GUBBIO È CONDANNATA? TRA CEMENTIFICI E INCENERITORI
Assetato, bevi lunghe sorsate di quella che rimane la bevanda più straordinaria: l’acqua. Ma neanche questo gesto antico e necessario, che tutti consigliano, appare oggi privo di ombre. Infatti oltre la miniera di sostanze e sali indispensabili alla nostra vita, un bicchiere d’acqua, magari versato da un’apparentemente innocente bottiglia di plastica, contiene microplastiche e nanoplastiche. Quei piccolissimi pezzettini di materia sintetica sono infatti il risultato di una degradazione degli infiniti oggetti di plastica che noi utilizziamo ogni giorno, che disperdiamo nell’ambiente e che poi finiscono nel nostro corpo come in quello di tanti altri viventi.
E il resto che fine fa? Isole di plastica alla deriva negli oceani, discariche piene, microplastiche ovunque, traffici di rifiuti in mezzo mondo, soprattutto nel terzo mondo. E il resto? Viene bruciato. Come succede in ogni guerra, anche in quelle per l’ambiente e per il clima (mi riferisco al fondamentale testo di M. Mann che porta proprio questo titolo), la prima vittima è la verità. Oltre a mentirci sul riciclo, si fa passare l’uso della plastica, diventata combustibile per l’industria, come economia circolare. Lo chiamano CSS, combustibile solido secondario. È bastato cambiare nome ai rifiuti, soprattutto di derivazione plastica, perché più ricchi di potenziale calorico, per trasformare la mondezza in qualcos’altro. Ma la menzogna non finisce qui.
Un recente disegno di legge, uscito il 5 agosto, incentiva nel nostro paese l’uso del CSS (rifiuti di plastica e di molti altri materiali), soprattutto per quelle industrie insalubri, ma che per i legislatori sono solo energivore, come i cementifici. A Gubbio, ad esempio, dove da due anni si inceneriscono fino a centomila tonnellate di rifiuti in due cementifici, assisteremo sicuramente ad un loro incremento con un aumento esponenziale delle minacce alla salute. Era prevedibile. Prima il governo Monti ha autorizzato il CSS, poi il governo Draghi ha semplificato e azzerato ogni procedura autorizzativa e di controllo come la Valutazione d’Impatto Ambientale, ora il governo Meloni spinge sull’aumento dell’uso dei rifiuti come combustibili. Era prevedibile e la strategia è abbastanza evidente: risolvere il problema di dove mettere i rifiuti e garantire profitti ad un settore industriale in crisi. E gli effetti sulla salute dei cittadini, esposti involontari? Infatti nessuno sa che cosa contiene una balla di CSS e nessuno sa che cosa esce da una ciminiera. Questa è la verità, che alcuni nascondono e molti non voglio sapere.
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