Home La Rivista Cucina&Cantina CHATEAU CANTMERLE  2008  Cuvée Prestige

CHATEAU CANTMERLE  2008  Cuvée Prestige

Cucina&Cantina /185

Questa settimana torniamo in Francia per parlare di questo Bordeaux Superieur che ho ho avuto il piacere di bere durante le passate feste di fine anno. Situato nella parte meridionale della penisola del Médoc, vicino ai villaggi di Macao e Ludon,  Château Cantemerle faceva parte  della linea di fortificazione che difendeva le rive del fiume omonimo all’epoca del Medio Evo, tanto che il più vecchio manoscritto, datato 1147, fa menzione dei “Signori di Cantemerle”. 

Dopo essere appartenuto alle famiglie Villeneuve (1579-1892) e Dubos (1892-1980), il castello è stato acquisito nel 1981 dal Gruppo SMA, una mutua assicurazione per le imprese edili e di lavori pubblici. L’antica storia della tenuta si riflette nell’architettura degli edifici e nel magnifico parco che li circonda. Cantemerle trasuda fascino e romanticismo, senza dubbio uno dei più belli di Bordeaux, si estende su 28 ettari e anche qui il tempo ha lasciato il segno. I sentieri attraversano una tana secondo un rigoroso piano che risale al XVIII secolo. Un secolo dopo, Louis-Bernard Fischer, il grande botanico a cui dobbiamo il Giardino pubblico di Bordeaux, ridisegnò il parco e i dintorni del castello. Vero e proprio paradiso botanico, il parco di Cantemerle ospita numerose specie rare. Decorato con giochi d’acqua dal fascino romantico, contribuisce alla straordinaria magia che trova il suo punto più alto verso l’Orangerie, discretamente arretrata rispetto ad un tasso secolare che segna il confine di un territorio religioso che potrebbe essere stato all’origine della prima produzione vinicola di questo luogo.

Provenienza: Macau en Médoc – Bordeaux – Francia

Annata : 2008

Gradazione alcolica: 13,% vol.

Varietà delle uve:  Cabernet Sauvignon  48% – Merlot 37% – Petit Verdot 8% – Cabernet Franc 7%.

Tipologia:   Grazie al suo terroir davvero speciale, Cantemerle produce vini delicati ed equilibrati, dotati di una rara complessità aromatica. La proprietà si estende per 91 ettari su un vasto letto di ghiaia profonda con grande quantità di silicio. Queste ghiaie, derivanti dall’antica erosione dei Pirenei da parte della Garonna, sono uno degli elementi chiave di un terroir di qualità. Sono terreni poveri e la vite deve “soffrire” per produrre uve concentrate. Sono anche  molto filtranti e partecipano attivamente alla maturazione dell’uva perché riflettono i raggi solari e trattengono di notte il calore accumulato durante il giorno. L’età media è di 35 anni il che significa che, invecchiando, le viti affondano le radici più in profondità nel terreno ed esprimono maggiormente la tipicità del terroir che le ospita. Anche la produzione di frutti tende a diminuire, offrendo una maggiore concentrazione dei composti nobili dell’uva.

Vinificazione:  La vendemmia si svolge di massima verso gli inizi di ottobre ed è manuale con selezione selettiva. La cernita selettiva viene effettuata nel vigneto su quattro tavoli di cernita, ciascuno dotato di quattro selezionatori, per eliminare grappoli danneggiati, foglie secche o corpi estranei indesiderati dai grappoli appena tagliati. Diraspatura manuale totale post-cernita. Fermentazione: 6-8 giorni a 26-28°C; macerazione: da 28 a 30 giorni; affinamento per 12 mesi in botti di rovere francese, tra cui il 50% nuove. Non viene effettuata alcuna filtrazione prima della imbottigliamento. Passano altri 12 mesi prima della commercializzazione.

Caratteristiche organolettiche: Ho avuto la sfortuna di degustarlo a “fine carriera” ma è stato uno splendido vino dalla struttura compatta e un po’ austera. Suo il colore nero ebano annuncia potenza e opulenza aromatica che con il tempo ha perso vigore. La densità dei Cabernet apporta consistenza e tannini in abbondanza che pian piano si sono sciolti. Oggi ce lo godiamo, a condizione che venga travasato in una caraffa prima di essere servito. I profumi sono ancora percepibili e,forse, addirittura, eleganti tra i quali spicca la nota del ribes nero e del mirtillo.

Temperatura di servizio: 16-18 °C  previa ossigenazione per almeno 1-2 ore.

Longevità :  è giunto al suo capolinea, forse anche oltre, mostrando qualche segno di appiattimento.

Abbinamenti :Non è stato affatto male averlo degustato con i cosiddetti “piatti del giorno dopo”, quelli cioè che vengono riciclati dopo la cena della viglia e di Natale. E’ andato bene con il brodo rustico e molto bene con il lesso di cappone e muscolo di manzo. Per chi invece vuole osare il mio consiglio è di provarlo con una polenta alla friulana con gli “uccelli scappati”.

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