Attualità & Amarcord / Marcello Martelli / 248
RISCOPRIRE LA LETTURA E LA SCRITTURA: Una necessità culturale, civile e persino democratica.
In un’epoca in cui l’attenzione si frammenta e la comunicazione si riduce spesso a messaggi rapidi, abbreviati e superficiali, leggere libri — e leggere bene — diventa un atto quasi controcorrente. Eppure, proprio per questo, è indispensabile.
Non è accettabile che molti studenti della scuola secondaria superiore arrivino al diploma senza aver attraversato, almeno in parte, la letteratura dell’ultimo secolo. Non si tratta solo di una lacuna scolastica: è un vuoto di strumenti per comprendere il presente. La letteratura contemporanea parla di noi, dei nostri conflitti, delle trasformazioni sociali, delle inquietudini individuali e collettive. Ignorarla significa rinunciare a una bussola interpretativa indispensabile.
Il problema, tuttavia, non si risolve imponendo semplicemente più libri o più verifiche. La lettura non può essere ridotta a un obbligo sterile. Deve tornare a essere esperienza viva, condivisa, discussa. E qui la scuola ha una responsabilità decisiva: trasformare la classe in una comunità di lettori. Leggere insieme, commentare, confrontarsi su interpretazioni diverse: sono pratiche che restituiscono senso ai testi e coinvolgono anche chi, da solo, faticherebbe ad avvicinarsi a un libro.
Allo stesso modo, scrivere non può essere confinato a esercizi formali e ripetitivi. Scrivere bene significa pensare bene, organizzare le idee, trovare una voce. E questa competenza si costruisce con pratica costante, guidata, ma anche libera.Un editoriale, un racconto breve, una recensione: proporre attività di scrittura autentiche, legate alla realtà e agli interessi degli studenti, può riaccendere la motivazione. Scrivere insieme, correggersi reciprocamente, discutere le scelte linguistiche: tutto questo aiuta a sviluppare consapevolezza e precisione.
La questione, in fondo, è culturale. Se la lettura viene percepita come inutile o distante, è perché spesso non si riesce a mostrarne il valore concreto. Ma chi legge sviluppa empatia, spirito critico, capacità di analisi. Chi scrive con cura impara a esprimersi con efficacia e responsabilità. Riscoprire lettura e scrittura significa andare avanti con strumenti più solidi. La scuola deve essere il luogo in cui questo percorso diventa possibile: non un archivio di nozioni, ma un laboratorio di pensiero.
E forse, da lì, si può ripartire davvero.




