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LA RUOTA SGONFIA DELLA SOLIDARIETA’ E LA BEFFA DEI BENZINAI h24

 Editoriale /PIERLUIGI PALMIERI/211

Prima di procedere con questo editoriale, ad evitare che la prima parte del titolo che ho scelto possa essere frainteso, voglio precisare che, tratterò di solidarietà in “piena efficienza” e dal racconto che farò lo si dedurrà facilmente. Per ruota sgonfia  intendo infatti esattamente quello che significa: uno pneumatico in cui non c’è più aria sufficiente per permettere a una vettura di procedere in sicurezza. Una banale foratura, malfunzionamento di una valvola, errore del gommista nel montaggio dopo il cambio gomme da invernali a estive o altri inconvenienti? Tutto è possibile. La ruota, o meglio la gomma si può sgonfiare, ma la solidarietà che c’entra?  Lo spiegherò qui di seguito dopo una breve ma importante premessa. Da tempo, avevo concordato con Marcello Martelli di trascorrere una giornata insieme per riabbracciarci e chiacchierare in serena e cordiale convivialità. Stabilita la data in sabato12 luglio 2025, il programma prevedeva l’aperitivo a casa Martelli intorno a mezzogiorno e, a seguire il  pranzo presso il ristorante La Clessidra, selezionato dal mio amico, gourmet di eccezione, conoscitore della cucina e vini del teramano, e non solo, come nessun altro. Gli orari saltano malauguratamente a causa del protrarsi dell’attesa per una visita oculistica di mia moglie, vittima di una improvvisa reazione allergica. Niente aperitivo e, come capita quando si tratta di visite mediche, la durata di quelle che ti precedono non si può prevedere. La faccio breve.

A Teramo arriviamo alle due e dieci del pomeriggio, mi cospargo il capo di cenere,  e siamo a tavola dopo un quarto d’ora poco accademico. Salumi e formaggi, mazzarelle teramani, maccheroni al ragù di scottona, tagliatelle porcini e tartufo, gnocchetti ai quattro formaggi, costatine di agnello, doci e gelati. Un bel recupero.

Mazzarelle teramane

Primo pomeriggio visita a Villa Martelli, prima in giardino poi all’interno dove emanano i profumi della cultura, della storia e della raffinatezza di chi la vive. Sulle pareti  del salotto dove gustiamo  il caffè preparato dalla gentilissima signora Anna Maria, tra le  preziose ceramiche di Castelli  spicca  la foto  di Massimo, il figlio dei nostri amici il cui cuore si è fermato in modo fulmineo mentre il suo talento di giornalista brillava in televisione e sulla stampa nazionale.

Parliamo di Massimo e della sua presenza spirituale visitiamo l sua cameretta dove ci sono la telecamera e le altre attrezzature da filmmaker. Poi di Mila, la splendida figlia sempre vicina e attenta che ha regalato ai suoi genitori il promettente nipote Iacopo, ora studente in legge, che accanto alla sua laurea potrà affiggere quella del suo bisnonno, avvocato e professore, che Marcello conserva con orgoglio nel suo studio traboccante di libri.

E ora di ripartire e lasciamo malvolentieri la gradevole compagnia della coppia Martelli- Sansoni.

La mia Alfa Romeo 166 (“l’ammiraglia”) percorre senza problemi la discesa che porta sulla strada nazionale e appena  imbocca lo svincolo di Teramo est, un insistente suono di clacson richiama la mia attenzione, mi volto verso la  nazionale e vedo la vettura da cui proveniva il suono che si ferma, mentre  una giovane donna mi urla: “ ha una ruota completamente sgonfia!”. Confesso che al momento credevo che gli occupanti fossero degli amici che riconosciuta l’ammiraglia (ne girano veramente pochissime) volevano salutarci, ma immediatamente dopo mi sono preoccupato per il  rischio corso dalle quattro persone che occupavano l’auto,  perché in quel momento sopraggiungeva un TIR che, anche se la velocità era ridotta, avrebbe potuto tamponarla. Un gesto encomiabile di solidarietà. Ringrazio e tiro un sespiro di sollievo vedendo l’auto dei civilissimi cittadini riprendere la sua corsa. Resta il problema della “ruota sgonfia”. Ovviamente impossibile restare fermi, come pure scendere dalla vettura sull’unica corsia dello svincolo.  Decido di entrare in autostrada e di fermarmi sulla corsia di emergenza prima possibile. Lo faccio e una volta constatato che la “ruota sgonfia” era la posteriore sinistra apro il cofano prendo il crick e controllo la disponibilità di quanto necessario per la sostituzione. La scorta c’è ma mi sembra manchi la leva per azionare il crick. Mi guardo intorno e come un miraggio a verti metri dietro di me appare un casotto di quelli che si usano nei cantieri per ospitare gli operai e le attrezzature. Busso alla porta e appaiono due signori, con i classici giubbini arancioni, ai quali chiedo aiuto per il problema che mi si era presentato. Senza batter ciglio, dopo  un rassicurante “ci pensiamo noi” si sono messi all’opera per sostituire la  gomma. Fin qui sembra tutto normale, ma il bello (o meglio i brutto) sta nel fatto che nonostante gli sforzi i due generosissimi  e molto robusti operai non riuscivano  ad estrarre i bulloni di fissaggio. Per farlo hanno lavorato con chiavi manuali e svitatori elettrici per circa mezz’ora. Missione compiuta: via la “ruota sgonfia” . montata la ruota di scorta, si può ripartire.  Ma …“le conviene uscire dall’autostrada e rientrare a Teramo” mi consiglia uno dei due “ la pressione della gomma di scorta è bassa”. Solidarietà encomiabile. Ringrazio seguo il suo consiglio arrivo  al primo distributore situato poco dopo l’uscita di Teramo ovest: sefl service  e niente compressore. Dopo aver constatato su internet che tutti i gommisti della città sono chiusi il sabato pomeriggio, faccio il tour di Teramo e visito cinque distributori: tutti self service senza compressori attivi. Mi “consolo” con i prezzi  della benzina esposti: tutti molto vicini ai 2euro e un paio anche oltre! Imbocco di nuovo l’Autostrada e, lento pede, arrivo al primo distributore utile posizionato subito dopo l’uscita di L’Aquila ovest.  Aperto con personale ma …“Mi dispiace signore il compressore non funziona. Anche lì il prezzo della benzina sfiora i due euro! Impreco contro la beffa dei distributori  e i prezzi esposti per la benzina disponibile h24, ma  benedico la solidarietà  civile della famiglia che mi ha avvertito della “ruota sgonfia”  e dei due operai che mi hanno aiutato ( di qui il titolo!). 

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