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CALMA E GESSO

.Questa bellissima espressione viene dal gioco del biliardo e racconta che, prima di eseguire un tiro difficile o importante, i giocatori usavano strofinare del gesso sulla punta della stecca per aumentare l’attrito con la palla e non sbagliare. Un rituale che predisponeva al gesto tecnico e richiedeva una pausa fisica e mentale: il giocatore si fermava, prendeva il gesso, preparava la stecca e intanto studiava con calma la posizione delle palle e del pallino sul tavolo prima di colpire. Una metafora che potrei trasferire pari pari alla situazione delle borse mondiali sul cui andamento  alcuni lettori mi hanno invitato ad esprimere considerazioni e prospettive. In realtà essa contiene già la risposta finale ma, tenendo conto del nervosismo, dell’ansia e anche della paura che molti risparmiatori stanno vivendo da alcune settimane a questa parte, è forse il caso di aggiungere qualche elemento tecnico a supporto.

Intanto ricordiamo cosa sta accadendo. Da quindici giorni il sentiment ha invertito la rotta passando da uno stato di euforia, soprattutto nel settore tecnologico (Nasdaq in primis), ad uno stato di panico diffuso. Le cause non sono difficili da individuare essendo quelle riconducibili all’attualità della geopolitica internazionale: tensioni politiche, guerre che non accennano a placarsi, shock energetici prolungati e decisioni inattese sui tassi d’interesse da parte delle banche centrali (come la BCE o la FED).    A tutto questo si aggiungono anche altre due ragioni sulle quali nel passato mi sono spesso soffermato:

1) La sopravvalutazione dei corsi borsistici e la formazione di bolle speculative, che si manifestano quando i prezzi delle azioni crescono troppo rispetto ai bilanci reali delle aziende come, ad esempio, nel settore tecnologico e dell’intelligenza artificiale. In tali casi il mercato interviene e  corregge in modo violento.

 2) La paura di perdere denaro spinge tutti a vendere nello stesso momento, innescando una spirale ribassista, quasi sempre peggiorata dal trading algoritmico automatico e dall’effetto leva. In gergo “panic selling”. 

Come comportarci allora davanti ad una realtà che diventa giorno dopo giorno più indecifrabile? Innanzi tutto rimanere lucidi, sereni e freddi, utilizzando grafici di semplice lettura. Proviamo a farlo con quelli che inserisco qui di seguito.

Anche chi non è un esperto di analisi tecnica è in grado di comprendere  che il grafico sottostante dice una sola cosa. E’ il grafico di un rialzo.

Se poi, invece, andiamo ad analizzare un altro grafico, vediamo come questa certezza sparisce. Si tratta della media mobile a 200 giorni (1).

Essa evidenzia come la struttura portante dei titoli americani sia già sotto questa linea. Stesso discorso per le borse europee tutte parzialmente compromesse ad eccezione di quella francese che è éddirittura paralizzata e stabilmente sotto la media dei 200 giorni. Due grafici significativi eppure di segno diametralmente opposto.

Non servono grandi discorsi per capire che l’incertezza è massima ed è cosa buona e giusta ripassare le regole del biliardo, fare un giro intorno al tavolo, “ungere” la stecca ed osservare bene palle e birilli, prima di colpire. Adesso non è il momento.

1) La media mobile a 200 giorni (MA200) è un indicatore di analisi tecnica che calcola il prezzo medio di un titolo considerando le ultime 200 sedute di contrattazione. Funziona in questo modo ogni giorno viene aggiunto l’ultimo prezzo di chiusura e viene rimosso quello più vecchio, mantenendo fissa la finestra a 200 giorni. In tal modo elimina le fluttuazioni di breve periodo per mostrare chiaramente la tendenza di fondo.  Quando il prezzo di un asset si trova sopra la media mobile la tendenza di lungo periodo è considerata positiva (mercato rialzista). Quando invece il prezzo scende sotto la media il sentiment di lungo periodo diventa negativo (Mercato ribassista).

 

 

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