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Torniamo in Veneto per ritrovare una vecchia conoscenza: l’azienda INAMA, autentico monumento vinicolo di questa regione. L’azienda nasce dal lavoro di Giuseppe “Bepi” Inama, originario della Val di Non in Trentino e diplomato in enologia a San Michele all’Adige. Dopo anni come cantiniere ed enologo in prestigiose realtà del Soave (tra cui un lungo periodo presso Anselmi), iniziò ad acquistare piccoli appezzamenti sul Monte Foscarino, cuore del Soave Classico, a partire dal 1964.
Il figlio Stefano entra in azienda e nel 1991 imbottiglia i primi vini a marchio Inama, a partire dal Sauvignon Vulcaia Fumé. Seguono le interpretazioni moderne del Soave Classico e, dalla metà degli anni ’90, i rossi sui Colli Berici, in particolare il Carmenère.
Oggi l’azienda è alla terza generazione: Stefano lavora insieme ai figli Matteo, Alessio e Luca. La filosofia è produrre vini che esprimano il territorio vulcanico del Soave e i suoli dei Colli Berici, senza inseguire mode. Il nome Carbonare deriva dall’antica produzione di carbone nella zona. È un vigneto piccolo, di produzione limitata (intorno alle 10.000-13.000 bottiglie/anno). Forse non tutti sanno che uno dei vini abruzzesi più rinomati, il Montepulciano d’Abruzzo “Binomio” è il frutto di una celebre collaborazione nata nel 1998 tra la Fattoria La Valentina, storica azienda abruzzese guidata da Sabatino Di Properzio e l’Azienda Agricola Inama. Il nome “Binomio” celebra proprio questa unione d’intenti e l’amicizia tra i due produttori, nata con l’obiettivo di creare un Montepulciano d’Abruzzo sontuoso, potente e profondo, ma al contempo moderno e godibile fin da giovane. Insomma l’Abruzzo ha fornito il territorio e Inama le conoscenze.
Provenienza: San Bonifacio (Verona) – Veneto
Annata : 2022
Gradazione alcolica: 13% vol.
Varietà delle uve: Garganeca 100%
Tipologia : le vigne sono ubicate a mezza costa sulle colline ad est di Verona, ad una altitudine di circa 200-250 m s.l.m. ; il suolo è vulcanico basaltico, con grande complessità cromatica (dal nero al verde, rosso e arancio); l’allevamento è a pergola veronese, età media circa 45-60 anni. Il microclima fresco, con aria che scende dalla Val d’Alpone ( Piccole Dolomiti), e la presenza di acqua nel sottosuolo aiutano ad ottenere un bianco fresco ed elegante.
Vinificazione: dopo la vendemmia,rigorosamente manuale, si procede alla diraspatura e pigiatura. Dopo una breve macerazione sulle bucce (circa 3-4 ore) si avvia la fermentazione in acciaio per poi passare all’affinamento per 12 mesi in acciaio sulle fecce fini, con bâtonnage periodico. Il cerchio si chiude con ulteriori circa 6 mesi di affinamento in bottiglia
Caratteristiche organolettiche: nel bicchiere si presenta con un colore giallo paglierino con riflessi verdolini che con il tempo tendono a divenire dorati. Al naso è minerale e agrumato con note di fiori bianchi, pera e erbe aromatiche. All’assaggio è verticale, teso e sapido. Acidità vivace e ben integrata, corpo medio e setoso. Sentori di agrumi con una spiccata mineralità salina; finale lungo, fresco e tagliente,.
Temperatura di servizio: 10-11 °C
Longevità : È già piacevole, ma può evolvere ancora 3-4 anni circa . Con il tempo guadagna complessità minerale e note di frutta matura
Abbinamenti : Si sposa benissimo con ostriche e crudi di mare; va altrettanto bene con pesce e crostacei cucinati cosi come con sushi e cucina asiatica. Non disdegna accompagnare i piatti vegetariani, gli asparagi bolliti ed i formaggi di capra freschi. Per chi vuole osare, invece, il mio consiglio è di provarlo con un sartù di riso e cozze nappato con un sauté delle stesse cozze.
M. Travaglini





