Home salute benessere Analisi Telemetrica di Superficie in ambito scolastico: osservazioni e rilevazioni

Analisi Telemetrica di Superficie in ambito scolastico: osservazioni e rilevazioni

Benessere /G. Mazzocco/18

Soggetto di riferimento ed osservazioni finali (*)

   Dopo aver acquisito le immagini relative al gruppo di selezione, si è stabilito di sottoporre a misurazione un volontario estraneo al gruppo campione, per definire i parametri di misurazione da applicare sugli altri.

   Il soggetto è stato scelto in maniera casuale, senza rispettare vincoli di anamnesi, età o sesso.

   Le misurazioni effettuate, su tale individuo, sono state calcolate su fotoposture diverse rispetto a quelle scelte per il gruppo campione.

   Le variazioni di inquadratura e di posizione richieste al soggetto sono determinate dal fatto che il mezzo approntato ha subito alcune tarature nel corso della ricerca, per ottenere miglioramenti di resa, nella profondità di campo e nella messa a fuoco.

   Sono stati mantenuti i due piani di riferimento: frontale e sagittale.

   Il soggetto, nel corso dell’acquisizione, è stato fatto sedere su uno sgabello, ancorato al suolo, senza schienale, per evitare spostamenti di seduta e allo stesso tempo per facilitare i richiesti movimenti analitici del solo capo.

   La posizione assunta sul piano frontale è stata: seduto, con le mani in appoggio sulle cosce. Da questa postura è stata fatta eseguire una flessione laterale del capo, dapprima a destra e poi a sinistra.

   Le stesse posizioni sono state raggiunte con le mani incrociate dietro la nuca. In seguito, è stato cambiato il piano di riferimento.

   Il soggetto, sul piano sagittale, è stato fotografato nella posizione seduta, con le mani in appoggio sulle cosce e, mantenendo questa posizione, ha eseguito una flessione del capo in avanti ed una estensione del capo indietro.

   Dopo questi primi pattern di acquisizioni, l’ATS è stato avvicinato alla postazione di ripresa, per scattare fotoposture sul piano sagittale. Il soggetto ha ripetuto la flessione e l’estensione del capo, mantenendo sempre le mani in appoggio sulle cosce.

   Infine, è stata richiesta la flessione laterale del capo, sul piano frontale.

   Particolare attenzione è stata dedicata all’osservazione esecutiva dei gesti-test, per accertare che i movimenti finali non fossero coinvolgenti altre parti del corpo: i movimenti dovevano essere analitici e decompensati senza, cioè, l’interessamento di altri distretti mio-articolari.

   Il lavoro ci ha permesso di sperimentare l’utilizzo scientifico dell’ATS in un ambito, quello scolastico, fino ad ora mai indagato, dal punto di vista paramorfico, per trarre delle percentuali di sussistenza di posizioni viziate e per indicare, quindi, le forme migliori di compenso chinesiologico.

   L’applicazione del mezzo strumentale nell’acquisizione delle immagini ha conferito alla raccolta dei dati una precisione grafica tale da rendere possibile, in un secondo tempo, il calcolo delle misurazioni degli squilibri, evidenziati nella fase di studio osservazionale.

   Tali misurazioni consistono in una quantificazione millimetrica delle asimmetrie presenti nel soggetto esaminato, risultando utili ed immediate certificazioni della realtà.

   Graficamente è possibile, altresì, ottenere la visualizzazione di angoli e distanze fra i punti di repere scelti dallo stesso operatore, premettendo, a quest’ultimo, di selezionare opportunamente l’apertura angolare adeguata alla misurazione da eseguire, nonché di posizionare il fulcro della rilevazione.

   Il software permette inoltre di importare, nell’immagine sotto osservazione, le perpendicolari di riferimento, utili per valutare l’appiombo dei punti di repere e della verticale di Barrè.

   In base a queste rilevazioni ed alle analisi dei dati è possibile e auspicabile l’intervento personalizzato in campo chinesiologico, tecnico-ortopedico e medico specialistico, per l’effettuazione di piani di lavoro che facilitino il ripristino delle funzionalità, mediante lo sbloccaggio delle articolazioni in anchilosi e l’irrobustimento generale e mio-articolare, in particolare.

   L’ATS è risultato un efficace mezzo di certificazione, non invasivo, dello stato di partenza, utile per l’analisi delle condizioni posturali e per il confronto tra la situazione iniziale e le fasi successive, come valutazione oggettiva dei risultati ottenuti in un trattamento chinesiologico.

   La raccolta sistematica è frutto di una selezione che intende dare una significativa casistica dei paramorfismi riscontrati nel campo esaminato. Essa rappresenta una testimonianza reale, degli sviluppi strutturali non coerenti con la logica biomeccanica della postura ortostatica.

  (*) Anna D’Antoni – Università degli studi di Padova – Facoltà di Medicina e Chirurgia – Corso di Laurea in Scienze Motorie.

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