ERNESTO CARDENAL MARTINEZ: POETA, SACERDOTE E RIVOLUZIONARIO

Cardenal è stato uno dei più grandi poeti latinoamericani del suo tempo, riconosciuto come il fondatore dello stile scientifico nella poesia. Per lui, la scienza era quasi una preghiera, un modo per scoprire le tracce della creazione divina. I suoi principali lavori, tra cui Cantico cosmico, El telescopio en la noche oscura e Hijos de las estrellas (2019), riflettono una visione epica e teologica dell’universo, ispirata da Teilhard de Chardin. Il suo stile, nel tempo, si allontanò dalle influenze iniziali di Rubén Darío e Pablo Neruda per diventare profondamente originale.

Nato il 20 gennaio 1925 a Granada, Cardenal scelse la vocazione sacerdotale dopo una vita giovanile turbolenta. Entrò nell’abbazia trappista di Gethsemani, dove fu influenzato da Thomas Merton, e più tardi fondò la comunità contemplativa di Solentiname. Qui si unì ai campesinos per promuovere una teologia della liberazione, combinando il Vangelo con un’azione rivoluzionaria. L’opera El Evangelio de Solentiname sintetizza questa visione, diventando una pietra miliare del pensiero cristiano impegnato.

Cardenal partecipò attivamente alla lotta contro la dittatura dei Somoza e fu una figura chiave del Frente Sandinista de Liberación Nacional. Dopo la vittoria della Rivoluzione sandinista nel 1979, fu nominato ministro della Cultura, ruolo che mantenne fino al 1987. Tuttavia, il suo impegno politico lo mise in conflitto con la Chiesa. Nel 1983, Giovanni Paolo II lo ammonì pubblicamente, e pochi mesi dopo fu sospeso a divinis. Solo nel 2019 Papa Francesco lo riabilitò completamente, riconciliandolo con la Chiesa.

Nonostante il passato rivoluzionario, Cardenal fu uno dei critici più severi della deriva autoritaria di Daniel Ortega, definendo il suo regime una “nuova dittatura familista”. Nel 2018, dedicò il Premio Mario Benedetti al popolo nicaraguense e alle vittime della repressione ortegghista, denunciando il tradimento degli ideali sandinisti

Cardenal sarà sepolto a Solentiname, luogo simbolo della sua visione spirituale e politica. Il vescovo ausiliare di Managua, Silvio José Báez, ha riassunto il suo lascito con un omaggio commovente: “Addio all’amico Ernesto Cardenal, che ora può cantare il suo Salmo 15 davanti a Dio: Non c’è gioia fuori di te. Io non rendo culto alle star del cinema né ai leader politici e non adoro i dittatori.”

La foto di Ernesto Cardenal in ginocchio davanti a Giovanni Paolo II, che lo rimprovera aspramente il 4 febbraio 1983 all’aeroporto di Managua, è rimasta impressa nella memoria collettiva. Ma la fama di Cardenal, scomparso il 1° marzo all’età di 95 anni, va ben oltre quel momento iconico. Il sacerdote nicaraguense lascia un’eredità poetica, culturale e politica che ha segnato profondamente il XX e il XXI secolo.

EPIGRAMMI

Quando io ho perso te tu e io ci abbiamo perso:
io perché tu eri ciò che io più amavo
e tu perché io ero quello che ti amava di più.

Ma di noi due tu perdi più di me:
Perché io potrò amare altre come amavo te
ma tu non sarai amata come ti amavo io.

Traduzione: Antonio Melis

 

Preghiera per Marilyn Monroe

accogli questa ragazza conosciuta in tutta la terra con il nome di Marilyn Monroe 

anche se questo non era il suo vero nome 

(ma Tu conosci il suo vero nome, quello dell’orfanella violentata a 9 anni 

e la piccola commessa che a 16 aveva voluto ammazzarsi)

e che adesso si presenta davanti a Te senza nessun maquillage

senza il suo Addetto Stampa

senza fotografi e senza firmare autografi

sola come un astronauta davanti alla notte spaziale

Essa sognò da bambina che si trovava nuda in una chiesa 

(secondo quel che racconta di Time) 

davanti a una folla prostrata, con le teste sul pavimento

e doveva camminare in punta di piedi per non pestare le teste.

Tu conosci i nostri sogni meglio degli psichiatri.

Chiesa, casa, antro, sono la sicurezza del seno materno

ma anche qualcosa più di ciò…

Le teste sono gli ammiratori, è chiaro

(la massa di teste al buio sotto il fiotto di luce).

Ma il tempio non sono gli studi della 20th Century Fox.

Il tempio – in marmo e oro – è il tempio del suo corpo

in cui sta il Figlio dell’Uomo con una frusta in mano

a cacciare i mercanti della 20th Century Fox

che hanno fatto della Tua casa di preghiera un covo di ladri.

Signore

in questo mondo contaminato di peccati e di radioattività

Tu non incolperai soltanto una piccola commessa.

Che come ogni piccola commessa ha sognò di essere una stella del cinema.

E il suo sogno divenne realtà (ma come la realtà del tecnicolor)

Essa non fece altro che agire secondo il copione che le demmo

– Quello delle nostre stesse vite – Ed era un copione assurdo.

Perdonala Signore e perdona noi

per la nostra 20th Century

per questa Colossale Super-Produzione nella quale tutti abbiamo lavorato.

Essa aveva fame di amore e le abbiamo offerto tranquillanti.

Per la tristezza di non essere santi 

le venne raccomandata la Psicoanalisi.

Ricorda Signore la sua paura crescente della macchina da presa

e l’odio per il maquillage – mentre insisteva a truccarsi ad ogni scena 

-e come divenne più grande l’orrore

e più grave la mancanza di puntualità negli studi. 

Come ogni piccola commessa

sognò di essere una stella del cinema.

E la sua vita fu irreale come un sogno che uno psichiatra interpreta e archivia. 

Le sue storie d’amore furono un bacio con gli occhi chiusi

che quando si aprono gli occhi

si scopre che è stato sotto i riflettori 

e spengono i riflettori!

e smontano le due pareti della stanza (era un set cinematografico)

mentre il Regista si allontana col suo quaderno

perché la scena è ormai stata girata.

O come un viaggio in yacht, un bacio a Singapore, un ballo a Rio

il ricevimento nella dimora del Duca e della Duchessa di Windsor

visti nella stanzetta dell’appartamento miserabile.

Il film terminò senza il bacio finale.

La trovarono morta sul letto con una mano sul telefono.

E i detectives non seppero chi stava per chiamare.

Fu

come uno che ha fatto il numero dell’unica voce amica

e sente solo la voce di un disco che gli dice: WRONG NUMBER.

O come uno che ferito dai gangsters

allunga la mano verso un telefono staccato.

Signore

chiunque fosse quello che stava per chiamare

e non chiamò (e forse non era nessuno

o era Qualcuno il cui numero non sta nella Guida Telefonica di Los Angeles)

rispondi Tu al telefono! 

Traduzione: Antonio Melis