Editoriale /PIERLUIGI PALMIERI/191
Come era prevedibile quello che nel precedente Editoriale ho definito “bombardamento” post-sanremese da parte dei Canali della Rai (Uno in testa ovviamente), è continuato per un intera settimana con l’aggiunta di ulteriori colpi a sensazione utili a tenere alta la percentuale dello share per la rete. Uno per tutti l’interrogativo sul rappresentante dell’Italia a Eurovision Song Contest 2025, la vetrina internazionale che vede l’Italia tra le cinque partecipanti di diritto con il “vincitore” di Sanremo. Fino a qualche ora fa in ogni programma, leggero o di approfondimento, religioso e perfino politico, non sono mancati richiami, immagini e stacchetti musicali ripresi da Sanremo Festival. Alla fine sarà il secondo classificato di San Remo 2025 ad andare a Basilea e giù valanghe di complimenti per il rinunciatario Olly, a cui l’ingenua conduttrice di “Sabato in diretta” di ieri 22 febbraio ha frettolosamente attribuito uno spessore da persona matura e responsabile, non tenendo conto del motivo della rinuncia (vincoli contrattuali/introiti da Tour negli stadi). Un calciatore di Serie A ( questa volta la Rai non c’entra) ha voluto citare il secondo classificato per giustificare il suo arrogante atteggiamento nei confronti dei compagni di squadra ( ha tolto il pallone dalle mani del compagno designato per battere il rigore in Lecce- Udinese e ha voluto calciarlo lui) citando Corsi: “Volevo essere un duro però, da solo, non sono nessuno”. Dobbiamo sperare che, grazie alla “dotta” citazione, il gesto da partitella in oratorio tra ragazzini, non venga considerato di alto valore educativo.
Non ha fatto eccezione all’iper-invadenza sanremese la prima puntata di “The Voice Senior”, ma c’è un particolare: non si è parlato né di vincitori, né di esclusi né di gossip e corna varie, bensì, e solo per pochi secondi, della partecipazione alla serata delle “Cover” di Arisa e di Clementino, che insieme a Loredana Berté e Gigi D’Alessio formano la quaterna dei Coach deputati a fare selezione tra gli sconosciuti “over 60” che aspirano ad essere loro “alunni”. Finalmente a dominare la scena è la passione coltivata per decenni da persone che nella vita fanno tutt’altri mestieri. ( vedi foto in evidenza). Già le precedenti quattro edizioni avevano offerto momenti di profondo valore artistico colorati da storie di vita di notevole caratura umana, ma questa volta proprio la vicinanza temporale con il Festival dei grandi numeri, rischiava di relegare il programma di Antonella Clerici a rango di puro riempitivo.
Paradossalmente, a personalissimo parere del sottoscritto, “The Voice senior” ha esaltato i valori intrinseci alla musica e accendendo le luci della ribalta su “voci” di grande pregio ha suscitato sensazioni che a Sanremo sono state affiorate solo in poche eccezioni. Una serata all’insegna del vero senso della musica di cui sono piene le storie dei personaggi in gara. Inizio col botto con una sessantenne che per lunghi anni aveva perso la voce, l’ha ritrovata, ascoltando i Pooh, e oggi ha una vocalità vicina alla perfezione (giudizio di D’Alessio). Un chitarrista romano, che nella vita fa l’impiegato e il sabato e la domenica canta in strada a Piazza di Spagna, Una novella Edith Piaf che ama il francese provenzale e si è innamorata della musica ascoltando i concerti di Ella Fitzgerald nel Grand Hotel di Saint Vincent, dove a tredici anni ha iniziato la sua esperienza nel turismo alberghiero ”lavando i piatti” e oggi è Vice-Sindaco della città del Casinò. Il pensionato piemontese, che a 23 anni ha rinunciato alla molto probabile successo rapito dalla nascita della prima figlia, ma come “Acquaiolo” ha garantito per oltre quarant’anni l’irrigazione delle risaie del vercellese. Anche il cantoniere dell’Anas che di figli ne ha avuti 10 (dieci) è rimasto in famiglia e ha rispolverato la voce proprio per il programma della Clerici. Il divertente romagnolo classe 1940, nel cui negozio di strumenti musicali Zucchero Fornaciari ha composto Miserere, confessa che, per incrementare il cachet, il suo gruppo musicale fingeva di provenire dal Sudamerica (Los Brancos); per l’occasione ha appuntato sulla mano sinistra alcune parole “difficili” di “Quando Calienda el Sol” , ma purtroppo il trucchetto non ha funzionato perché si sono “scolorite”. Tutte testimonianze di passione musicale che viene da lontano e che evidenzia come nel paese del “Bel Canto” ci sia un grande talento “sommerso”. I commenti, ad enfasi zero, schietti ed intelligenti dei coach hanno regalato serenità.
Non è un caso che il sabato televisivo di chi scrive si sia concluso a l’una e mezza di notte, con la visione di Ora o mai più condotto da Marco Liorni, che vuole riportare a galla i cantanti che hanno vissuto la gloria in tempi neanche troppo lontani, ma oggi, per motivi che hanno coraggiosamente reso pubblici, sono finiti nel dimenticatoio. La successione delle performance, sempre precedute dalle singole storie dei protagonisti, è stata coinvolgente.
Questa settimana si è aggiudicato la puntata Valerio Scanu, ma la squadra di concorrenti è composta da “voci” di forte valenza come di Pago, Bucci, Errore, Carone, Amantia, Anonimo Italiano, Carlotta. Mi sento di affermare che se in questa “rosa” venissero inseriti i prescelti dopo le prime blind auditions per la squadra di Gigi D’Alessio ( Maria Castiglione e Luca Virago)e in quelle di Loredana Berté (Laura Gambirasi e Gabriele Marciano), di Arisa (Maura Susanna e Claudio Torelli) di Clementino (Luigi Lusi e Gianni Spolverato) il vincitore sarebbe da ammettere, a pieno titolo, a Eurovision Song Contest 2025.
Anche in “Ora o mai più” i coach/giudici sono di indiscussa qualità musicale e canora e tengono alto il tono del programma con le loro “critiche” sempre puntuali e con le loro performance a sostegno dei rispettivi “allievi”. Parliamo di Ramazzotti, Raf, Masini, Fogli e di Pavone, Cinguetti, Pravo e Rettore.
Ebbene a sette giorni esatti dalla conclusione del Festival, mi sento di dire che questi programmi meritano vieppiù la prima serata, e che (mi verrebbe da dire “senza nulla togliere a Sanremo, ma non lo dico perché ..qualcosa gli va tolto!), sono da valorizzare dando maggiore continuità sia alla visibilità dei talenti inespressi sia al rilancio di quelli dimenticati, Ho letto che per Sanremo 2025 sono stati impegnati più di 20 milioni di euro, ebbene formalizzo la mia proposta di “togliere” una parte del budget alla Kermesse di Carlo Conti per sostenere gli sforzi di “The voice Senior” e di “Ora o mai più”. Chi ha detto che “Sanremo è sempre s Sanremo” non ha dettato l’undicesimo comandamento e “tutta l’Italia, tutta l’Italia’” non è un assioma.
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