ANGELO RAFFAELE TRAMONTANO, IN ARTE CAPELLONE: LA POESIA COME DISORDINE DELL’ANIMA

Poèsia non è semplicemente un secondo libro: è una dichiarazione poetica, una mappa del caos interiore dell’autore, un viaggio tra i frammenti sparsi di una sensibilità difficile da contenere entro strutture convenzionali. La sua è una metrica disordinata, quasi volutamente sghemba, che fa da eco a quella “CNOFUSOINE” – termine volutamente alterato – che Capellone elegge a emblema del suo pensiero, e a quell’“InStAbiLiTà” emotiva che, lungi dall’essere un limite, si fa strumento espressivo.

Tramontano non teme di dichiarare la propria imperfezione: “Non so come definire i miei scritti, o forse sì! Imperfezioni.” In un’epoca in cui la forma spesso prevale sulla sostanza, la sua è una scelta controcorrente e profondamente umana. Poèsia è una raccolta che non si legge soltanto: si attraversa. È un’esperienza emotiva, fatta di echi, pause, ellissi e strappi. Una poesia che sembra vivere non sulla pagina, ma tra le pieghe della voce interiore del lettore.

Un tratto distintivo di Poèsia è la presenza al suo interno di una raccolta nella raccolta: Diario Notturno. Come una matriosca, il libro contiene un cuore segreto, una sezione che richiama alla mente le riflessioni intime dei filosofi e dei poeti d’altri tempi. Si tratta di un dialogo sommesso tra il Capellone autore e il Capellone lettore, tra il tempo presente e la memoria, tra il vissuto e il raccontato. È un luogo della mente, uno spazio intimo, fatto di parole sussurrate più che declamate.

Capellone è un romantico nostalgico. Lo dichiara apertamente: ha un debole per le rose, la luna, il vino e – confessa con un sorriso – anche per la birra. Ama la musica in tutte le sue forme, e le sue parole sono spesso intrise di ritmo e melodia. È un poeta che vive nel tempo presente ma guarda al passato con affetto, rincorrendo i ricordi come si inseguono i versi: senza ordine, ma con determinazione.

Il suo esordio letterario nasce proprio nei luoghi più digitali del contemporaneo, i social network, dove inizia a pubblicare brevi componimenti che raccolgono rapidamente l’attenzione di un pubblico attento e partecipe. Ma a dispetto del mezzo, ciò che comunica è profondamente analogico: sentimento, malinconia, romanticismo, imperfezione.

Poèsia – Una raffinata raccolta di errori non è una raccolta da sfogliare con leggerezza, ma da vivere. È un invito a rallentare, a perdere l’equilibrio, a lasciarsi travolgere dalle parole che non cercano la perfezione, ma la verità del sentire. Capellone, con la sua scrittura vulnerabile e autentica, ricorda che l’arte più sincera è quella che nasce dal caos, dalle emozioni senza filtro, dalla poesia che non sempre fa rima ma sempre fa male. O bene.

 

#LaScorsaNotte

È notte,

le luci si spengono,

si spegne l’anima, 

con le ultime sofferenze che infliggono il duro colpo,

l’ultimo,

lasciando un vuoto disarmante

dove speranze e sogni

piano dileguano…

È notte,

e su fondo cupo,

‘mpregnandomi dei suoi colori 

tale da confondermi

col buio che la compone,

divoro l’inerme carcassa della mia gelida mente,

tramortita da quel colpo…

…l’ultimo.#InvernoAPrimavera

Incontrai il destino con rabbia nel cor,

incontrai l’eterno

nel tempo incompleto…

-Silenzio!-

Fine non trova

l’ininterrotto pianto del cielo,

pioggia che batte sul gelido suolo…

…inverno a primavera,

con l’imbrunir su sfondo,

sedici aprile.

#SCRI(vi)vere

vivere

Ed ho iniziato a scrivere per caso,

nella stanza solo coi pensieri,

a stento trattenevo la mancanza,

che forte mi stringeva il nodo in gola…

Sento quel calore, quell’abbraccio,

oltre le coperte gelide del letto

a stento trattenevo quella voglia

di quel sapore

che d’amore

mi riempe il cuore…

Coprimi, 

da quel dolore libero,

la solitudine resterà,

un ricordo triste

dietro la felicità.