Poèsia non è semplicemente un secondo libro: è una dichiarazione poetica, una mappa del caos interiore dell’autore, un viaggio tra i frammenti sparsi di una sensibilità difficile da contenere entro strutture convenzionali. La sua è una metrica disordinata, quasi volutamente sghemba, che fa da eco a quella “CNOFUSOINE” – termine volutamente alterato – che Capellone elegge a emblema del suo pensiero, e a quell’“InStAbiLiTà” emotiva che, lungi dall’essere un limite, si fa strumento espressivo.
Tramontano non teme di dichiarare la propria imperfezione: “Non so come definire i miei scritti, o forse sì! Imperfezioni.” In un’epoca in cui la forma spesso prevale sulla sostanza, la sua è una scelta controcorrente e profondamente umana. Poèsia è una raccolta che non si legge soltanto: si attraversa. È un’esperienza emotiva, fatta di echi, pause, ellissi e strappi. Una poesia che sembra vivere non sulla pagina, ma tra le pieghe della voce interiore del lettore.
Un tratto distintivo di Poèsia è la presenza al suo interno di una raccolta nella raccolta: Diario Notturno. Come una matriosca, il libro contiene un cuore segreto, una sezione che richiama alla mente le riflessioni intime dei filosofi e dei poeti d’altri tempi. Si tratta di un dialogo sommesso tra il Capellone autore e il Capellone lettore, tra il tempo presente e la memoria, tra il vissuto e il raccontato. È un luogo della mente, uno spazio intimo, fatto di parole sussurrate più che declamate.
Capellone è un romantico nostalgico. Lo dichiara apertamente: ha un debole per le rose, la luna, il vino e – confessa con un sorriso – anche per la birra. Ama la musica in tutte le sue forme, e le sue parole sono spesso intrise di ritmo e melodia. È un poeta che vive nel tempo presente ma guarda al passato con affetto, rincorrendo i ricordi come si inseguono i versi: senza ordine, ma con determinazione.
Il suo esordio letterario nasce proprio nei luoghi più digitali del contemporaneo, i social network, dove inizia a pubblicare brevi componimenti che raccolgono rapidamente l’attenzione di un pubblico attento e partecipe. Ma a dispetto del mezzo, ciò che comunica è profondamente analogico: sentimento, malinconia, romanticismo, imperfezione.
Poèsia – Una raffinata raccolta di errori non è una raccolta da sfogliare con leggerezza, ma da vivere. È un invito a rallentare, a perdere l’equilibrio, a lasciarsi travolgere dalle parole che non cercano la perfezione, ma la verità del sentire. Capellone, con la sua scrittura vulnerabile e autentica, ricorda che l’arte più sincera è quella che nasce dal caos, dalle emozioni senza filtro, dalla poesia che non sempre fa rima ma sempre fa male. O bene.






