Hilma af Klint (1862-1944) occupa oggi un posto d’onore nella storia dell’arte moderna come una delle prime artiste ad esplorare l’astrazione, nell’anticipare figure celebri quali Kandinskij e Mondrian. Tuttavia, la sua straordinaria visione artistica rimase in gran parte sconosciuta fino a molti anni dopo la sua morte. Tra il 10 ottobre 2024 e il 2 febbraio 2025, il Guggenaim di Bilbao dedica una mostra. Il percorso si snoda dalle prime opere accademiche ai rivoluzionari Quadri per il Tempio, la sua creazione più ambiziosa.

Nata a Stoccolma in una società dominata da rigide convenzioni accademiche e pregiudizi di genere, Hilma af Klint riuscì a superare gli ostacoli del suo tempo. Fu tra le poche donne della sua generazione a frequentare la Royal Academy of Fine Arts, dove si specializzò nella pittura figurativa. Questo periodo iniziale le permise di affinare la sua tecnica, ed immergersi nella cultura del suo tempo: la affascinarono i movimenti spirituali e scientifici emergenti, tra cui il teosofismo e lo spiritismo, che avrebbero profondamente influenzato il suo lavoro.

Nel 1906, af Klint intraprese il progetto che avrebbe definito la sua carriera: i Quadri per il Tempio. Questo ciclo monumentale di 193 opere, realizzato nell’arco di circa dieci anni, segnò un netto distacco dall’arte accademica. Le sue composizioni astratte, caratterizzate da forme geometriche, simboli esoterici e colori vivaci, erano il risultato di una profonda indagine sul concetto di invisibile. Influenzata dalla scienza moderna e dalle sue scoperte sull’energia e le onde, nonché dai suoi studi spirituali, af Klint cercava di rappresentare ciò che non poteva essere visto ma solo percepito.

Queste opere, audaci e innovative, rivelano la straordinaria capacità dell’artista di intrecciare elementi scientifici e spirituali, nel forgiare un linguaggio visivo unico. Af Klint stessa descrisse il ciclo come un viaggio attraverso il cosmo, un’esplorazione delle forze universali e della loro connessione con l’essere umano.

Mentre il suo lavoro rifletteva le trasformazioni culturali e sociali del suo tempo, incluso il movimento per i diritti delle donne, af Klint dovette affrontare un mondo dell’arte che era poco incline ad accettare la sua visione radicale. La sua arte astratta non trovò un pubblico durante la sua vita, spingendola a proteggere con cura il suo lascito. Decise che le sue opere non sarebbero state mostrate fino a 20 anni dopo la sua morte, prevedendo che il mondo avrebbe avuto bisogno di tempo per comprenderle.

Quando, nel 1986, la sua arte fu finalmente esposta, suscitò un grande interesse, ma il pieno riconoscimento arrivò solo decenni dopo. Oggi, Hilma af Klint è celebrata non solo come una pioniera dell’astrazione, ma anche come una visionaria che ha anticipato le connessioni tra arte, scienza e spiritualità.

La mostra presenta una panoramica completa del lavoro di Hilma af Klint, riunendo 110 opere che comprendono il ciclo “Quadri per il Tempio” accompagnati da una selezione dei suoi disegni automatici, creati con il gruppo spiritualista dei Cinque, e dalle opere successive che esplorano le interazioni geometriche e simboliche.









