ALBERI O CONDIZIONATORI?

 Il Limite / RANIERO REGNI / 209

 

Ma a volte provo anche sfiducia se mi capita di constatare quanto poco gli uomini si occupino dei problemi degli alberi. E sì che da tempo studiosi e tecnici vanno scrivendo dei pericoli che li minacciano, e ai pochissimi che li ascoltano o che si interessano corrispondono i troppi che si accorgono degli alberi solo quando, presi dalla calura estiva, cercano la loro ombra per posteggiare l’automobile.   

M. Rigoni Stern, Arboreto salvatico

 

 L’afa è insopportabile. Sono costretto a scrivere questo articolo di mattina presto, prima che la casa diventi bollente. Se esci per strada in una grande città poi devi saltare da un’aria condizionata ad un’altra, come in spiaggia quando la sabbia scotta troppo devi saltare da un’ombra ad un’altra. Ma milioni di condizionatori d’aria sputano il caldo interno verso l’esterno, rendendo l’aria ancora più rovente. Questa sarà l’estate più calda del secolo, ma sarà anche la meno calda dei prossimi anni. Per difendersi, chi potrà acquisterà un climatizzatore ma, così facendo sposterà solo il problema più in là. Non è questo l’adattamento e la mitigazione che i più realisti, ma anche spesso i più ipocriti, propongono come strategia per far fronte al riscaldamento globale.

Il picco dei consumi di elettricità prodotta in gran parte da combustibili fossili, raggiungerà ancora un nuovo record proprio in questa estate. Stiamo cercando la soluzione con la stessa strategia che ha creato il problema. Questo, in termini tecnici, si chiama nevrosi. Non c’è un modo indolore per dirlo: ”secondo la maggior parte dei modelli, nei prossimi 30-50 anni una percentuale significativa di pianeta sarà troppo calda perché ci si possa vivere” (S. Mancuso).

La vera strategia dovrebbe essere quella di piantare alberi ovunque possibile. Infatti gli alberi sono i climatizzatori

più efficaci ed efficienti, sono la marca migliore che si possa trovare! Come si può vedere dalla foto che accompagna questo articolo, l’ombra di un albero è di diversi gradi più fresca di quella di un muro o di qualsiasi altra costruzione. Sotto gli alberi si crea una specie di microclima che serve a raffreddare l’aria intorno.

Chi abita in campagna, sente sulla sua pelle la differenza di temperatura mano a mano che si avvicina al centro abitato dominato da asfalto e cemento. Il verde e gli alberi sono il vero rimedio Ha ragione il grande scrittore Mario Rigoni Stern, l’autore dell’indimenticabile Il sergente nella neve, ma poi anche di tutta una serie di splendidi testi sulla natura come Arboreto salvatico, in cui la natura vegetale non fa da sfondo ma diventa protagonista.  Sì avete letto bene, non “selvatico”, ma “salvatico”, perché gli alberi di cui parla, il larice, l’abete, il pino, il faggio, il tiglio, il tasso, la quercia, il castagno, il gelso, e così via, ci possono salvare.

Noi disprezziamo gli alberi perché non si muovono e li sentiamo lontani perché noi siamo animali. Ma così dimentichiamo che la vita dipende dalle piante, non dagli animali. Allora come afferma il botanico S. Mancuso “piantare quanti più alberi si può rendendo permeabile la maggiore superficie possibile delle città”.