Editoriale /PIERLUIGI PALMIERI/208
L’articolo che segue è stato scritto alla vigilia della cerimonia di consegna del PREMIO DI GIORNALISMO con il titolo CHE BELLA COSA! PREMIO INTERNAZIONALE ISCHIA: LA IENA NINA GIORNALISTA ITALIANA DELL’ANNO.
Lo riporto “tal quale” emendato delle informazioni scadute e integrato con documentazioni fotografiche e filmati che spero giungano graditi ai lettori di Centralmente. Aggiungo solo un breve riferimento alle parole molto significative sul tipo di giornalismo portato avanti da Giovanna Nina Palmieri. pronunciate al momento della consegna della Targa da Alessio Lasta e da Gian Marco Chiocci.
Il presentatore dell’evento ha usato il termine “intuarsi” (da Dante Alighieri , IX del Paradiso) come la nostra Iena, che unisce rigore. passione e tenacia, si immedesimi nelle situazioni vissute e sofferte dalle persone di cui racconta le storie. Quella empatia, a cui anche qui sotto facciamo riferimento, che sempre traspare dalla voce e dal soma di Nina.
Il Direttore del TG1, componente della Giuria del Premio Internazionale, ha sottolineato che chi fa giornalismo d’inchiesta in prima linea denunciando e raccontando vicende scomode, fa “un mestiere rischioso e faticoso”, mette a repentaglio anche la sua incolumità per una informazione trasparente e leale. Ha precisato che la giuria, dovendo scegliere chi premiare , quando è stato pronunciato il nome “Nina” non ha avuto dubbi: Nina delle Iene!
Nina non ha mancato di aggiungere un’ulteriore nota di sensibilità quando dopo aver ringraziato gli organizzatori e la Giuria per essere stata scelta come destinataria del prestigioso riconoscimento, lo ha voluto dedicare emblematicamente alla memoria di due persone che porta sempre nel cuore: la sua collega e amica Nadia Toffa, la Iena che, come lei, teneva alta la bandiera del giornalismo in prima linea di cui ha parlato Chiocci, e a Carlo Girardi “la cui unica colpa era quella di essere vecchio”.
Ari-“che bella cosa!”
Filmato 2
Fotografie
“Nei suoi servizi giornalistici per “Le Iene”, si è impegnata con forza e tenacia sul tema dei diritti, occupandosi in particolare delle problematiche che affliggono le donne e le persone più vulnerabili nella nostra società, della quale si è dimostrata un’attenta e sensibile osservatrice.”Motivazione Premio Internazionale Ischia 2025 a Giovanna Nina Palmieri come “Giornalista Italiana dell’Anno |
La motivazione con la quale la Giuria, composta dalla crema del giornalismo italiano, l’ha proclamata “Giornalista dell’anno” la dice lunga sulla professionalità di Giovanna Nina Palmieri, ma, voglio scrivere qualche riga, sapendo bene che lei, la premiata, non gradirà molto l’ “interferenza” del padre perché, a suo dire, il giudizio può essere letto come “interessato” (dai maligni preciso io!). Che abbia appreso la notizia non solo con commosso entusiasmo paterno potrei anche tenerlo per me, ma non lo faccio e nessuno mi può impedire di affermare che la “Iena Nina” abbia più che meritato il “Premio Internazionale Ischia di Giornalismo 2025” (20 e 21 giugno). Non è il padre ad esserne convinto, ma sia il giovane ventenne che ha iniziato da Collaboratore Sportivo de “IL Tempo” già dieci anni prima che Giovanna nascesse, sia l’ultrasettantenne che oggi si vanta, questo sì, di essere direttore di una Rivista, quella su cui sto scrivendo, che ha nell’autonomia e nello spessore culturale e professionale dei suoi redattori il suo punto di forza. In analogia con chi scrive, quindi la storia giornalistica di Nina inizia subito dopo la Maturità Scientifica (100/100), quando ha scelto di frequentare l’Università e contemporaneamente di fare pratica di giornalismo. Aveva le idee chiare per la scelta sia per della facoltà che del piano di studi: così si avvalse della mia consulenza solo per…evitare che la sua laurea le permettesse di salire in cattedra (non maestra come la madre, non professore come il padre, e, soprattutto, non insegnante come alcuni di quelli che le erano capitati!). Lettere moderne quindi mentre muove i primi passi sulle pagine de Il Messaggero con Pino Veri e in Radio 101.
Sotto la guida di Claudio Canepari arrivano poi, in rapida sequenza Gli Invisibili su Italia 1 e Campo de’ Fiori su Rai 3. Per la sua regia arrivano su La7 le cinque edizioni de I Viaggi di Nina di cui è anche autrice e voce parlante. Conclude intanto il suo brillante percorso di studi in Lettere, che arricchirà poi con un Master in Giornalismo alla cattolica di Milano, che giustificherà agli occhi dei genitori la rinuncia alla “eredità” di una cattedra nelle scuole italiane,
Qualche anno dopo però, Nina suo “malgrado” è salita su cattedre di altra specie: quando fu invitata da Gianmarco Cifaldi a tenere un laboratorio di Giornalismo investigativo all’Università di Chieti ; poi come conduttrice del simpatico Sex Education Show, ( di cui era anche autrice) dove si è divertita anche a mettere “dietro la lavagna” alcuni genitori, soccombenti nel confronto con i figli liceali in tema di informazioni e prevenzioni in ambito sessuale. Di recente ha condotto la versione italiana di Nacked Attraction su Discoveriy Plus con delicatezza, disinvoltura e anche con coraggio. Da oltre dieci anni porta venti di solidarietà lungo tutto lo stivale a donne massacrate, mamme e padri privati dei figli, figli in difficoltà con i genitori e gli anziani vessati dalla burocrazia. Ha eletto a suoi fratelli tante persone con disabilità e i martoriati dalle guerre.
