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VACANZIERI, NON CERCATE L’OMBRELLONE, CERCATE JIM HARRISON E IL SUO PRANZO DA RE


Attualità / Marcello martelli / 260

La vita non va consumata. Va assaporata .Jim Harrison

 

 Dimenticate per un momento le classifiche dei “dieci libri da mettere in valigia”. Ce n’è uno che merita un’altra categoria: non quella dei libri da leggere, ma di quelli da divorare. È Pranzo da re di Jim Harrison, un concentrato di appetito, ironia e malinconia che arriva come un antidoto perfetto all’estate delle temperature estreme e delle vacanze consumate di corsa.

Harrison è stato uno dei grandi narratori americani, ma ridurlo a scrittore sarebbe ingeneroso. Era un uomo capace di trasformare una cena in un racconto epico e un viaggio gastronomico in una riflessione sull’esistenza. Gourmand instancabile, viaggiatore irregolare, celebrava tavole leggendarie – anche da trentasette portate – senza mai perdere il gusto della misura interiore. Perché il suo vero tema non era il cibo: era la vita.

Nelle pagine di Pranzo da re si ride spesso. Di un’ironia schietta, mai compiaciuta. Ma si incontra anche quella vena di nostalgia che appartiene ai grandi scrittori, quelli che sanno come ogni brindisi contenga già un addio e come ogni pranzo memorabile sia, in fondo, una dichiarazione d’amore alla fragilità del tempo.

È una lezione quanto mai attuale. Viviamo nell’epoca delle fotografie ai piatti, delle recensioni compulsive, delle vacanze trasformate in contenuti da pubblicare prima ancora che da vivere. Harrison, invece, invita a fare il contrario: spegnere il telefono, allungare il pranzo, ascoltare gli amici, concedersi il lusso della lentezza. Non per nostalgia del passato, ma per rispetto del presente.

E quest’anno, più che mai, c’è un dettaglio da cambiare anche nell’immaginario delle ferie. L’augurio non è più quello di “buone vacanze sotto l’ombrellone”. Con il caldo che ormai accompagna le nostre estati, il posto migliore è altrove: sotto un pergolato, all’ombra di un albero, dietro le persiane socchiuse di una casa di campagna o sulla terrazza ventilata di una pensione affacciata sul mare. Il sole può aspettare. Un buon libro no.

Per questo Pranzo da re è il compagno ideale delle prossime settimane. Non offre ricette per la felicità, ma qualcosa di più prezioso: ricorda che la qualità della vita si misura ancora con il tempo che sappiamo dedicare alle cose essenziali. Un piatto cucinato con cura. Un bicchiere condiviso. Una conversazione che si allunga fino al tramonto. Un paesaggio osservato senza fretta. Una pagina che ci costringe a fermarci.

In un’estate che sembra voler correre più veloce del buon senso, Jim Harrison suggerisce un piccolo atto di resistenza civile: rallentare. Mangiare bene, leggere meglio, vivere senza contare le ore. È questo, forse, il vero lusso delle vacanze. E il migliore augurio che si possa fare ai lettori è proprio questo: trovate un posto all’ombra, portate con voi Pranzo da re e lasciate che sia Harrison a ricordarvi una verità semplice, oggi quasi rivoluzionaria. La vita non va consumata. Va assaporata.

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