Benessere /G. Mazzocco/233*
L’uso di un qualsiasi dispositivo tecnico-ortopedico prevede, sul corpo, dei punti di spinta di forte contatto cutaneo, con la probabile formazione, in loco, di squilibri mio-senso-circolatori ed algie diffuse.
Queste conseguenze, localizzate nelle zone d’impatto (dove i tutori ortopedici spingono per correggere), devono essere compensate da specifiche azioni di massaggio, perché la manipolazione tessutale risulta fortemente normalizzante per una qualsiasi parte dell’apparato locomotore, “traumatizzato” da rigide contenzioni o da stretti ancoraggi o da potenti pressioni.
L’uso, cioè, di una qualsiasi ortesi (apparecchio stabilizzante e correttivo medico esterno), per un’efficace azione di tenuta posturale o di guida gestuale, prevede un contatto serrato fra lo stesso e le parti del corpo che sono state scelte come fulcro biomeccanico per l’ancoraggio delle leve tecniche.
Questo contatto produce, necessariamente, una situazione di forte costrizione delle zone interessate, con formazione di stasi del circolo, di alterate percezioni della sensibilità, di ipercheratosi da contatto o di altre risposte. L’uso di ginocchiere, di busti correttivi e stabilizzanti, di tutori degli arti superiori ed altri causano, sicuramente, stasi del microcircolo e compressioni tessutali.
Il massaggio, che mira all’annullamento degli effetti di questi stati, diventa, così, tecnica sinergica dell’ortopedia meccanica. Ricerca, infatti e come scopi tecnici prioritari, la normalizzazione delle condizioni circolatorie, il riequilibrio sensoriale delle parestesie neurologiche e l’abbattimento delle algie tipiche della costrizione muscolare e cutanea.
Per questo, la tecnica manipolativa è la pratica più indicata per tutte le alterazioni compressive che l’uso di un qualsiasi tutore tecnico-ortopedico può generare
Nella “collaborazione tecnica” tra massaggio per il benessere e ortopedia meccanica, gli scopi delle manipolazioni sono gli stessi che le tecniche manuali d’intervento definiscono “normalizzanti”, ricercando il riassestamento delle alterazioni provocate da costrizioni o da compressioni: un decongestionamento delle masse muscolari, con azione sedativa di tipo nervoso e circolatorio.
La tecnica ortopedica, quindi, si collega fortemente al massaggio integrato, per la ricerca del completo benessere per un soggetto portatore di ortesi o splint.
Predisporre delle giuste pause di benessere, nell’uso di tutori dinamici o di ortesi funzionali che la tecnica ortopedica ha progettato e costruito su immagine dell’apparato locomotore, significa aiutare il soggetto a “digerire” la costrizione; vuol dire riequilibrare la valenza muscolare inibita dall’assenza di movimento; permette di “fissare” meglio un’immagine guida corretta e consente di cancellare, dalla sensibilità cutanea, il “fastidio” della lunga permanenza nei corsetti o nei tutori.
Nello specifico, il massaggio estetico integrato è utile per ridistribuire le stasi linfo-ematiche da compressione; per riattivare le propriocettività spente dalle costrizioni dei tutori; per rinvigorire il tono muscolare, con lo scollamento delle aderenze intrafusali, favorendo il rafforzamento trofico con il riequilibrio della nutrizione tessutale ed eliminando i “fastidi” dell’immobilizzazione coatta.
Il massaggio estetico integrato, allora, diventa essenziale in tutti i trattamenti ortesici, per aiutare un apparato locomotore a convivere con le indispensabili “guide gestuali meccaniche”, nella ricerca di un personale benessere e di un equilibrio posturale, circolatorio e sensoriale.
Tecnica ortopedica e massaggio tecnico integrato devono essere coordinati in un’azione sinergica, per dare all’uomo una migliore condizione di vita.
(*) Scritti di massaggio estetico integrato per il benessere









