Editoriale /PIERLUIGI PALMIERI/207
I bambini sono il meglio dell’umanità e hanno diritto al meglio. I bambini e le bambine, sono la fonte della vita, sia individuale che sociale. Una comunità, un paese è forte quando si prende cura dei deboli, una comunità, un paese è grande quando si prende cura dei piccoli.R. Regni, Il Limite 207, CentralMENTE, 15/06/2025 |


Non dobbiamo avere dubbi che per raggiungere uno stato patologico di quel livello, il ragazzo sia partito dall’immersione precoce nel mondo virtuale e abbia contribuito a rafforzare le statistiche negative sin dalla sua più tenera età. Il pur breve servizio mandato in onda dalla Rai (Uno Mattina Weekly) per commentare la decisione del Ministero dell’Istruzione di vietare l’uso dei telefonini a scuola dal prossimo settembre, ha denunciato, con il supporto di dati Istat, una situazione dal profilo drammatico. Bambini che cominciano a possedere uno smartphone già a 3/4 anni con un 25% iscritti (da genitori, nonni o fratelli maggiori !) a un profilo social. Da 6 a 10 anni la percentuale cresce in maniera esponenziale e 100 mila persone ne fanno un uso compulsivo.
Nello studio RAI lo psicoterapeuta Giuseppe Lavenia ha sostenuto che lo smartphone è stato trasformato in uno strumento per reprimere la rabbia: “il bambino piange per un motivo qualsiasi e gli si mette davanti uno schermo”. In prospettiva gli effetti sulla capacità di gestire la rabbia o la frustrazione con le proprie forze, sono devastanti: viene meno la capacità di riflettere sulle proprie azioni e di valutare obiettivamente la realtà. Ne scaturiscono bambini e adolescenti “digitalmente modificati” che potrebbero facilmente passare dallo schermo, alle sostanze, fino a comportamenti patologici (v. la non accettazione dell’interruzione di una relazione). E’ la dopamina che inganna, crea attesa di risposte positive, che solitamente non arrivano o che positive non sono.
Il Ministero vieterà l’uso improprio dei cellulari durante le lezioni e, in attesa dei dettagli del provvedimento, presumo che se gli stessi saranno autorizzati “a tempo” per fini didattici



