Attualità /Paolo Rico /186
| «Alla parola progresso riconosco il solo valore di risparmio energetico»
Erri DE LUCA, scrittore (Napoli 1950) |
Pronte le raffinerie a lavorare con energia solare pulita, per trasformare il greggio in oil. Questo il programma di ricerca, che Enea ha messo a punto assieme a diverse università e centri di studio; tutti, coordinati dall’ateneo palermitano. Si potrà determinare un consistente risparmio energetico, potendo contare, appunto, sull’incommensurabile deposito di forza motrice, rappresentata dal sole. Da quella stella, da più di 5mila kelvin di temperatura ovvero 5773 °C, dardeggiante su di noi da quasi 150milioni di km, ogni giorno, ed ancora per altri 4mld¹̷₂ di anni (sic!) all’incirca.
«Laudato sie, mi’ Signore (…)/spetialmente per messor lo frate sole (…)/ellu è bellu e radiante cum grande splendore» (Cantico delle creature, 5,6,8), come aveva ben evidenziato da tempo immemore perfino san Francesco d’Assisi (A1181 – Ω1226). D’altronde, precedenti della stessa industria petrolifera non mancano. Ad esempio, dieci anni fa una multinazionale olandese ha investito 53mln di $ per le prime estrazioni green in pozzi dell’Oman. Nel caso, attingimento ipogeo. Comunque affidato alla potenza concentrata dal sole su lastre di alluminio, poste a corona tutt’intorno ai pozzi. Acqua riciclata, poi, per raffreddare l’allestimento energetico pulito. Insomma, impiego della stella di fuoco nel suo completo bouquet energetico: fotovoltaico; concentrato ed idrico-termico. In attuazione del decalogo, messo a punto dalle aziende del settore, per impegnarsi a fondo nello sfruttamento di ogni risorsa ecosostenibile, assecondando azioni positive orientate alla salute del pianeta, intossicato intanto, dagli scarichi inquinanti da fonti fossili.
Perché gli ultimi dati ufficiali disponibili al 2022 segnalano la natura particolarmente energivora dell’industria. Ha assorbito quasi il 38% del consumo totale di potenza, necessaria al funzionamento degli impianti produttivi. Tra questi ultimi, chimico e petrolchimico sempre più bisognosi di ulteriore energia. Tra il 2000 e il 2016 la domanda energetica industriale è cresciuta mediamente del 2% l’anno, provocando, pertanto, un incremento annuale del 2¹̷₂% nei volumi di complessiva dispersione in atmosfera di CO₂. Senza trascurare come solo l’1% più ricco del mondo ha emesso CO₂, nei primi 10 giorni di questo 2025, in una quantità perniciosa. Si tratta di 77milioni di cittadini del globo, con redditi superiori ai 140mila $ l’anno, responsabili di scarichi tossici per 76 tonnellate di anidride carbonica durante le prime due settimane dell’anno appena agli esordi. Gravissimo, se si sta alla soglia individuale di CO₂ considerata “equa” dagli accordi di Parigi sul clima, pari a 2,1 tonnellate. Contenere, pertanto, gli scarichi avvelenati è davvero vitale, perché ogni MW di energia recuperata propizia un abbattimento nell’aria di CO₂ superiore a 4mila tonnellate. Ecco che energia pulita ed innovazione tecnologica possono diventare la chiave per una raffinazione petrolifera ecocompatibile, coinvolgendo l’industria tradizionale nel virtuoso processo di transizione ambientale alla base di aggiornate politiche sostenibili per tutto il pianeta. Da ricordare a proposito che il 2024 è stato l’anno più caldo (15,₁₀ °C). Tanto, che entro il 2050 ogni litro di carburante dovrà essere, come si definisce, neutrale dal punto di vista climatico. A tutta forza, quindi, per la decarbonizzazione del trasporto (aereo; su strada e per mare). Come? tramite un piano operativo verso carburanti liquidi a contenutissimo potenziale di CO₂; dunque, accelerando sull’elettrico e sull’idrogeno, hanno convenuto le stesse aziende del comparto, con il blasone di ormai un secolo di storia produttiva in Europa.
Così, l’idea di Enea guarda ad un impianto solare a concentrazione in una raffineria, in grado di garantire un taglio di più del 10% in CO₂ (pari a –54mila tonnellate l’anno). Vi si associa un risparmio di 20mila tonnellate l’anno di metano destinato a generare il calore, per la distillazione del greggio. Infatti, la distillazione rappresenta uno dei processi più energivori, perché “succhia” il 30-40% del totale di forza motrice delle linee per le lavorazioni. Questo studio prevede l’installazione di collettori solari lunghi ca. un centinaio di metri. Ospiteranno specchi eliotropici di quasi 6mt. di ampiezza, provvisti di recettori con una miscela di sali fusi. Questi ultimi saranno capaci di accelerare il trasferimento del fluido riscaldato dall’irradiazione. La potenza solare da utilizzare sarà di 50-70MW . Per tutta la sua estensione, l’impianto proposto ricorrerà ad un centinaio di stringhe, dette loop: circuiti parabolici di cattura dal sole della risorsa termica per la lavorazione. In tal modo potrà funzionare un serbatoio di accumulo termico ad 800mila kWh. Questa riserva consente di ibridare la sezione termica dell’industria, estesa per 330mila mtq, in grado di lavorare 24h/24 anche in assenza di sole, ovviamente. Pur se occorre armonizzare l’intermittenza dell’irradiazione solare con la costante richiesta da parte della raffineria di disponibilità energivore. Ma sta qui la filosofia dello studio Enea: tenere in equilibrio l’asimmetria funzionale di fattori produttivi non sempre convergenti.
«La lotta generale per l’esistenza degli esseri viventi non è una lotta per l’energia, ma è una lotta per l’entropia». Così lo scienziato e filosofo austriaco Ludwig Eduard BOLTZMANN (1844-1906). Segue che operare in un quadro complesso per combinazioni equilibrate significa sorvegliare e determinare corrette dinamiche di attività. Nel caso, l’obiettivo è limitare l’avvelenamento da produzioni nocive. Nello studio siciliano dell’ateneo di Palermo si è osservato che la prossimità dell’infrastruttura energetica alla raffineria esalta i vantaggi, connessi al risparmio energetico, valorizzando la soluzione del ricorso al sole, come nei parametri, offerti, ad esempio, in analogo impianto, ma collocato in un deserto mediorientale, peraltro, in grado di offrire una superficie insediativa ottimale dal punto di vista della logistica pianeggiante ed estensibile. Al di là di ogni specificità, però, la proposta Enea risulta la più praticabile a ridosso delle programmate scadenze dell’agenda europea ecosostenibile.






