Brennero. Riassunto: il folli sono quelli che stanno al potere mentre Basaglia da lassù se la ride.

 

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