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DOBBIAMO CAMBIARE

 

Dopotutto, cosa accomuna un pizzaiolo e uno yogi, un sacerdote e una modella, un economista e una biologa se non il continuo esercizio teso a migliorare il proprio “rendimento”? Non si tratta solo del successo sulla scena pubblica, bensì di una elevazione che continuamente slitta dal piano fisico a quello spirituale e dal piano individuale a quello planetario.
Peter Sloterdijk

 

Per passione, carattere, spirito di servizio, e, se mi è consentito, con la mia professionalità ho dedicato buona parte del mio percorso di vita al  mondo della scuola. So bene che le lotte, le  contrattazioni, le proposte didattiche, e anche le denunce delle malefatte di molti millantatori, unitamente alle tante letture personali,  alle parole e a  “qualche rigo” scritto per gli studenti universitari aspiranti all’insegnamento sono gocce che cadono nel mare dominato dal “pedagogismo” imperante. Ma, da quando sono in grado di intendere e di volere,  la mia filosofia esistenziale si basa sul principio del “non tirarsi indietro”, che, ormai adulto, ho ritrovato “semplicemente” nelle seicento pagine scritte da Peter Sloterdijk   in  “Devi cambiare la tua vita!”. La sintesi, terra terra, della esortazione del filosofo e saggista tedesco è la seguente: <<in ogni piega della nostra società il disagio etico suscitato dalla constatazione che “così non possiamo più andare avanti”  ci deve spingere a lavorare seriamente su noi stessi per essere e rimanere all’altezza delle sfide del nostro mondo>>. La sfida più grande oggi è quella di riuscire ad applicare nel sistema della formazione, i principi basilari dell’educazione,  a partire dai neonati fino ai laureandi di ogni facoltà universitaria. Per consegnare alla società che segue la nostra persone sane e consapevoli, Al tempo in cui Sloterdijk scriveva i tempi le sfide erano altre e la globalizzazione era a ancora agli esordi, La scuola di oggi ha davanti una sfida stratosferica, I Docenti, i genitori, il personale tecnico e amministrativo fino agli ausiliari NON DEVONO E NON POSSONO  pensare che  “così non possiamo più andare avanti”, ma devono cambiare la loro vita relazionare con i ragazzi in termini di metodi, di attenzione, di presenza e di… didattica! Aspettiamo allora questo cambiamento, che non può ovviamente avvenire se il carico economico per le famiglie diventa insopportabile e se agli operatori scolastico non si restituisce la dignità economica che non è fattore unico di autorevolezza (che deriva soprattutto dal bagaglio culturale), Su questo punto pesano molto fattori di bilancio legati all’emergenza energetica. Sulle soluzioni  non è facile trovare consensi (c’è “maretta” addirittura nella nostra libera redazione!!). La mia, di soluzione. sta nel garantire la continuità didattica per ogni ciclo dell’istruzione, garantendo al personale serenità e aggiornamento costante . Insomma  questa guerra si può vincere  se, ancora con P. Sloterdijk, facciamo “continuo esercizio teso a migliorare il nostro “rendimento”. La Scuola ha bisogno di fondi  ma, deve essere chiaro che …” I soldi per coprire i costi del Contratto del personale scolastico, non devono essere  “Prelevati”  dai fondi per il potenziamento. Così è a rischio la continuità didattica e si intacca l’efficacia formativa e la serenità degli studi dei discenti”. Parole mie!

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