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Una testimonianza di notevole spessore umano di chi, avendo visto da vicino nell’intimità della famiglia, porta nuova luce per smontare “scandali costruiti” a tavolino. A cominciare dagli anni Ottanta, quando il nome di Donato De Bonis viene collegato a scandali finanziari riportati in prima pagina dai giornali di tutto il mondo. Erano i tempi del pontificato di Montini, con presidente dello IOR il vescovo statunitense Marcinkus e De Bonis segretario generale, quando si determinò una situazione molto delicata. Il libro fornisce le prove per dimostrare che in quella gestione non furono mai avallate decisioni e operazioni azzardate, nel preciso rispetto delle deleghe ricevute. Tant’è che l’ex segretario dello IOR, superato il limite di età, lasciò l’incarico e da Papa Giovanni Paolo II promosso Vescovo Sovrano Militare dell’Ordine di Malta, fino alla prematura scomparsa, lasciando “tutta una serie di ricordi e, soprattutto, di opere fatte realizzare in tutto il mondo”. Una nobile eredità che, nel quindicennale della scomparsa, ha procurato al Vescovo De Bonis l’intitolazione della piazza dove si trova la casa di famiglia. Da qui l’alto prelato spiccò il volo, avviando mezzo secolo di sacerdozio al servizio della Santa Sede. Come ben raccontato da Mario De Bonis che, nel rendere giustizia di cattiverie e menzogne cadute sul nome di un onesto servitore della Chiesa, rappresenta una doverosa e documentata difesa d’una colossale opera di “sciacallaggio” anche mediatico.


