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Per godersi il sole

Benessere /G. Mazzocco/196

      È bellissimo stirarsi al primo, caldo sole di una attesa primavera e lasciarsi andare ad una piacevole esposizione!

   Il caldo che entra attraverso la pelle sembra che asciughi le ossa e faccia evaporare tutta l’umidità accumulata sotto gli ombrelli invernali.

   Chiudere gli occhi alla potente luce, mentre ci si allunga sull’erba appena cresciuta e aspettare che la pelle si scaldi sono sogni cullati durante il buio ed il freddo del periodo invernale!

   Quando di questo sole taumaturgico, però, determina salute e benessere?

   Sicuramente, l’esposizione al primo sole è la “droga” che la pelle e l’umore aspettano per cambiare la stagione!

   Ma un comportamento incauto cosa può determinare sull’equilibrio di un corpo che, improvvisamente, passa dal torpore del cappotto alla briosa allegria di una maglietta?

   Il corpo sa digerire stimoli così repentini ed adattarsi, senza provocare traumi al tessuto epidermico, alla termoregolazione, al ricambio delle cellule di rivestimento e ad altre importanti funzioni? Che cosa succede quando, con un comportamento sconsiderato, ci spogliamo dei pesanti vestiti invernali e, con l’allegria che ci dà il corpo nudo, ci esponiamo al sole nelle ore più calde o correndo sulla battigia o giocando col pallone sulla sabbia?

   Basterebbe, solo, ricordare la parola con la quale la medicina classifica il problema: ustione solare! Questa condizione indica un’infiammazione della pelle causata da una sovraesposizione ai raggi ultravioletti.

   Il sole abbronza la pelle, producendo melanina, ma, se “preso” in modo inopportuno, la brucia; le conferisce un eccessivo rossore; causa la formazione di vescicole e la invecchia, con la comparsa di rughe ed altri inestetismi.

   La scottatura solare si sviluppa, sulla pelle, per una sconsiderata esposizione al sole, causando rossore doloroso, vesciche, brividi, febbre e nausea.

   Il pesante eritema da ustione solare può provocare dolore e gonfiore, dando mal di testa e febbre; quando è passato, sicuramente, lascia il segno con la presenza di rughe, macchie, mancanza di elasticità, secchezza e desquamazione epidermica marcata.

   La pelle “irrorata” dal sole sintetizza la vitamina D (per il regolare processo di mineralizzazione ossea) e stimola il metabolismo del calcio, principalmente nel periodo estivo (molto meno nei periodi autunnali e invernali), anche se la produzione può essere di quantità inferiore in ragione dell’età, dell’obesità, dello smog e dei filtri solari.

   I filtri chimici delle creme solari, a contatto con i raggi ultravioletti, possono generare radicali liberi e danneggiamenti della stessa struttura delle cellule, rendendosi responsabili di reazioni irritative, di situazioni allergeniche, di sensibilizzazione cutanea e di tossicità. Inoltre, le creme solari iperprotettive riducono, sensibilmente, la produzione di vitamina D. Quindi, bisogna fare molta attenzione quando si sceglie un prodotto pre o un post sole!

   Un altro, serio problema legato ad una illogica esposizione al sole è rappresentato dai problemi della pelle, per insufficiente protezione dai raggi solari o per l’uso di sostanze chimiche dannose, usate come protezione.

   L’esposizione prolungata, soprattutto se nelle ore killer (dalle undici alle quindici) impedisce alla pelle di accendere tutte le difese fisiologiche per proteggersi, per cui aumenta il rischio di ustioni.

   Quando mettersi all’ombra? Una vecchia raccomandazione dice che bisogna ripararsi dal sole quando la lunghezza della propria ombra è più corta della propria altezza! Saggezza antica!

   Il sole, quindi, è un bene prezioso che va “preso” con giudizio e con le dovute attenzioni.

   La prevenzione, soprattutto per soggetti con pelle chiara, passa attraverso una razionale preparazione ed una scientifica protezione. Solo così il sole diventa il miglior compagno delle nostre vacanze.

   Buon sole a tutti!

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