I Post della Settimana/216
Nel cuore del quartiere simbolo della Teramo del dopoguerra, la storia si intreccia con il futuro. Alla Gammarana, dove un tempo svettava la SPICA – la grande azienda ceramica fondata dal pioniere Potito Randi – si respira oggi un’aria nuova. Non solo nostalgia per un passato industriale glorioso, anche speranza concreta in un futuro fatto di rigenerazione urbana, investimenti e qualità della vita. Potito Randi, imprenditore visionario, fu tra i primi a credere che anche in Abruzzo si potesse fare industria d’eccellenza. E lo dimostrò con i fatti: la SPICA conquistò i mercati italiani e internazionali, portando il nome della città oltre confine, dando lavoro e dignità a centinaia di famiglie. Un’impresa che diventò simbolo di rinascita in un’Italia ferita dalla guerra ma animata da voglia di costruire.
L’assorbimento del gruppo da parte della multinazionale Villeroy & Boch sembrò inizialmente un riconoscimento al valore del lavoro abruzzese. Ma la chiusura degli stabilimenti fu una ferita profonda, l’ennesima storia di delocalizzazione che svuotò capannoni e cuori, lasciando dietro di sé degrado e occasioni mancate.
Oggi, però, la pagina si volta. Quegli stessi spazi industriali dismessi stanno per diventare il fulcro di una coraggiosa operazione di riqualificazione urbana. Non solo una rigenerazione architettonica, ma un progetto che guarda alla città come organismo vivente, capace di evolversi e rinnovarsi. Alberghi, residenze moderne, uffici, aree verdi: un mix funzionale che promette di restituire vitalità e centralità a un’area strategica.
Il merito va anche a un qualificato gruppo privato, che ha saputo coniugare investimento e visione, cogliendo l’opportunità di trasformare un vuoto urbano in occasione di sviluppo e coesione sociale. Un modello di partenariato virtuoso tra pubblico e privato che Teramo attendeva da tempo.In un’epoca in cui molte città medie italiane lottano contro lo spopolamento e l’immobilismo, la rinascita della Gammarana può rappresentare un punto di svolta. Non si tratta solo di costruire nuovi edifici, ma di ricucire un tessuto urbano e umano, restituendo identità a un luogo che ha già dato tanto alla storia industriale abruzzese.
Che questa riqualificazione sia anche l’occasione per preservare la memoria storica del sito, raccontando alle nuove generazioni chi fu Potito Randi, cosa rappresentò la SPICA e quale ruolo ebbe Teramo nel processo di industrializzazione del Mezzogiorno. Quando fu chiamata la “Milano del Sud”.Dalla memoria può nascere futuro. E oggi, finalmente, dalla Gammarana si torna nuovamente a sperare..
(Marcello Martelli –Facebook– 19/09/2025)
(Marcello Martelli -Facebook-19 settembre 2025)




