Home salute benessere IL CANE: UN AMICO PER IL BENESSERE

IL CANE: UN AMICO PER IL BENESSERE

Benessere /G. Mazzocco/187

   I nostri cani sono, sempre più, parti integranti della ragnatela di affetti che unisce una famiglia. La loro presenza scandisce i ritmi della partecipazione dei singoli alla vita del nucleo familiare.

   Pensate a un cane che vive in casa: c’è chi lo porta a spasso; chi lo fa uscire per i bisogni; chi si preoccupa della toeletta; chi provvede all’alimentazione; chi pensa, addirittura, al bisogno sessuale o si preoccupa di far trasmettere le caratteristiche più belle della morfologia o dei comportamenti, con cucciolate programmate.

   Il cane, inserito nelle dinamiche emotive che animano i rapporti interpersonali, ha ruoli che variano a secondo delle situazioni: la sua devozione ad un bambino crea la sicurezza di una compagnia serena; la sua fedeltà ad un anziano è garanzia di una presenza paziente; la sua allegria diventa gioioso collante nei giochi dei più giovani; la sua predisposizione alla difesa dell’habitat dove vive trasmette tranquillità ed altre considerazioni.

   Immaginate, inoltre, quando tutte queste “condizioni” del vivere sono gestite da una singola coppia o, addirittura, da una sola persona. Tutto si amplifica e tutto diventa “umano”: con “lui” si fanno i racconti, gli sfoghi e le confidenze; assieme si gode il “tempo della poltrona” o si sceglie il programma televisivo; si pianifica assieme l’organizzazione della spesa, ecc. …

   Un po’ alla volta, il cane occupa un ruolo importante nell’equilibrio della vita e dà quella sicura compagnia che, nei rapporti della coppia o nella solitudine del singolo, realizza un benessere sociale per chi, per anzianità o per salute, non può più correre dietro ai veloci ritmi del vivere.

   Le ultime leggi della nostra società, per questo, hanno protetto alcuni momenti che il cane da compagnia vive con l’uomo: ne è stata autorizzata la presenza sulle spiagge, sui vagoni ferroviari, nei ristoranti, nei parchi e nei giardini, nelle aree urbane ed in molti ambienti dove, prima, ne era interdetta la presenza. Tutto questo facilita il vivere assieme all’animale, nel rispetto civile delle regole che le stesse leggi, comunque, fissano.

   Tutta questa umanizzazione, però, crea problemi all’animale che, privato di un ambiente naturale, non trova le risposte ad alcune sue precise condizioni. Il cane che vive libero, in campagna, attiva spontaneamente i meccanismi di difesa dal troppo caldo o dal troppo freddo; si autoregola nel vitto e nel movimento; sviluppa gli innati istinti della caccia o della difesa; educa i sensi al rapporto con l’ambiente, perché da questi dipende la propria salute.

   Il cane da compagnia, che vive in simbiosi con l’uomo, nel chiuso di un appartamento riscaldato, privato da erba e da terra, senza odori da analizzare o rumori da interpretare deve accettare il cappottino invernale o il giocattolo che suona rotolando o il profumo di uno shampoo fra suoi peli o l’ora d’aria di un angusto balcone o tutto quello che, con il gusto dell’umano, viene imposto amorevolmente. Ecco, allora, che l’uomo deve saper interpretare le esigenze del proprio miglior amico e bilanciare, con oculatezza, tutto quello che l’animale non può trovare in casa.

   Le preoccupazioni sono rivolte a tutelare, soprattutto, le alterazioni di alcuni equilibri fisiologici: la digestione alterata con l’evacuazione diradata, un’andatura con zoppia, i guaiti da dolori, la condizione del pelo e altre situazioni.

   L’importante, comunque, è fargli fare il movimento, con regolarità, con il giusto tempo e con il rispetto delle “pause”, che il cane si prende per “annusare” il mondo degli “angoli”, delle piante o degli pneumatici.

   Un ulteriore riguardo che dobbiamo al nostro cane è favorire l’incontro con altri della sua razza e permettere quelle corse tumultuose che, anche se gli sporcano il pelo, lo liberano dalle anchilosi articolari della vita in appartamento. È buona norma, inoltre, autorizzare il contatto controllato con chi allunga le mani per fargli una carezza o chi, come i bambini, allargano le braccia per stringerlo al petto e coccolarlo.

Social Media Auto Publish Powered By : XYZScripts.com