Il Limite / RANIERO REGNI / 199
Dall’io al noi, dall’egologia all’ecologia
| Tutte le società basate sull’Io sono destinate a morire…
Un paese è forte quando si prende cura dei deboli J. Sacks |
Autonomia e libertà sono due grandi valori realizzati dall’età moderna. Vanno compresi e difesi sempre. L’indipendenza e l’iniziativa personale danno senso a quello che facciamo e ce ne rendono responsabili. Sulla libertà e l’eguaglianza abbiamo fondato l’economia di mercato e la politica democratica liberale. Ma non dobbiamo mai dimenticare che una società libera è anche una conquista morale. E la moralità comporta un interesse per il benessere degli altri e un impegno attivo nei confronti della giustizia e della compassione. Non posso chiedere e perseguire solo quello che è bene per me, è necessario perseguire quello che è bene per tutti quanti assieme.
Non c’è infatti vera indipendenza senza interdipendenza, senza concedere all’altro, agli altri il loro valore. Se si supera un certo limite, anche il valore dell’Io e della sua libertà cambiano di segno, diventano un disvalore. L’autonomia diventa individualismo esasperato e questo diventa narcisismo. L’indipendenza diventa indifferenza e solitudine, diventa egoismo. E da soli si soffre e si muore. L’io ha bisogno di legami, persone, luoghi, valori a cui legarsi e da cui sentirsi amato. L’autostima ha bisogno dell’aiuto dell’altro. Abbiamo bisogno che altri abbiano bisogno di noi. In principio era la relazione, quella con i nostri genitori e con le persone importanti della nostra vita e con la nostra comunità. Le relazioni e i legami non possono essere sostituite dalle cose e dal loro possesso.
Ad un livello più ampio, l’individualismo trova un suo corrispettivo nel nazionalismo e nell’antropocentrismo. Il nazionalismo è una forma di egoismo collettivo che porta a mettere i propri interessi nazionali davanti a tutto. L’antropocentrismo porta a mettere gli interessi degli umani davanti a quelli di tutti gli altri esseri viventi, siano essi animali o piante. E di questi disvalori si è nutrita la storia moderna e si sta nutrendo anche l’età contemporanea. Oggi il clima spirituale è dominato dall’egoismo e quello ambientale dall’inquinamento.
L’individualismo e il nazionalismo portano inevitabilmente alla competizione, e questa alla diseguaglianza e alla violenza. E la violenza tra stati si chiama guerra. Noi oggi abbiamo bisogno invece di collaborazione tra nazioni e di collaborazione con la natura. Dobbiamo cambiare paradigma. Abbiamo bisogno di sviluppare un paradigma relazionale più giusto. In America, nel 1965, il rapporto tra la retribuzione dei dirigenti e quella dei lavoratori era di 20 a 1. Oggi è di 312 a 1. Dobbiamo aver cura dei diritti degli altri, passando dall’Io al Noi, dall’egologia all’ecologia. Nessuno di noi, nessun organismo può vivere senza il suo ambiente, dobbiamo prendere sempre in considerazione l’ambiente naturale, sociale, morale, spirituale. Dobbiamo tenere ben presente sempre il bene comune, soprattutto in tempi di divisioni come questi.
Non so perché ho preso questa piega predicatoria, piena di “dobbiamo”, oppure lo so, e l’attualità ne potrebbe spiegare la causa. Ne chiedo scusa al lettore. Cerco di farmi perdonare concludendo con un augurio, anzi due, in vista delle prossime festività.
Buona Pasqua di Resurrezione a tutti. Ognuno di noi ha bisogno di rinascere ad una vita nuova e migliore. Buon 25 Aprile di Liberazione. Ognuno di noi deve liberarsi dall’egoismo, da quel bullo interiore che è il proprio io, da quelle forze che lo tengono prigioniero nella cattiveria e nel disprezzo.






