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I settant’anni di Benigni e la scomparsa del “Ricco e Povero”

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I settant’anni di Benigni e la scomparsa del “Ricco e Povero”

Settant’anni sono un’età importante. Anche per un eterno fanciullo. Auguri a Roberto Benigni per tutto quello che ci ha regalato di leggero e di profondo, di poetico e di beffardo, di commovente e di gioioso. E’ stato ed è una delle “maschere” più originali della storia (a 360 gradi) dello spettacolo italiano. Impossibile selezionare la sua performance più significativa: Guido de “La vita è bella”? Saverio di “Non ci resta che piangere”? Giuditta del “Piccolo diavolo”? Le sue inarrivabili letture di Dante a Santa Croce (beato chi le ha viste)? Divertitevi voi, se vi va, a indicare il vostro Benigni “del cuore” Raramente, qualsiasi cosa abbia fatto, non ci ha fatto emozionare e pensare! Da giovane conduttore del “Processo del lunedì” me lo ritrovai in piedi sulla scrivania. Un abbraccio Roberto!

 

(Marino Bartoletti Facebook 28 ottobre 2022)

Se ne è andato Franco dei “Ricchi e Poveri”

Franco dei “Ricchi e Poveri” se n’è andato col suo grande dolore che non aveva mai superato. Con suo figlio Alessio aveva perso se non la voglia di lottare, certamente ogni speranza di tornare a sorridere. Era un uomo buono, sensibile, saggio e – finchè potè – dotato di una grande ironia. Anche sul palco di Sanremo, due anni fa, mentre tutti cantavano e ballavano, non era difficile vedere i suoi occhi spenti. La vita, con lui, è stata davvero crudele.

Quando muore un genitore si dice che si è “orfani”, quando muore il compagno o la compagna di una vita si dice che si è “vedovi”, ma non esiste una parola che definisca la perdita di un figlio

(Marino Bartoletti Facebook 18 ottobre 2022)

 

 

 

 

 

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