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ADDIO ALLLE VERE E DELIZOSE OLIVE ASCOLANE

Cucina&Cantina /192

 Questa settimana offriamo ai lettori una pungente riflessione di Marcello Martelli ,scrittore e decano del Giornalismo che titolare della   la Rubrica “io penso” che arricchisce settimanalmente la Nostra Rivista nella sezione “Attualità & Amarcord”. Martelli è tra i più longevi esperti della gastronomia  abruzzese e non solo e  sul tema ha pubblicato numerosi testi. Qui, questa volta, rimpiange simpaticamente la vera “Oliva Ascolana”  denunciando la presenza sul mercato di “illecite e cattive imitazioni per tutti”                        (PLP)

Addio ad una tipicità nota e gustosa. Parlo delle olive all’ascolana, una delle migliori e più caratteristiche specialità della cucina marchigiana, conosciuta e apprezzata in tutto il mondo. Una ricetta antica tramandata negli anni, per un antipasto sempre gradito e gettonato. Ora non più, purtroppo. La tavola della tradizione perde colpi ed arretra anche con le olive ascolane. Ci sono in giro troppe imitazioni con 9 su 10 confezioni false. Nonostante la tutela di origine controllata, è diventato uno dei prodotti più imitati del made in Italy. Le olive fritte, diffuse tra le famiglie più nobili dell’Ascolano, hanno tutta una storia alle spalle. Prima di essere un privilegio per tutti, erano servite in occasioni speciali, come la mietitura, le feste o i matrimoni. La ricetta risale al 1800. La differenza tra il sapore originale e quello artefatto/industriale dipende dall’abilità e sensibilità nel bilanciare e mettere insieme tutti gli ingredienti necessari. Per portare a tavola una magia del gusto e dei sapori. In anni lontani ho avuto il piacere di gustare le olive con tutti gli ingredienti necessari e l’aggiunta del finocchietto selvatico. Era un sapore davvero speciale, che non ho mai dimenticato. Fu il mio amico Bernardino Galiffa, professionista noto e stimato, a invitarmi nella sua ospitale casa in Valvibrata. Dove una brava e distinta signora, sua madre, curò personalmente in cucina le migliori olive ascolane che io ricordi. Ora non c’è supermercato che non venda le olive ripiene del Piceno, ma ben diverse e lontane da quelle con la Dop, vale a dire con gl’ingredienti del ripieno stabiliti dal disciplinare. Anzi, sono immangiabili, specie per chi ha conosciuto la perfezione in tempi migliori. Quando non c’erano i tarocchi né le volgari imitazioni di oggi che, ormai, hanno preso il sopravvento illecitamente anche con le olive del Piceno.

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