Home La Rivista NO ATTENTATO, NO BOMBARDAMENTO, SEMPLICEMENTE “FUOCO” SULLA GIOVINEZZA

NO ATTENTATO, NO BOMBARDAMENTO, SEMPLICEMENTE “FUOCO” SULLA GIOVINEZZA

 Editoriale /PIERLUIGI PALMIERI/231   

 Siamo rimasti tutti  sconvolti quando al mattino  del primo giorno del 2026  abbiamo appreso dalla TV  la notizia del rogo sviluppatosi all’interno del “Constellation” di Crans Montana. Centinaia di giovani travolti dalle fiamme, tantissimi ustionati gravemente e meno della meta sono usciti senza  ustioni da quell’inferno dantesco. Dalle immagini riprese da qualcuno di loro che evidentemente non si era ancora reso conto della gravità della situazione, emerge che si continuava a ballare mentre il soffitto del seminterrato aveva già preso fuoco. Il pensiero va al Titanic, ma questa volta la causa della imminente tragedia era sotto gli occhi di tutti, Questo particolare  fa pensare che la situazione  non sia stata valutata nella sua gravità dalla marea di giovani spensierati che guardavano ammirati le bottiglie di champagne  su cui erano stati montati dli  “scintillini” che avvicinati al basso soffitto hanno dato fuoco al materiale infiammabile usato per insonorizzare il locale.  In tanti hanno seguitato a filmare le fiamme come se fossero previste da una coreografia  predisposta dagli organizzatori.” Flavio Briatore, proprietario di locali in tutto il mondo: da Montecarlo a Dubai, da Porto Cervo a Marbella, da Istambul a Baku, intepellato da Il Giornale ha precisato che “gli scintillini presentano molti rischi, perché  non li puoi spegnere. Non sono candele. Se soffi non li spegni. Sono fuoco vivo, sono micidiali” . Il notissimo  Manager è andato giù duro con i responsabili di quello che ha definito un vero e proprio “omicidio”, denunciando gravi carenze in termini di progettazione,  misure di sicurezza e di antincendio. “Un locale in cui si fanno entrare 300 persone deve innanzitutto essere dotato di uscite di sicurezza e di vie di fuga facilmente percorribili, di soffitti molto alti  mentre  nel  Constelation , sembra che su una scala, ripidissima, potessero salire due o tre persone per gradino” ha  esclamato Briatore “Pensa a quanto tempo ci voleva per fare uscire 300 persone in preda al panico” e  “erano tutti minorenni, ragazzini di 15,16 anni. Poteva esserci tuo figlio, poteva esserci mio figlio, mi vengono i brividi a pensarci”. Anche a  me vengono i brividi a sentire un milionario esperto e navigato spiegare che in Italia un locale come quello della tragedia non sarebbe mai stato autorizzato e che si domanda, molto irritato, anche come ha fatto un locale come quello ad ottenere la licenza: “Non si può dare la licenza ad un locale che non ha uscite di sicurezza. Chi ha esaminato le domande? Chi ha fatto le verifiche? Chi ha controllato?”.

Le sconvolgenti immagini del rogo nel seminterrato del Constellation di Crans Montana

 

      La Svizzera è stata da sempre considerata un paese modello di efficienza: proprio lì quelle decine di giovani vite dovevano essere ridotti in cenere, irriconoscibili un attimo dopo aver inneggiato all’arrivo di un nuovo anno pieno di speranza? Ha fatto questo  bel regalo al mondo. Che dire? Null’altro perché le parole vengono a mancare pensando all’atrocità con cui sono stati strappati alla vita 40 giovani la maggior parte “2008 e 2009”, come si usa dire per indicare le giovani promesse dello sport. Certamente erano quasi tutti sportivi i ragazzi violentati dal fuoco a Crans Montana, fino ad oggi ricordata come sede di prestigiose discese della Coppa del Mondo di Sci Alpino. Tutti amanti dello sci ma tanti campioncini in erba in diverse discipline sportive. Potenzialità in fieri e anche con tante piccole soddisfazioni ottenute sui campi di atletica come nella danza e nel basket. La consapevolezza di una crescita costante nella speranza di poter raggiungere traguardi prestigiosi. A Crans Montana, fuori dalle piste e dalle palestre, all’arrivo dell’anno in cui  in tanti sarebbero diventati maggiorenni, li attendeva una maledetta trappola mortale!  Tra le  vittime ci sono tanti italiani, tra cui Emanuele Galappini sedicenne  che nel golf si era già distinto in gare internazionali e Chiara Costanzo, che in Ginnastica  Acrobatica aveva già raggiunto livelli molto interessanti. E’ sopravvissuto il calciatore del Pescara Eliot Thelen, 18 anni, tra i pochi che non erano scesi nel seminterrato della morte. Eliot racconta di essere stato sbattuto a terra nel momento in cui le fiamme dal basso hanno raggiunto il suo piano e di aver perso addirittura le scarpe. Era a terra si sentiva soffocare, calpestato da chi provava a fuggire, e quando  aveva ormai perso ogni speranza le forti braccia di un estraneo lo hanno trascinato in salvo insieme all’amica che era con lui. Alla domanda se ha poi saputo chi era il suo salvatore ha risposto di no, ma che per lui “è stato Dio”.

Davanti a Le Constellation di Crans Montana una distesa di fiori e di candele 

 

 

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