ADELISA SELIMBAŠIĆ: CORPI CHE PARLANO DI FEMMINILITÀ E LIBERTÀ

Adelisa Selimbašić si distingue per una pittura che pulsa di vita, intimità e consapevolezza. Il suo lavoro non racconta le semplici rappresentazioni del corpo, ma ricerca  territori emotivi e politici dove si intrecciano femminilità, identità, collettività, norme sociali e desiderio di libertà.

I protagonisti delle sue opere sono corpi – o meglio, frammenti di corpi – che si fanno portavoce di questioni urgenti e profonde: l’arte e la politica, la bellezza e il patriarcato, la sessualità e la scrittura. Ogni pennellata è evocatrice di una coccola, un gesto che accarezza ed al tempo stesso sovverte lo sguardo. Le sue tele, tutte auto-prodotte, sono scenari in cui prende vita una femminilità soffice e potente, fluida e radicata, che abbraccia una molteplicità di forme.

Nel riprodurre tutto ciò che era relegato alla femminilità dentro un percorso di maturazione che l’ha portata dal rappresentare corpi femminili in gioco, nello sport, nel desiderio, fino a concentrarsi su singole parti anatomiche, trasformate in simboli di una femminilità che non appartiene solo alle donne, ma a chiunque vi si riconosca. Nel suo lavoro non è il genere biologico a definire il soggetto, ma il linguaggio che il corpo assume nello spazio, nel gesto, nel contatto con l’altro.

Il corpo, per Selimbašić, è relazione e tensione. Nei suoi quadri si sfiorano, si abbracciano, si cercano. La nudità non è mai esibizione, ma presenza ambigua e potente, allo stesso tempo evidente e sfuggente. Non ci sono ritratti né espressioni a guidare lo sguardo, ma pose, azioni, dettagli che raccontano molto di più di un volto. La forza dell’identità emerge proprio da ciò che è ordinario, e per questo straordinariamente autentico.

Cellulite, cicatrici, tatuaggi, smalti scheggiati: sono questi i dettagli che restituiscono verità ai corpi di Adelisa. Non idealizzati, non conformi agli standard estetici dominanti, ma assolutamente reali. In queste imperfezioni si riconosce la bellezza di chi abita il proprio corpo con sincerità, nell’accogliere ogni segno come parte di un racconto personale e collettivo.

L’ambiguità, infine, è cifra stilistica e concettuale. Ogni spettatore, nel fermarsi davanti ad un’opera di Selimbašić, può reinventarne il significato. L’identità del corpo rappresentato non è mai chiusa, ma sempre aperta al riconoscimento, al confronto, alla riflessione. Così la pittura diventa uno spazio di libertà, dove la femminilità può essere tutto ciò che desidera, senza necessità di permessi ad esibirsi.

Adelisa Selimbašić ci invita a guardare il corpo non come un oggetto da osservare, ma come un linguaggio da ascoltare e come uno dei possibii strumenti di riscrittura del presente.