Editoriale /PIERLUIGI PALMIERI/178
Confesso la mia ignoranza: quando, nel corso di un TG ho sentito pronunciare il nome della signora designata da Trump come futuro ministro dell’Istruzione degli Stati Uniti, con vago (ma neanche troppo!) pensiero al manzoniano Carneade, mi son domandato “Chi è costei?”.
Il conduttore del telegiornale, dopo le parole “la nuova responsabile del Dicastero dell’Educazione sarà Linda McMahon per oltre dieci anni alla guida di…” ha pronunciato un veloce e quasi masticato “..WWE”,
Tra me e me mi son detto “sarà l’acronimo di un Centro di ricerca tipo il nostro CEdE (Centro Europeo dell’Educazione oggi Invalsi) e quella <E >finale sta per Education ? !”. Per sciogliere immediatamente il dubbio che fosse una pedagogista di fama da me colpevolmente non individuata tra i tanti nomi su cui mi aggiorna Raniero Regni , ho fatto la ricerca rapida su internet. Ho capito che il mio amico accademico, che peraltro non si perde nessuna novità proposta dai suoi colleghi di ogni latitudine (proprio oggi nella sua rubrica, l Limite parlando di “scuola inquinata”, Ifa riferimento a Kenneth Robinson) non avrebbe mai potuto citare nelle sue conversazioni e nei suoi scritti la Ms Mahon. Quella che avevo in un primo momento ipotizzato fosse una studiosa all’avanguardia, ideatrice alla Montessori metodi educativi da trasferire nel Sistema di Istruzione della “Grande Mela”, non era altro che l’Amministratrice Delegata della World Wrestling Entertainment, la WWE appunto. Niente Educazione quindi, quella E sta per “divertimento” e nello specifico si riferisce alla pseudo- disciplina sportiva del Wrestling, una sorta di lotta libera molto diffusa negli Stati Uniti, che si caratterizza per la sua teatralità.
Il Wrestling, che è uno dei pochissimi sport che non mi attrae. condivide con il Teatro la presenza di un copione prestabilito che prevede le mosse e le prese da eseguire pedissequamente da parte dei contendenti e la ricerca esasperata della spettacolarità. Ho appreso che la Signora Linda possiede tutti i crismi della perfetta venditrice del suo “prodotto” e che si è prestata perfino a salire sul ring per recitare la parte della “donna sconfitta” da un gigantesco wrestler (così si definiscono gli pseudo- lottatori).fingendosi esanime dopo essere stata stretta nella morsa dei muscoli spropositati del complice.
Linda McMahon un attimo prima di essere “sbattuta al suolo in un incontro (finzione nelle finzione) di Wrestling
Allora ho pensato (ma sottolineare la mia solita presunzione è d’obbligo) che il Tycoon che in campagna elettorale aveva paventato l’abolizione del Dicastero dell’Istruzione USA, si sia ravveduto a seguito dell’intervento di qualche suo grande elettore, o semplicemente di un amico, magari iscritto al Panathlon Club della sua Mar-a-Lago in Florida, che potrebbe averlo informato sui contenuti del progetto messo a punto qualche anno fa nel Distretto italiano dell’associazione Internazionale degli sportivi. Ecco le idee forza del progetto intitolato “La scuola incontra lo sport, il Panathlon va a scuola”: le storie individuali dei campioni, le loro ascese, le loro discese e le risalite; le diverse etnie e l’ambiente di provenienza dei protagonisti dei grandi eventi; la strada e gli stadi; la centralità del rispetto e l’ineludibile valorizzazione del rapporto empatico con compagni e allenatori; i principi valoriali che sono alla base dei regolamenti di tutte le discipline sportive. Con questi elementi si afferma la possibilità di creare, con lo sport a fare da catalizzatore, una catena didattica a carattere interdisciplinare per lo studio di tutte le materie dalle scienze alla filosofia. A parte la presunzione di chi scrive, che ha firmato quel progetto, credo che si debba almeno sperare che queste idee, o altre simili, abbiano illuminato la mente di Trump spingendolo ad accantonare l’idea dell’abolizione del Dicastero dell’Educazione in USA e a scegliere una manager proveniente dal mondo dello sport anche se pseudo tale, e non che al contrario si sia ispirato al “Manuale Cencelli” di democristiana memoria. Non è facile accantonare questa seconda ipotesi se, leggendo la storia politica di Linda McMahan, appuriamo che ha speso oltre cinquanta milioni di dollari per la sua prima e perdente campagna elettorale per diventare Senatrice repubblicana del Connecticut e altre decine ne ha messi a disposizione per le campagne elettorali di Trump.

Whashington: La sede del Dicastero dell’educazione USA
Ma se è l’aspetto “educativo” dello sport ad aver convinto il Presidente a far sedere la Signora Linda sulla poltrona del Dicastero dell’Istruzione a Whashington, dobbiamo sperare che finalmente esca fuori la fantomatica pedagogia del Wrestling, tenuta ben nascosta dalla signora dietro le quinte del ring/”palco” del suo spettacolo.

Palazzo della Pubblica Istruzione, Roma Viale Trastevere*
Visto che sulla poltrona di comando del Palazzo della Minerva di donne ne abbiamo viste tante e che non abbiamo memoria di alcuna conduzione brillante da parte loro, non ci resta che aspettare di vedere all’opera l’ex regina del WWE. Tutte opache, quando non insignificanti, le performance delle nostre ministre iscritte all’Albo d’oro (si fa per dire) del dicastero di Viale Trastevere, tutte indifferenti agli stimoli delle intelligenze nostrane come Montessori e Ravaglioli, si trattasse della Falcucci o della Iervolino, della Gelmini o della Moratti, della Fedeli o della Azzolina.
Chissà se alla prossima “quota rosa” che subentrerà, auspicabilmente presto, all’attuale elucubratore Valditara, non tocchi di importare il “modello McMahan”. Scopriremo così che con la sua scienza dell’educazione la facoltosa wrestler del Connecticut avrà oscurato i suoi illustri connazionali che hanno dominato il XX secolo. Scopriremo quindi che Donald Trump , oltre alla cravatta, possiede una vista molto lunga. Tremate carissimi Dewey, Bruner, McLuhan & Co..







