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ARRIVO’ MISS ITALIA E DALL’ABRUZZO PARTI’ LA CROCIATA CONTRO LO SCANDALO DEL BIKINI

I Post della Settimana/214

 Il concorso di Miss Italia, che il 15 settembre torna al Palazzetto dello Sport di Porto San Giorgio, è un evento che, fin dalla sua nascita, ha saputo raccontare l’evoluzione sociale e culturale del Paese attraverso i volti e le storie delle sue protagoniste. Nato negli anni ’50, Miss Italia ha accompagnato il dopoguerra, il boom economico, i cambiamenti del costume e dell’emancipazione femminile.

È stato un palcoscenico che ha permesso a tante giovani donne, spesso provenienti da contesti umili, di affacciarsi a un futuro diverso, magari nel mondo dello spettacolo, del cinema o della moda. Miss Italia è da sempre un simbolo dell’immaginario collettivo italiano: una sorta di “favola moderna” che trasforma la ragazza della porta accanto in una star. È un riflesso dei tempi, perché i canoni di bellezza, il modo di porsi, il linguaggio usato e perfino i temi trattati durante le serate sono cambiati insieme alla società italiana.

Il concorso non è solo spettacolo: è stato anche, nel tempo, uno specchio delle trasformazioni del ruolo della donna. Sotto la guida di Enzo Mirigliani, storico patron dal 1959, Miss Italia ha vissuto una lunga stagione di successo. Mirigliani ha avuto il merito di portare la competizione su scala nazionale, facendola diventare un evento atteso, seguito in televisione e commentato da giornali e opinionisti. Con lui, il concorso ha cercato di tenere insieme tradizione e modernità, tra glamour e moralità. In contrasto con l’immagine proposta da Miss Italia – in particolare con la presenza del bikini, allora considerata scandalosa da alcuni ambienti – nacque un concorso alternativo promosso dai cinque EPT dell’Abruzzo e Molise (allora un’unica regione). Questo evento, che celebrava “la più bella e più brava d’Abruzzo e Molise”, proponeva un modello femminile completamente diverso: le concorrenti sfilavano con i lunghi abiti tradizionali delle nonne, simbolo di modestia, radici culturali e valori familiari. Questo concorso rappresentava una forma di resistenza culturale e identitaria, legata a un’Italia ancora profondamente rurale, legata alle tradizioni, in cui la modernità portata da Miss Italia appariva come un pericolo per l’ordine morale e sociale. “La più bella e la più brava” era una forma di orgoglio regionale, ma anche un segno di come l’Italia fosse allora profondamente divisa tra modernità e tradizione, tra l’Italia delle città e quella delle campagne, tra il progresso e la conservazione.

Questi due eventi raccontano due Italie diverse che coesistevano negli anni ’50 e ’60: una desiderosa di cambiamento, aperta all’occidente, all’industria culturale e ai nuovi ruoli per la donna; e un’altra, legata alle proprie radici, timorosa che il progresso potesse cancellare valori ritenuti fondamentali.

Oggi, in un’Italia profondamente cambiata, il ritorno di Miss Italia a Porto San Giorgio è anche un’occasione per riflettere sul percorso fatto: dalle polemiche sul bikini alle battaglie per la parità di genere, dalla bellezza come fine a quella come mezzo per raccontare talento, intelligenza e personalità.

Se il concorso saprà davvero rinnovarsi, potrà continuare a essere uno specchio dell’Italia che cambia, senza dimenticare le sue radici.

(Marcello Martelli -Facebook-5 settembre 2025)

 

 

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