La Melissa o “Erba Limoncina” è una pianta erbacea perenne, di aspetto cespuglioso e con fiori bianco-giallastri, dell’Europa meridionale e dell’Asia occidentale; in Italia cresce, spontaneamente, lungo le siepi, nelle zone ombrose e può essere coltivata nei giardini.
Sembra che il nome derivi dal greco “miele” (le api sono attirate dal profumo della pianta); nella medicina dell’antichità fu consigliata da Galeno, da Avicenna e, successivamente, da Paracelso; nel 1611, i Carmelitani Scalzi francesi prepararono, per la prima volta, l’“acqua di Melissa”, a cui fecero ricorso tutte le classi sociali.
La presenza, nell’estratto da foglia fresca, di acidi polifenolici (con proprietà antiossidanti ed antinfiammatori) e polisaccaridi indica la Melissa come coadiuvante in un trattamento antivirale (herpes simplex), mentre ne sono certificate le presenze di vari flavonoidi con proprietà antiossidanti, antinfiammatorie e neuroprotettive (apigenina, luteolina e quercitina) ed acidi (il rosmarino, un antiossidante, ed il caffeico).
L’olio essenziale di Melissa è ricco di citrale, citronella e cariofillene (terpene noto per il ruolo nella regolazione dell’umore). Probabilmente, l’uso più noto della Melissa è per la sedazione degli stati d’ansia (proprietà calmanti ed antispasmodiche, per le contrazioni involontarie dei muscoli lisci del tratto gastrointestinale); è valida per i disturbi del sonno, per le distonie neurovegetative della menopausa, per la sindrome premestruale, per i disturbi digestivi, per le coliche gassose dei bambini; per la specifica azione antispasmodica è consigliata per le cefalee e per tutte le situazioni da stress.
L’assunzione di Melissa non ha controindicazioni note o altri effetti indesiderati.
La Melissa può essere Composta (Melissa, Luppolo e Biancospino) e diventare un concentrato analcolico, con azione rilassante, da assumere prima di coricarsi o al bisogno.
Tarassaco e carciofo
Il Tarassaco, noto da secoli per la sua azione benefica sull’apparato digestivo, ha molti nomi nella cultura popolare: dente di cane, dente di leone, soffione, cicoria matta, piscialletto, brusaòci, …
Il Tarassaco (Taraxacum Officinale) è una pianta erbacea perenne che cresce diffusamente nelle zone temperate e che ha una radice a fittone, grossa e fusiforme; è proprio questa parte che viene utilizzata in erboristeria, perché ricca di principi attivi.
La radice viene mondata ed essiccata, per essere poi utilizzata come tonico epatico, per calcoli biliari e disturbi digestivi.
Il Tarassaco è in grado di darci benefici effetti anche da solo, ma, per potenziarne l’azione e renderlo davvero efficace, lo si associa al Carciofo, in un unico prodotto.
La caratteristica principale del Carciofo (Cynara Cardunculus), che fa parte della famiglia della Astaracee (la stessa del Tarassaco), è certamente l’azione epatoprotettiva e antiossidante, dovuta alla presenza di un derivato dell’acido caffeico: la cinarina.
Il Carciofo contiene anche sodio, potassio, fosforo, calcio e vitamine B1, B3 e C.
I Greci e i Romani lo ritenevano un ottimo afrodisiaco, mentre nei secoli successivi si è affermato sia come alimento che come pianta officinale. Nel 1466 era già coltivato in Toscana (veniva dalla Sicilia), poi ha avuto un’irresistibile espansione in Europa e nel mondo. Dal 1949 a Castroville, in California, si svolge annualmente il Festival del Carciofo, la cui prima “Regina” fu Marilyn Monroe.
La moderna erboristeria, per l’azione depurativa del fegato, associa i due vegetali, utilizzando gli estratti secchi della radice del Tarassaco selvatico e delle foglie del Carciofo, perché insieme, queste due preziose piante, sono uno starter per il “motore epatico”, aiutandone a ripristinarne le funzioni.
Il prodotto così composto è, anche, decongestionante, ipocolesterolemizzante, digestivo, diuretico, stimolante le secrezioni biliari e tonico epatico.
(*) Scritti per “Il benessere che viene dalla natura”.
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