Benessere /G. Mazzocco/18i
Analisi Telemetrica di Superficie in ambito scolastico: osservazioni e rilevazioni (*) Dati predittivi e risultati statistici
Studiando le immagini acquisite abbiamo potuto applicare alcuni principi di statica dei corpi, realizzando delle previsioni a partire dalle caratteristiche delle figure osservate.
L’accorciamento di un arto inferiore provoca la traslazione del bacino dal lato del minus eterometrico, per uno squilibrio generatosi a livello delle anche, nonché la possibilità di insorgenza di una scoliosi e di un eventuale gibbo.. Le creste iliache, in condizioni eumorfiche, sono disposte su un piano parallelo a quello di terra, in quanto il bacino si appoggia sui due arti inferiori di uguale lunghezza.
Se si presenta una qualsiasi alterazione dell’asse passante tra le creste iliache, rispetto al piano di terra, si può evidenziare una diversa lunghezza degli arti inferiori, quindi una eterometria.
Tale condizione comporta che il peso del corpo si scarichi, di solito e maggiormente, sull’arto più corto. Infatti, al minus eterometrico corrisponde una maggior superficie di contatto del piede a terra.
Il basculamento del bacino condiziona pure la perpendicolarità del rachide, che si articola con il bacino, sbilanciandolo dalla medesima parte del minus eterometrico, in una situazione paramorfica di tipo scoliotico.
Questo spostamento costringe la colonna in scoliosi, con concavità dal lato dell’arto più lungo.
Queste nozioni ci hanno permesso di anticipare l’esiti di alcune osservazioni e ci hanno dato l’opportunità di predire fin da subito la situazione paramorfica del soggetto sotto osservazione.
Anche la mancanza di linearità tra scapola-gomito-polso sul piano sagittale risulta essere elemento predittivo, per il verificarsi di un’anchilosi scapolo-omerale.
Solitamente, una lordosi rigida è associata ad una mobilità dell’articolazione coxo-femorale, mentre una mobile si accompagnata spesso ad un’anchilosi della stessa articolazione.
Nel test dell’inclinazione risulta utile, invece, analizzare la linearità tra sacro-scapola-gomito-polso, poiché la mancanza di tale equilibrio presuppone un deficit a livello muscolare.
La presenza di scapole alate, associata all’atteggiamento di collo di cigno, unitamente ad una ipercifosi dorsale, ad una ptosi viscerale, ad una iperlassità del ginocchio, nonché ad un valgismo dell’Helbing, è indice di un portamento rilassato, altrimenti detto abito astenico, caratterizzato da fiacchezza generale e da un deperimento psico-fisico.
Anche un esame dei piedi (una fotopodografia) può rappresentare un valido aiuto, per stabilire l’andamento della catena cinetica ascendente. Nella posizione ortostatica, osservando il piede posteriormente, l’asse perpendicolare del calcagno dovrebbe essere in linea con l’asse della gamba (linea di Helbing). Una deviazione di questa, che superi gli otto gradi interni o esterni, comporta il verificarsi del valgismo del retro-piede, nel caso in cui la deviazione sia laterale, o del varismo, nel caso opposto.
Il valgismo del retro-piede è indice, in una fotopodografia dell’impronta, di un’ansa marcata dell’istmo, ossia di una presenza di piattismo, con conseguente pronazione dell’avampiede.
Questi atteggiamenti sono sufficienti per riscontrare un’eterometria degli arti inferiori e devono invitare l’osservatore ad analizzare la catena cinetica ascendente, prestando attenzione agli altri punti di repere che possono essere implicati nello squilibrio in atto.
La tabella descrittiva della statistica dei casi esaminati ci fa realizzare la casistica dei paramorfismi nel campione analizzato. In entrata sono presenti i caratteri (ossia gli oggetti di interesse) evidenziati nei protocolli stilati. Tali caratteri sono il gibbo, l’anchilosi scapolo omerale, la lordosi e la cifosi.
Per ciascun carattere sono state fornite le modalità di manifestazione di esso: gibbo destro, gibbo sinistro, assenza di gibbo; lordosi mobile, lordosi rigida, lordosi invertibile; cifosi mobile e cifosi rigida.
Per ogni modalità è riportato il numero di unità statistiche in cui si è riscontrato tale paramorfismo e la frequenza percentuale.
(*) Anna D’Antoni – Università degli studi di Padova – Facoltà di Medicina e Chirurgia – Corso di Laurea in Scienze Motorie.








