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CENTO GIORNI ALLA PARTENZA : IL ROSA DEL GIRO ILLUMINA LE PIAZZE DELLE TAPPE

Editoriale /PIERLUIGI PALMIERI/188 

 PER I CORRIDORI I “MURI” DI MARSIA DI TAGLIACOZZO NON SARANNO TUTTE ROSE E FIORI 

La Settima Tappa  della mitica gara di ciclismo A MAGGIO attraverserà l’Abruzzo aquilano partendo da Castel di Sangro  per arrivare a TAGLIACOZZO col traguardo in salita posto ai 1.400 metri di altitudine   di MARSIA

Il Giro affascina. Questo assioma si riferisce soprattutto agli appassionati di ciclismo, ma ricomprende la stragrande maggioranza degli italiani che al passaggio  della “Carovana” si riversano sulle strade, di pianura e di montagna, intorno a casa loro e vanno ad applaudire e incoraggiare  campioni e gregari. Ammirano da vicino i muscoli in tensione  delle gambe che spingono sul pedali e  delle mani che tengono il manubrio di quel magnifico destriero che li fa andare veloce e li porta sulle cime più alte. Un  destriero  a due ruote  che solo qualche decennio  fa pesava il triplo, con la sua struttura in ferro e i tubolari telati. Oggi la tecnologia offre protesi applicate al manubrio, ruote  speciali da pianura e salita, lenticolari per le gare a cronometro, caschi  e tute aereodinamici,  studiati nella galleria del vento, rilevatori  Gps per la velocità e le distanze. Tutto ciò non ha intaccato il fascino antico  di questo Sport, fatto di  tanta semplicità  e altrettante complessità fisiche e psicologiche Ancora oggi, nonostante gli studi della biologia applicata all’alimentazione, davanti al crollo di un  ciclista che pedala  in salita, che solo qualche minuto prima appariva irraggiungibile, si parla di crisi di “fame”.

La salita di Tadej Fogacar sul Galimbier, yta la macchina uomo e la macchina bici c’è, in iscesa poi… si sfiorano i 100 all’ora. (foto da Fanpage)

Questo termine sintetizza il momento in cui si spezza la simbiosi tra la “macchina uomo” e il mezzo meccanico, due intelligenze che agiscono in perfetta sintonia. Per centinaia di chilometri. in un costante susseguirsi di stimoli e risposte la   comunicazione tra umano e artificiale  è facile e scorrevole. Il pilota sente il mezzo come parte di sé, comanda di accelerare in pianura e  di rallentare in discesa; il display del computer “di bordo” segnala i watt della potenza espressa in ogni istante, le calorie spese e i battiti cardiaci!. Ma,  quando c’è da affrontare la salita, è l’aspetto umano a prevalere. Le strategie e le tattiche studiate a tavolino, anche  con l’ausilio dell’Intelligenza artificiale, possono crollare in qualsiasi momento, le previsioni quasi sempre smentite perché, la  perfezione tecnologica delle Bici- Gioiello, la sua  strumentazione e la sua aereodinamica non possono sopperire alla “fame” di energie che morde lo stomaco dell’atleta e attanaglia il suo cervello. le gambe non rispondono più e la volontà di spingerle ancora su pedali non basta, la pendenza dell’asfalto è un muro verticale che si erge improvvisamente alla fine del tornante, affrontato con decisione solo pochi secondi prima. Alla stessa maniera delle gare di  Formula 1  il computer di bordo  segnala che nel serbatoio del bolide non c’è più benzina il pilota inutilmente pigia sul “pedale” dell’acceleratore. Qui però le parti sono invertite, l’umano soccombe al mezzo, che nulla può.

