Benessere /G. Mazzocco/201
(seconda parte)(*)
Non è possibile, con una breve intervista, esplicare il complesso mondo della linfa e della sua preziosa funzione.
La prevenzione, però, passa attraverso l’informazione e le testimonianze di chi, in modo scientifico, ha finalizzato i propri studi alla ricerca del benessere con il drenaggio linfatico manuale: un “momento terapeutico” nel quale confluiscono esatta diagnosi medica e tempi fisioterapici congrui e tecnicamente molto precisi.
“La dott.ssa Denisa Giardini (medico chirurgo, con specializzazione in medicina interna) ha dedicato la propria vita professionale agli studi sulla linfa ed alla formazione tecnica in drenaggio linfatico manuale, diventando un riconosciuto punto di riferimento nazionale ed internazionale per la formazione in drenaggio linfatico manuale, approvato dalla comunità scientifica per il trattamento e la prevenzione del linfedema e dei disturbi legati agli “intoppi” linfatici (è suo il primo testo italiano sul drenaggio linfatico manuale e ne resta un riferimento sicuro).
La dott.ssa Denisa Giardini è stata allieva diretta del Dr. Emil Vodder, “inventore” del drenaggio linfatico manuale”, e dell’assistente Rosmarie Bohlmannquando, quando era già laureata in Medicina e Chirurgia, prendendo l’abilitazione all’insegnamento di quella terapia che, orgogliosamente, viene chiamata Original Methode Dr. Vodder e che ricade sotto la tutela del’A.I.D.M.O.V. (Associazione Internazionale del Drenaggio Linfatico Manuale Originalmethode dr. Vodder).
In un nostro incontro ci ha detto che la linfa è un liquido biancastro che scorre in “canali” propri, solo in senso centripeto (dalla periferia al centro), a “bassa velocità” (in alcune parti del corpo è lentissima) e non è spinta da un cuore proprio.
Nota nella medicina greca antica (chiamata “saniens”) e conosciuta dal mondo arabo, a metà del 1600 si scoprirono, sugli animali, le “vene lactae”; dopo un secolo si ebbe la prima mappatura dei vasi linfatici di un arto inferiore e solo nel 1876 fu disegnata la prima, scientifica e ancora valida classificazione dei vasi linfatici e dei linfonodi di tutto il corpo. Nel frattempo, si sperimentarono metodi per esaminare i percorsi e le velocità della linfa, fino ad arrivare alla moderna linfoscintigrafia, creando le premesse per i controlli sui trattamenti delle stasi linfatiche.
Il massaggio della linfa fu battezzato “drenaggio” dal Dr. Emil Vodder, biologo e fisioterapista, perché è l’atto che porta via un liquido stagnante: in ingegneria idraulica, è l’azione di prosciugamento di liquidi in eccesso e si chiama, appunto, drenaggio.
Il drenaggio (prosciugare un “terreno” anatomico imbibito e stagnante) linfatico (non interessa la circolazione del sangue, ma solo la linfa) manuale (può essere fatto solo da mani esperte), massaggiando i dotti linfatici ed i linfonodi, rimuove il liquido interstiziale impigrito o fermo, facendo aumentare le resistenze contro le infezioni, facilitando la presenza di linfa nuova, che permette una vita più lunga alle stesse cellule (Alexis Carrel, Premio Nobel per la Medicina del 1912).
Il drenaggio linfatico manuale Vodder è l’unico metodo col quale “affrontare” in modo razionale e ripetibile le diverse patologie del sistema linfatico, solo con l’uso delle mani, o fare la più preziosa delle prevenzioni. Vodder lo presentò al salone internazionale della salute di Parigi nel 1936.
Il drenaggio linfatico manuale Vodder serve a “rimettere in moto” la linfa che, per vari motivi, ristagna.
La velocità di scorrimento della linfa, con particolari e giuste manualità (codificate per direzione, pressione e velocità dal Dr. Vodder) viene aumentata sensibilmente (certificata con una linfografia) nei propri vasi, riducendo l’edema e favorendo, anche, l’apertura di anastomosi dormienti.
Il benessere dato dal drenaggio linfatico manuale Vodder è reso più stabile dalla contenzione (l’uso di bende a scopo terapeutico) e dalla chinesiologia (la ginnastica specifica defaticante).
Un altro modo per liberarsi dai liquidi in eccesso e movimentare quelli in stasi è l’uso di scelti prodotti naturali, titolati e senza conservanti né stabilizzanti, che abbiano principi attivi drenanti, antiedemigeni e diuretici, assunti per via orale (tisane e capsule) o per applicazione topica (creme e oli da massaggio)”.
(*) da una intervista alla dott.ssa Denisa Giardini (nella foto) , medico chirurgo, specialista in medicina interna, docente di flebolinfologia e formatrice nei corsi di drenaggio linfatico manuale Vodder.





