Il Limite / RANIERO REGNI / 238
Continua il reportage di Raniero Regni, titolare della rubrica “Il Limita” della nostra Rivista della Domenica, che, è stato per due settimane in Messico e negli Stati Uniti per un giro di conferenze . Oggi, con lo stile a cui ci ha abituati, ci regala un pezzo con riflessioni dal significato profondo, . Il suo occhio attento non si è poggiato solo sulla qualità dell’offerta educativa dei Centri educativi che applicano il Metodo messo a punto da “ la più grande pedagogista italiana. Ci fa “assaggiare” le sognanti montagne della California”, che portano ai fantastici vigneti della Via del vino di Guadalupe, per tornare sul dramma del Muro i cui colori mascherano la vergogna del razzismo contro il quale cozza, la speranza dei disperati che vorrebbero uscire dalla miseria. Ci ricorda che Maria Montessori fu per tre volte candidata al Nobel per la Pace e che il rapper portoricano Bad Bunny ha mandato un messaggio chiaro con il suo The only thing more powerful than hate is love. |
A un certo punto, riferendosi alla sua missione culturale in America, Raniero dice che “Questo viaggio colpisce i sensi, tutti i sensi”. Anche questo articolo, aggiungo io. |
| P.L. Palmieri – Direttore Centralmente |
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Montessori, non solo la più grande pedagogista italiana, non solo una delle figure eminenti della cultura mondiale, non solo una personalità decisiva della civiltà contemporanea, ma anche candidata per tre volte al Nobel per la pace, ci indica una via educativa di salvezza. Lei la chiama genialmente “educazione cosmica”. Un ritrovare, nello studio delle varie discipline, un centro, portando i ragazzi della scuola primaria a scoprire, attraverso le scienze, la “solidarietà nello spazio”, ovvero l’interdipendenza che come esseri viventi abbiamo con il nostro ambiente e con l’intera biosfera. E, attraverso lo studio della storia, la “solidarietà nel tempo”, che ci lega con un debito di gratitudine a tutte le generazioni passate di esseri umani che ci hanno donato le loro geniali scoperte. Un messaggio di pace per paesi senza confini, senza frontiere, in nome del bambino, del niño e della niña, un mondo in cui nessuno si senta straniero, ma tutti membri di un’unica, grande famiglia.



