Il concetto di limite nella Laudato si’.
Un’Enciclica letta più dai non cattolici che dai “fedeli”
di Raniero Regni
…..Dio d’amore, mostraci il nostro posto in questo mondo
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…..Dio d’amore, mostraci il nostro posto in questo mondo
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Il testo papale contiene una critica all’antropocentrismo dispotico e deviato, al cuore del quale c’è la mancanza di limiti. “Noi non siamo Dio. La terra ci precede e ci è stata data”. L’essere umano viene visto come dominatore, consumatore e sfruttatore, “incapace di porre un limite ai suoi interessi immediati”. Questa azione devastante sulla casa comune è data dall’idea di una produzione illimitata che disprezza ogni richiamo alla misura. È la cultura dello scarto, “che colpisce tanto gli esseri umani esclusi quanto le cose che si trasformano velocemente in spazzatura”. Con l’idea che i beni comuni siano invece privati e che il mondo artificiale può sostituire il mondo naturale, Tutte infrazioni al senso del limite. “Si rende indispensabile creare un sistema normativo che includa limiti inviolabili e assicuri la protezione degli ecosistemi, prima che le nuove forme di potere derivate dal paradigma tecno-economico finiscano per distruggere non solo la politica ma anche la libertà e la giustizia”. Al cuore della crisi ecologica c’è “l’eccesso antropocentrico”. Di nuovo un auto-accecante superamento di limiti. Né antropocentrismo ma neanche semplice biocentrismo, ma equilibrio e misura, perché “non c’è ecologia senza un’adeguata antropologia”.