Valore&Valori /MARIO TRAVAGLINI / 237
Torno sull’argomento della scorsa settimana per allargare l’analisi sul crollo dei metalli preziosi, il primo di questa portata in 45 anni. Questo ci consente di fare diverse osservazioni: su oro e argento che mantengono i loro livelli di supporto, sui Bitcoin che stanno cedendo alla leva finanziaria e al credito, sul breakout tecnico in corso che minaccia di innescare un effetto domino, trascinando al ribasso gli asset più quotati, e sul NASDAQ che sembra prendere una brutta china.
Oro e argento, dopo aver raggiunto massimi storici a fine gennaio 2026, hanno subito una correzione brusca: l’argento è sceso nel complesso del 35% (anche del 15% in una singola sessione), mentre l’oro ha perso oltre il 6%. Entrambi tengono comunque livelli di supporto (oro vicino ai 4.950-5.000 dollari, argento intorno ai 75-76 dollari dopo i minimi), ma il ribasso ha evidenziato problemi più ampi nei mercati globali.
Ecco i punti principali emersi dal periodo tra fine gennaio e inizio febbraio:
-
Volumi enormi e movimenti amplificati Non ci sono stati deflussi netti di capitale importanti, ma i volumi sono stati eccezionali. Alcuni fondi sull’argento hanno registrato scambi record, con centinaia di milioni di quote in una sola giornata – numeri pari o superiori al volume medio di un anno intero. Gli algoritmi hanno accentuato i movimenti, creando un circolo vizioso di compravendite rapide.
-
Chiamate di margine e vendite forzate Molti operatori con posizioni ribassiste non sono riusciti a coprire con metalli fisici, mentre la domanda reale ha spinto i prezzi. Chi era in posizione lunga con leva alta (margini aumentati anche di 4-5 volte in pochi giorni) ha dovuto vendere asset liquidi per far fronte alle richieste di garanzie o subire liquidazioni automatiche.
-
Effetto su Bitcoin Lontano dal comportarsi da “rifugio sicuro”, Bitcoin ha perso circa il 20% in pochi giorni, scendendo dai livelli vicini ai 90-100.000 dollari fino a toccare minimi intorno ai 60.000 dollari nei primi di febbraio, per poi risalire parzialmente verso i 69 dollari attuali (alle ore 23 di venerdì 13 febbraio). Dal punto di vista tecnico la situazione resta delicata: la rottura netta del supporto chiave intorno ai 74.000 dollari (con chiusure sotto i 70.000 e minimi più bassi) ha messo in difficoltà molti investitori con leva e le solite “balene” (ricordate l’articolo sui Mysticeti?) che avevano usato la strategia di averaging up (1) su margine. Quando il valore attuale diventa molto negativo rispetto al prezzo medio di acquisto, partono vendite, riduzioni di posizioni e timori che i grandi compratori spariscano o siano costretti a liquidare per altre scadenze.
-
Propagazione al NASDAQ e all’intelligenza artificiale La riduzione della leva finanziaria partita dai metalli e dalle criptovalute si sta ora estendendo ai titoli tecnologici e growth. Dopo aver ignorato per mesi i segnali di eccessivo entusiasmo sull’intelligenza artificiale (valutazioni altissime, ritardi nei data center previsti al 2030), il mercato sta facendo i conti con la realtà. Vendite di realizzo aggressive hanno colpito il settore tech: AMD -17%, Palantir -11%, Micron -10%, Broadcom -8,5% in singole sedute; l’indice dei semiconduttori (SOXX) ha perso il 4-6,5% in una giornata. Allo stesso tempo, i grandi fondi di private equity tecnologico scendono a rotta di collo: Blue Owl -40% da agosto 2025, Ares, KKR e Blackstone tra -20% e -30% negli ultimi mesi – le peggiori performance da dieci anni per il settore. Pochi collegano ancora apertamente questi ribassi al NASDAQ, ma il legame è chiaro. La discesa sotto i 23.000 punti (oggi intorno ai 22.500 dopo cali recenti) sarebbe un segnale serio, con rischi di effetto a catena su molti asset growth e intelligenza artificiale.
In sintesi: il violento alleggerimento della leva partito dai metalli preziosi sta mostrando crepe in mercati che sembravano solidi. Bitcoin non ha funzionato da protezione, l’intelligenza artificiale resta esposta a correzioni, e il NASDAQ sta perdendo slancio mentre il clima peggiora. Se il supporto principale del NASDAQ cedesse in modo deciso, le conseguenze potrebbero essere più ampie di quanto molti si aspettino.
(1) Breakout tecnico: In finanza, ed in particolare in analisi tecnica, si definisce breakout la situazione in cui un indicatore, si discosta dal suo trend, oppure supera una resistenza o sfonda un supporto.
(2) Averaging up: strategia che consiste nell’acquistare progressivamente un asset man mano che il prezzo sale, aumentando il prezzo medio di carico nella convinzione che il rialzo continuerà forte. Funziona finché il trend regge; diventa pericolosa quando inverte bruscamente.)




