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LUCIO E L’AUTISMO : ZAINO SEMPRE IN SPALLA!

Sport / A.Palazzotti/177

 

“Aiuta le persone con autismo a essere incluse nelle attività sociali. In questo modo le persone imparano che gli individui con autismo sono come tutti gli altri e desiderano fare amicizia.”

(Ron Sandison)

 

Torniamo sull’autismo, la cui diffusione e cresce in tutto il mondo, in particolare nell’occidente industrializzato, negli U.S.A. un bambino su 54 al di sotto degli 8 anni, sta sconcertando medici e ricercatori che cercano di scoprirne la causa. Una cosa si e’ compresa chiaramente, e la storia di Lucio sta a confermarla, e cioè che bisogna sgomberare il campo dall’idea che la superficialità di chi ne veniva in contatto stava facendo passare: la persona con autismo non è asociale, per la sua atipicità richiede invece  un approccio non tradizionale. Ormai è assodato che il gioco e lo sport possono creare situazioni che favoriscono l’istaurarsi e il permanere di rapporti. E per un docente, un tecnico sportivo, un allenatore, non c’è cosa più bella e più interessante del creare un rapporto costante e durevole con una persona con autismo. Provare per credere….ma, ovviamente,  prepararsi!

La storia di Lucio Ratti raccontata dai genitori

Lucio è nato il 20 maggio del 1985, prematuro di 7 mesi, pesava 1800 grammi. È stato in incubatrice per 45 giorni fino a che non ha raggiunto il peso di 2.500 grammi. Noi viviamo in montagna, a Varallo Sesia, e il fatto che sia nato a Milano è stato per noi, fin da subito, un problema notevole, il viaggio è lungo. Comunque è cresciuto e, purtroppo, già dal primo anno ha manifestato dei sintomi strani: passava da momenti di assoluta calma anche molto prolungata a crisi isteriche persistenti. Ancora oggi soffre molto di metereopatia: quando il tempo è incerto e si avvicina la pioggia. risulta a volte nervoso ed ha degli scatti d’ira, sempre rivolti a sé stesso.

Verso i due anni la preoccupazione è cresciuta perché, pur avendo ormai recuperato il peso nella norma, non mostrava alcuna capacità di linguaggio. Siamo stati da neuropsichiatri che hanno escluso qualsiasi problema.
A 5 anni la maestra dell’asilo invece ci chiama e ci mette in contatto con una logopedista la quale ci suggerisce di portare Lucio a Siena, e qui per la prima volta abbiamo sentito parlare di Autismo.

Sono stati anni terribili, senza speranza, con tutti che ti danno consigli e niente che vada bene.

La scuola

A scuola abbiamo trovato Daniela che piano piano è riuscita a demolire la barriera con Lucio. A 13 anni, grazie al centro di Siena, siamo riusciti piano piano a comunicare con nostro figlio, grazie all’uso di un computer che lo ha portato ad imparare a leggere e scrivere.
Dopo la terza media, Lucio è stato assegnato al servizio ETH della Comunità Montana Valsesia (Educativa Territoriale Handicap). Con i loro operatori ha raggiunto un buon grado di autonomia, inattesa. Oggi è in grado di dedicarsi a tanti lavoretti di precisione: ha sempre avuto una particolare attitudine per il disegno, sa ancora usare il computer anche se non più come quando era più piccolo.

Special Olympics

Tramite il servizio ETH Lucio ha conosciuto Special Olympics, ha iniziato a fare sport nel Team ASAD Biella e poi, dal 2015, è stato uno degli Atleti della prima ora del Team Passeportout, del quale veste tutt’oggi i colori. Ha partecipato a tanti eventi tra Giochi Nazionali e Regionali, gareggiando nell’atletica e nella corsa con le racchette da neve. Non ama gli sport di squadra perché fa ancora fatica ad accettare il contatto fisico da chiunque ma, anche grazie allo sport e alle numerose trasferte, sa comunque stare in gruppo e partecipa volentieri alla vita collettiva. Anzi ora, addirittura, l’inattività prolungata lo infastidisce ed è desideroso di vivere quasi tutte le esperienze che gli vengono proposte. Come dire; ha sempre lo zaino o la valigia pronti.

Le esperienze

Nel 2019 ha partecipato, con altri 10 Atleti suoi compagni di team, al Cammino di Santiago in Spagna camminando per 8 giorni di seguito, mostrando di sapersi adattare quotidianamente alle necessità del gruppo. Dal mese di novembre 2020, dopo tante esperienze prelavorative, sportive e di vita in generale, ha raggiunto l’obiettivo dell’assunzione, assieme ad altri 4 Atleti  del team Passeportout, tramite un progetto della Loro Piana (gruppo Louis Vuitton), nel Polo Circol-Abile, laboratorio artigiano realizzato tramite la cooperativa Orso Blu all’interno dell’azienda di fama internazionale.

Il futuro

Ora Lucio, per il quale le opportunità offerte da Special Olympics sono da sempre state gratificanti ed esaltanti, si appresta ad affrontare l’esperienza più forte e impegnativa che gli sia mai stata prospettata, i Giochi Mondiali Invernali, Torino 2025!

Farà un’esperienza mai affrontata prima, per calcare la neve (quest’ultima invece è decisamente familiare!) portando i colori italiani a mescolarsi con quelli di molti altri paesi. Sarà un’esperienza meravigliosa.

Lucio, che non si muoveva per strada se non aggrappato alla mamma, che si infastidiva per ogni minimo cambiamento di programma, per ogni piccola deviazione di percorso. Lucio, che ti guarda da una distanza siderale nei suoi occhi di ghiaccio, ma con un sorriso che il ghiaccio lo scioglie.
Lucio che dal suo angolino di mondo montano è partito ed ha affrontato numerosi campi di gara, tanti chilometri sul pulmino e sul treno, che ha camminato per distanze infinite con lo zaino sempre sulle spalle. Lucio, che  vestirà la divisa azzurra per gareggiare ai Giochi Mondiali invernali Special Olympics!

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