I Post della Settimana/204
Lo sport non fornisce solo campioni con medaglie d’oro al collo o con prestigiosi simboli di gloria sul petto e nel portafoglio: ma anche grandissimi esempi: e soprattutto grandissimi uomini.M. Bartoletti |
POST 1
Se n’è andato a 87 anni Nino Benvenuti. Una leggenda di questo Paese (Paese che ha profondamente amato). Il rapporto – molto importante – che ho avuto con lui renderebbe inadeguata in questo momento ogni possibile forma di “rievocazione”. Mi affido, riconfermando anche le virgole, a ciò che scrissi per i suoi 80 anni
A detta di molti, è stato il più grande pugile italiano. A detta di tutti – per classe, talento ed eleganza – è stato uno dei più grandi campioni del pugilato mondiale di ogni epoca. Ma non è questo il punto. Giovanni Benvenuti, detto Nino, è stato ed è soprattutto un Grande Italiano. Figlio di una storia dapprima crudele e poi diventata sempre più luminosa: rappresentante di una generazione che ha preso letteralmente a pugni la vita, non solo in senso metaforico, piegandola al segno della speranza, quando il nostro sembrava un Paese ormai in ginocchio e senza futuro.Era fuggito dall’Istria delle foibe e delle persecuzioni, portando a Trieste i suoi sogni ancora intatti e l’orgoglio della sua italianità. Quando vinse le Olimpiadi di Roma del 1960, venendo dichiarato l’atleta più forte in assoluto di quel torneo (davanti a un signore che si chiamava Cassius Clay), pianse di gioia e senza pudore guardando il tricolore che si alzava sul pennone più alto.Aveva combattuto, come sempre avrebbe fatto in futuro, con l’anello di sua madre Dora (morta per le conseguenze postume di una spedizione punitiva da parte di un commando di partigiani titini), allacciato alle stringhe delle sue scarpe da boxeur.Il pugilato italiano in quei Giochi, portò a casa sette medaglie (di cui tre d’oro) su dieci complessive. Mai come in quell’occasione lo sport aveva funzionato come volano di redenzione per tanti ragazzi che altrimenti avrebbero potuto prendere strade meno fortunate.Quello che Nino fece poi da professionista è più mitologia che cronaca sportiva. Appartengo alla generazione di italiani (pare 16 milioni) che prima dell’alba del 17 aprile 1967 ascoltò alla radio il racconto del suo trionfo al Madison Square Garden di New York contro Emil Griffith, quando si laureò campione del mondo dei pesi medi. Quel “nemico” Griffith, vittima di ogni forma di discriminazione nel suo Paese (per il colore della sua pelle e per la sua omosessualità) che solo grazie a Nino , tanti anni dopo, ritrovò il conforto di un abbraccio fraterno e una boccata d’ossigeno per continuare a vivere i suoi ultimi giorni con dignità.Lo sport non fornisce solo campioni con medaglie d’oro al collo o con prestigiosi simboli di gloria sul petto e nel portafoglio: ma anche grandissimi esempi: e soprattutto grandissimi uomini. Tutti in piedi per Nino!(Marino Bartoletti, Facebook, 20 maggio 2025) |
POST 2
CI LASCIA UNA LEGGENDA ITALIANA DEL PUGILATO: Nino Benvenuti 
Benvenuti è considerato uno dei migliori pugili di tutti i tempi: oro Olimpico a Roma 1960 nei pesi welter, Campione mondiale dei superwelter tra il 1965 e il 1966, europeo dei medi tra il 1965 e il 1967, e iridato dei medi tra il 1967 e il 1970.Unico pugile italiano ad aver detenuto il titolo mondiale unanimemente riconosciuto di due categorie di peso (medi e superwelter).Leggenda dei guantoni, i suoi match con Emile Griffith fecero la storia non solo dello sport, ma anche della società dell’Italia di quei tempi.Il primo incontro della trilogia contro lo statunitense è stato nominato Fight of the year del 1967, premio attribuito tre anni dopo anche al match da lui perso contro l’argentino Carlos Monzón. L’undicesima ripresa del match in cui mise KO Luis Manuel Rodríguez fu premiata come Round of the year per il 1969.Benvenuti era noto anche per le sfide epiche con Sandro Mazzinghi.Un’icona sportiva che nel 1968 fu nominato Fighter of the Year, unico italiano a ricevere il prestigioso riconoscimento.Nel 1992 è stato inserito nella International Boxing Hall of Fame, primo italiano a ricevere questo onore. Nonostante non avesse la cittadinanza statunitense, figura anche nella National Italian-American Sports Hall of Fame, grazie ai suoi successi ottenuti negli USA.(Benedetta Acri – Olympics.com/it/-20 maggio 2025) |
Griffith- Benvenuti quando la TV a colori era ancora un sogno
Abbiamo ripreso il link del pezzo di B. Acri dal post che l’avv. Giancarlo Paris ha pubblicato su Whatsapp, con un un interessante amarcord su Nino Benvenuti, con il quale aveva anche avuto occasione di condividerlo. Risale ai tempi in cui gli incontri di Boxe anche , quelli per il titolo mondiale (nel suo fortunato caso Griffith – Benvenuti) venivano trasmessi in TV solo in sintesi e in differita. Eccolo:
Lo abbiamo personalmente conosciuto, io e mia moglie Gabri, passando un po’ di tempo insieme, in un incontro di pochi anni fa all’Università La Sapienza nel periodo in cui ho insegnato nel master di diritto per i laureati/ ndi in medicina. Gli raccontai della notte ( italiana) in cui egli vinse contro l’americano Griffith il titolo mondiale nella categoria più importante della box, al Madison Square Garden tempio mondiale di quello sport.
La particolarità che gli rappresentai é che in quei tempi in cui avevo intorno ai dieci anni , tutta l’ Italia seguiva sulla stampa ed alla radio l’evento che all’indomani sarebbe stato riprodotto sinteticamente in bianco e nero all’unica tv di Stato
Invece, nottetempo, con alcuni altri privilegiati , venni portato da mio padre a Telespazio nel Fucino , unica stazione esistente in Europa che ripeteva ad ogni Paese del continente i segnali provenienti dallo spazio dai pochi satelliti all’epoca esistenti. Lì seguii l’incontro cosa emozionante ed eccezionale, a colori!.
Egli alfine sorrise e mi dette una amichevole pacca sulla spalla: lo stesso sorriso del ragazzo ventiduenne che aveva vinto il titolo olimpico
(Giancarlo Paris Whatsapp 20 maggio 2025)




