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FOSARIN 2024 RONCO DEI TASSI

 Ronco dei Tassi nasce nel 1989, quando Fabio Coser (già enologo e consulente di importanti aziende friulane) e la moglie Daniela acquistano un piccolo podere di circa 9 ettari, di cui 4 a vigneto, nel cuore del Collio Goriziano, a Cormòns. Il luogo si trova ai limiti del Parco naturale di Plessiva, zona di tutela ambientale ricca di flora e fauna. Il nome dell’azienda deriva dalla disposizione dei vigneti in terrazze ben esposte (i “ronchi”) e dalla presenza di colonie di tassi che, a maturazione dell’uva, diventano ghiotti consumatori dei grappoli più dolci, segnalando così il momento ideale per la vendemmia. Nel tempo l’azienda è cresciuta fino a oltre 50 ettari (circa 23 a vigneto), sempre guidata da un approccio artigianale e rispettoso del territorio. Oggi Fabio è affiancato dai figli Enrico e Matteo. Il vino-simbolo è proprio il Fosarin, nato dal primo vigneto acquistato dalla famiglia e uscito per la prima volta con l’annata 1990. È diventato uno dei riferimenti del Collio Bianco, pluripremiato (tra cui Tre Bicchieri del Gambero Rosso in più annate e, per la 2022, “miglior vino bianco d’Italia” secondo la Guida de L’Espresso curata da Luca Gardini). Anche la 2024 ha ricevuto i Tre Bicchieri nella guida Vini d’Italia 2027.

Provenienza :

Collio DOC, vigneto Fosarin (circa 2,5 ettari) sul Monte Quarin, a Cormòns (Gorizia) località Monte Quarin,  Friuli-Venezia Giulia.

Il vigneto si estende per circa 2,5 ettari a circa 180 metri di altitudine, con esposizione sud / sud-est. I suoli sono tipici del Collio: marne e arenarie di origine eocenica (la cosiddetta “ponca”), che conferiscono mineralità, freschezza e struttura. Le viti hanno un’età media di oltre 50-55 anni e sono allevate a Guyot e doppio capovolto, con densità intorno ai 4.000-5.000 ceppi/ha. Il microclima è influenzato dalla vicinanza del bosco e del parco, con buona ventilazione e escursione termica. Si tratta di un classico “vino di vigneto unico” del Collio, che esprime con coerenza l’identità del territorio.

Gradazione Alcolica:  14 % vol.

Varietà delle Uve:  Uvaggio tipico del Collio Bianco: Pinot Bianco (circa 40-50%), Friulano (circa 30-40%), Malvasia Istriana (circa 20%).

Tipologia : vino bianco fermo

Vinificazione:  Raccolta manuale (generalmente seconda decade di settembre). Fermentazione a temperatura controllata. Il Pinot Bianco fermenta e affina in barrique usate (circa 6-10 mesi), mentre Friulano e Malvasia restano in acciaio. L’assemblaggio e l’affinamento proseguono fino all’imbottigliamento (di solito nell’anno successivo alla vendemmia). L’uso del legno è moderato e calibrato per non coprire il carattere varietale e territoriale.

Caratteristiche Organolettiche:

Colore: giallo paglierino brillante, con riflessi verdolini o leggermente dorati.

Naso: fine, elegante e complesso. Note di fiori  di glicine e acacia, frutta a polpa gialla  (pesca, albicocca), accenni agrumati  con richiami evidenti di anice. Con il tempo si apre ulteriormente, guadagnando ampiezza e note più mature.

Bocca: morbido, armonico e di buona struttura. L’acidità è elegante e integrata, sostiene un corpo medio-pieno e una texture setosa. Il sorso è sapido, fresco e progressivo, con un finale lungo, minerale e leggermente speziato. Da giovane è più fruttato e immediato; con qualche anno diventa più ampio, complesso e gastronomico. Vale la pena aspettarlo per almeno un paio d’anni. È uno dei Collio Bianco più rappresentativi e longevi della denominazione, capace di unire tipicità territoriale e raffinatezza.

Temperatura di Servizio : 11–12 °C.

Longevità: Ottima. Già piacevole, ma può evolvere con eleganza per 6-10 anni (e oltre se ben corsevato), guadagnando complessità e note speziate.

Abbinamenti : Il Fosarin è uno di quei bianchi che non ti costringono a fare il sommelier a tavola. Anzi, ti invitano a divertirti. Ha abbastanza struttura e sapidità da reggere piatti interessanti, ma resta sempre elegante e fresco, quindi non si offende se lo metti davanti a qualcosa di semplice e ben fatto. Funziona benissimo con i crostacei e i molluschi come a una bella padellata di cozze e vongole o a degli scampi al forno con un filo d’olio e prezzemolo. La mineralità del vino gioca con la salinità del mare e la Malvasia ci mette quella nota aromatica che fa da ponte. Stesso discorso per un carpaccio di branzino o una tartare di gamberi: lì il Fosarin non copre, dialoga. Se si vuole restare fuori dal mare, provatelo con un risotto ai funghi porcini (non troppo cremoso) o con delle tagliatelle al ragù bianco di coniglio. E, infine, se non si ha voglia di cucinare basta una fetta di pane tostato con un filo d’olio buono (adesso è proprio il momento), un po’ di sale e qualche erba del giardino, più un calice di Fosarin, e hai già risolto la cena. È quel tipo di vino che ti fa venire voglia di stappare una seconda bottiglia senza troppi sensi di colpa.

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