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JAN NOBLE E LA POESIA COME ATTO PERFORMATIVO: TRA VOCE, RITMO E SPAZIO PUBBLICO
Jan Noble è una delle figure più interessanti della poesia contemporanea inglese, capace di attraversare i confini tra scrittura, performance e linguaggio pubblico. Il suo lavoro si colloca in una zona di intersezione tra la poesia scritta e quella orale, tra la parola intesa come segno sulla pagina e la parola intesa come gesto sonoro e fisico. In questo senso, Noble supera l’idea tradizionale della poesia come volume isolato, come oggetto da leggere in silenzio e da conservare in biblioteca. La sua poesia, al contrario, vive nella voce, nel ritmo, nel corpo, nello spazio condiviso della performance.
Questa è lei nel suo vestito di cenere
Oggi il suo caffè è cristallo amaro
Domani strapperà i petali delle sue rose
e lascerà che ubriachi soli sedimentino
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