Home salute benessere LA MIRRA E L’INCENSO: GLI STUPORI DELL’ORIENTE PER IL BENESSERE

LA MIRRA E L’INCENSO: GLI STUPORI DELL’ORIENTE PER IL BENESSERE

Benessere /G. Mazzocco/204 (*)

     La mirra è una resina che, a fine estate, trasuda dai noduli cresciuti sui tronchi di alberi, del genere commiphora, presenti in Africa nordorientale, in Medioriente, in Arabia e nel sud dell’India.

   Nel greco e nel latino antichi, la parola mirra significava “amaro” e vario era l’uso popolare di questa resina: veniva messa nel vino per caratterizzarne il gusto o usata per insaporire gli alimenti; altri la citano, nella storia dell’antico Egitto, fra i prodotti usati per l’imbalsamazione e, con il più diffuso incenso, per rendere profumati gli ambienti. La pianta veniva fatta crescere vicino ai templi perché si riteneva aiutasse ad avvicinarsi alle divinità.

   Sicuramente, bisogna annoverare la mirra fra gli “stupori” dell’oriente. Molti la ricordano, con l’oro e con l’incenso, fra i doni dei Re Magi portati a Betlemme; per altri vale la tradizione che, con l’aloe, sia stata usata per l’unzione del corpo di Cristo; viene citata nella Bibbia come componente per l’olio santo delle unzioni e ricordata, nel Cantico dei Cantici, come profumo sacro; in passato è stata usata, per via orale, come espettorante e digestivo, mentre recenti studi scientifici hanno dimostrato le specifiche proprietà analgesiche, antinfiammatorie e disinfettanti.

   Il moderno benessere ha “catturato” il misterioso olio della “mirra del Libano”, l’ha arricchita con le note dell’essenza del magico incenso ed ha prodotto delle “linee di cortesia” fatte da shampoo, bagno doccia e lozione da corpo.

   Il senso del benessere olfattivo è realizzato dalle raffinatezze odorose della mirra e dell’incenso che, con la delicatezza dello shampoo e la potenza del bagno doccia, preparano il corpo a trattenere l’elegante profumo della lozione da corpo.

   Mirra ed incenso creano una magia che ricorda le misteriose note di intriganti effluvi orientali, dando alla cute una difesa specifica ed il magico sentore del mistero.

   Piccoli vasi con le piantine di incenso sono, oggi, una “compagnia” dal profumo misterioso ed impreziosiscono i tempi dello “stare assieme”.

   L’incenso, una oleoresina che bruciando produce un intenso profumo, viene estratto dalla boswellia sacra, un arbusto che cresce spontaneamente a sud della penisola dell’Arabia e sulle coste dell’Africa orientale.

   Con la mirra, appartiene ai tre differenti doni che i Re Magi portarono alla grotta di Betlemme, per la nascita di Gesù. Ha mantenuto nel tempo un forte significato religioso per i riti della Santa Messa e per alcune funzioni cristiane. Bruciato, ha un forte odore “sacro” che si accompagna al silenzio delle gestualità funerarie quando, con il turibolo, il sacerdote officia un rito religioso.

   Nei “templi” del benessere (centri estetici e SPA) l’incenso viene usato per purificare l’ambiente e per favorire il rilassamento psico-fisico, durante i rituali estetici; in maniera particolare, viene adoperato negli Hamman, sotto forma di vapore o di bastoncini in combustione. Dall’incenso si ricava un olio essenziale, con funzioni antisettiche, mentre nei paesi arabi viene usato per inalazioni contro il muco. La medicina Ayurvedica lo usa come riequilibrante, mentre quella occidentale lo ha catalogato come antivirale, antibatterico e calmante.

   Nelle SPA e nei centri benessere viene usato come facilitante lo stato meditativo, per “staccarsi” dai quotidiani pensieri, per percepire meglio il proprio corpo e ritrovare serenità ed armonia col mondo.

(*) Scritti per “Il benessere che viene dalla natura”

 

 

 

 

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