I viaggi di Nina sono diventati i viaggi della Iena Nina: a fare blitz nelle tane dei tanti prepotenti, truffatori, abusatori, delinquenti a gogò e pseudo-amministratori di sostegno, incassando, come i migliori pugili, le spocchiose e pretestuose denunce di diffamazione da parte degli “stanati”. Denunce, lo voglio dire, che hanno portato a mettere in luce vieppiù la fondatezza delle vere “accuse” sostenute da Le Iene che per Nina, in prima persona costituiscono, a mio parere, delle medaglie di “Benemerenza”. Tante volte grazie anche al ferratissimo Studio legale degli avvocati. Stefano Toniolo e Federico Giusti, come un boomerang, Le iene hanno mandato al tappeto gli stessi “picchiatori”
Contiamo nella giustizia giusta anche per il caso Carlo Gilardi, il ricco professore amante della vita agreste, per la cui libertà Nina Palmieri con Le Iene ha contestato le assurdità messe in atto dalle istituzioni e dall’amministrazione di sostegno. Persino il Garante per le persone private della libertà personale si è schierato sottolineando e appoggiando le obiezioni poste dalle Iene e la Corte Europea dei diritti dell’uomo ha condannato l’Italia per violazione dei diritti di Carlo Gilardi. L’amministratrice di sostegno appena nominata da un giudice, dopo poco più di una settimana di verifiche andò a “prelevare” Carlo per ricoverarlo “sino a fine vita” in un istituto, strappandolo di fatto dal suo habitat naturale e dal suo ruolo di benefattore da francescano laico (“Mi dovete mettere le manette sennò io non vengo..ho parlato chiaro?”– aveva esclamato davanti ai Carabinieri che lo stavano prelevando- Io voglio la mia libertà, che mi avete sottratto, e basta! Quella io voglio. Ho parlato chiaro?”)
. Lo hanno condannato una perizia psichiatrica di un tecnico del tribunale in netta contrapposizione con quella che Carlo stesso si era fatto fare pochi mesi prima e una relazione di un Consulente Tecnico incaricato dall’Amministratrice di verificare l’igienicità di una casa in cui Carlo non viveva da tempo -anziché quella da lui occupata in quel momento- .
Non credo proprio che se Nonno Carlo fosse stato un “nullatenente”, avremmo assistito a tale interesse… o forse dovremmo chiamarlo accanimento? A suo tempo ho trattato il tema in un indignato editoriale (altra “invadenza” di padre) a cui rimando chi volesse approfondire (SI MUORE ANCHE DI GENEROSITA’ “IMPRIGIONATA” : ADDIO AL CUORE D’ORO DI NONNO CARLO ! – Centralmente ). Paradossalmente il Premio di migliore giornalista italiana arriva in contemporanea ad una richiesta di condanna a 30 gg di carcere per Le Iene che hanno provato a far sì che l’incolpevole e generoso ultranovantenne Carlo Gilardi continuasse a respirare l’aria, per lui idilliaca, delle sue campagne e non quella di un ospizio dove si considerava prigioniero a causa della sua generosità.
Aspettiamo la sentenza ma, siamo sicuri che Nina e Le Iene, che non meritano assolutamente una richiesta del genere, riceveranno un’altra benemerenza dalla Giustizia, quella giusta, che da sempre vanno sostenendo.
Per ora godiamoci questo meritato Premio Ischia che ci inorgoglisce e ci dà fiducia
GIURIA DEL PREMIO INTERNAZIONALE ISCHIA DI GIORNALISMO 2025 |
I premi sono stati assegnati dalla giuria presieduta dall’Ambasciatore Giampiero Massolo e composta da Giulio Anselmi, Presidente ANSA, Guido Boffo, Direttore “Il Messaggero”, Gian Marco Chiocci, “Direttore Tg1”, Giuseppe de Bellis, Direttore di “Skytg24”, Luciano Fontana, Direttore “Corriere della Sera”, Carlo Gambalonga, Segretario Generale del Premio, Flavia Giacobbe, Direttore della rivista Formiche, Giovanni Grasso, Consigliere per la stampa del Presidente della Repubblica, Roberto Napoletano, Direttore de “Il Mattino”, Mario Orfeo, direttore de “La Repubblica”, Agnese Pini, Direttrice delle testate del gruppo, QN, Nazione, Resto del Carlino e Giorno, Beniamino Quinteri, Presidente Istituto per il Credito Sportivo e Culturale, Fabio Tamburini, Direttore del “Sole 24 Ore” Maarten Van Aalderen della Stampa estera in Italia. |