Al Giro d’Italia di salite ce ne saranno tante e tanti saranno i ciclisti che proveranno le sensazioni appena descritte, Non  sappiamo in quanti riusciranno a mantenere la sintonia tra le due macchine perfette, perché anche i commentatori più esperti spesso non trovano il discrimine tra il fisico e il mentale. Sappiamo però che anche i campionissimi di una volta come Binda, Guerra, Girardengo, Magni, Bartali e Coppi ( che pedalavano con i tubolari di riserva in spalla)  fino a  Gimondi, Adorni, Merx, Moser, Hinault e a quelli delle ultime generazioni da Cipollini a Bettini fino a Evenpoel, Van der Poel e Pogacar erano e sono portatori di una eccezione: sono umani! La metafora dei soprannomi come  “Airone”,  “Re Leone”, “Cannibale” o “ Squalo” e via dicendo,  non intacca anzi avvalora  l’eccezione. Il nostro Camoscio d’Abruzzo, Vito Taccone, nello stesso Giro d’Italia vinse cinque tappe e ci fece sognare, ma, pur nella sua  vivacità  che spesso sconfinava nella spavalderia, in tante occasioni volle riconoscere i suoi limiti. La stessa cosa vale per Vittorio Marcelli, bronzo alle Olimpiadi di Città del Messico  e Campione Mondiale su strada a Montevideo nel 1968-

TAGLIACOZZO (AQ )200º anniversario della Fontana dell’Obelisco 1825 – 2025 illuminazione artistica ad opera di Alfredo Diamanti a 100 giorni dall’inizio del Giro d’Italia!

 A proposito d’Abruzzo eccolo tornare alla ribalta del Giro d’Italia con l’arrivo della Settima  Tappa. Castel di Sangro-Tagliacozzo Marsia.

 Dopo la splendida giornata vissuta lo scorso 2024, per la  partenza della Tappa Avezzano- Napoli , la Marsica sarà teatro del primo arrivo in salita, e che salita! Il Sindaco di Tagliacozzo Vincenzo Giovagnorio, durante la conferenza stampa tenuta il 30 gennaio a  “100 giorni dall’inizio del Giro”  alla presenza di tutti i componenti del Comitato di Tappa[1], ha voluto sottolineare come probabilmente la pendenza della salita che dal bivio di Tagliacozzo porta a Marsia  supera costantemente il 10% con “muri” che nell’ultimo tratto toccano il 20%, definirà una  classifica generale  che vedrà tra i primi il nome di colui che indosserà la Maglia Rosa al termine dei 3.413 chilometri previsti.

Lo scorso anno su  CentralMENTE – La Rivista abbiamo sottolineato la forte valenza del passaggio del “Giro”  per il territorio in termini di coinvolgimento della popolazione e come occasione per ricordare i “nostri”  che hanno dato yanto sportivamente e umanamente alla nostra terra, (Vedi link in calce).

A cento giorni dalla partenza Tagliacozzo, in contemporanea con tutte le altre città sedi di tappa ha acceso letteralmente i riflettori sulla sua Piazza principale  colorandola di quel “rosa” che è carico di ottimismo e di entusiasmo. Ci uniamo all’auspicio del Sindaco, per noi certezza, che l’evento sportivo si trasformi in occasione per le  migliaia di persone che raggiungeranno Tagliacozzo di scoprire lo splendore del paesaggio  che la circonda,  ma anche i tanti motivi che fanno della città che li accoglierà una fonte da cui attingere cultura  e storia laica e religiosa. Mentre  la  bomboniera d’Abruzzo si illumina di rosa… “L’entusiasmo cresce, l’emozione si diffonde, la Città si prepara”.

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[1] Il comitato di tappa è già operativo con il coordinatore Francesco Donzelli, Carlo Sgandurra delegato all’arrivo, Cristina Pascucci delegata Giroland, Annalisa Colizza delegata al Quartier Tappa dei giornalisti, Davide Marini delegato al Giro E, Raffaele Castiglione Morelli delegato alla comunicazione, Orietta Salciccia responsabile marketing, Fabrizio Venturini e Gaetano Del Treste per la sicurezza e gli aspetti sanitari e i dirigenti comunali Ten. Paolo Pascucci comandante della Polizia locale e l’Ing. Roberta Marcelli  per i servizi tecnici.

 

 

 

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