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CERASUOLO ROSARUBRA 2023

 Cucina & Cantina/ CentralMENTE/178

Torno a parlare della “Torri cantine” per recensire questo Cerasuolo d’Abruzzo 2023 al quale mi ero accostato con molte speranze sicuro di degustare un prodotto particolare. Tutto vano. L’assaggio è stato deludente e ne darò conto  fra poco. Ricordo tuttavia che questa azienda vinicola abruzzese nasce nel 1966 sulle colline teramane e produce vini di grande qualità tra i quali primeggia il Montepulciano d’Abruzzo doc, certamente il  vino rosso più rappresentativo di questo territorio. Le vigne vengono coltivate con il metodo biologico  con tecniche di agricoltura all’avanguardia che non comprendono l’utilizzo di solfiti o ne comprendono un utilizzo limitatissimo, preservandone l’aroma e garantendone la qualità. Con queste premesse oggi Torri scrive il suo nuovo racconto, basato sul pieno rispetto della natura e del frutto che dà vita al vino, su idee innovative e in continuo fermento, concetti alla base delle nuove etichette tra le quali figura anche il vino oggi in degustazione. Le vigne sono coltivate nella tenuta biologica e biodinamica di Rosarubra sita in Pietranico. Un’oasi di 30 ettari valorizzata da un territorio dove l’ambiente stesso è un nido creato dalla natura, che ne protegge e tutela la biodiversità.

L’immagine dall’alto delle vigne e degli uliveti esprime meglio delle parole l’essenza della tenuta. I terreni coltivati si alternano ai boschi di querce e in alcuni casi ne vengono circondati, come se gli alberi stessi volessero nascondere ad occhi esterni un ancestrale segreto. Il bosco domina, dà carattere al paesaggio ed è naturale, ben poco è stato modificato, molto è stato generosamente lasciato, per il piacere della fruizione rispettosa, e per la vita dei tanti animali selvatici.

Provenienza:  Pietranico -Pescara

Annata : 2023

Gradazione alcolica: 13,5% vol.

Varietà delle uve: Montepulciano d’Abruzzo 100%

Tipologia : vino ottenuto da vigneti posti a Pietranico ad una altitudine di circa 300 metri sul livello del mare di età media intorno ai 20 anni. L’allevamento è a Guyot mentre l’esposizione è a sud ovest con forti escursioni termiche tra il giorno e la notte.

Vinificazione: la vendemmia viene eseguita manualmente verso la fine di settembre/ inizio ottobre a conclusione di una conduzione agricola improntata alla massima considerazione per l’ambiente e la biodiversità. La vinificazione in bianco, eseguita esclusivamente in tini d’acciaio termo-condizionati e dopo la necessaria sosta sulle bucce, segue una maturazione di 6 mesi, ancora in acciaio, per poi procedere all’imbottigliamento in totale assenza di ossigeno.

Caratteristiche organolettiche: nel bicchiere si presenta con un color rosa poco brillante, impersonale e poco accattivante.  Al  naso è piatto, con vaghi profumi di visciola e pesca gialla. All’assaggio è deludente con tannini ed acidità troppo esuberanti, tanto da coprire i residuali sentori di ciliegia e ribes. Complessivamente anonimo.

Temperatura di servizio: 11-12°C

Abbinamenti :sulla base di una pur consistente potenza alcolica avevo deciso di degustare questo cerasuolo con un primo classico,  tagliatelle ai funghi porcini, ed un secondo leggero, filetto di coniglio alle erbe. Una delusione su tutti i fronti. Stante questo risultato, evito di suggerire altri abbinamenti.

 

 

 

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