Editoriale /PIERLUIGI PALMIERI/224
Poi abbiamo appreso dai quotidiani e dalla Tv che la donna era da lungo tempo afflitta da una situazione di squilibrio psichico ma non si prestava volentieri alle cure prescritte. Ma soprattutto che in precedenza con la madre il bambino aveva fatto solo incontri “protetti” in presenza di Assistenti sociali. Evidentemente era stata giudicata incapace di intrattenere rapporti normali con il bambino, che con lei avrebbe dovuto trascorrere solo momenti di affetto e soprattutto di gioco. L’uomo gioca per tutta la vita ha affermato R. Caillois nel suo “Il gioco e gli uomini”. Purtroppo il gioco di Giovanni era appena cominciato. Dopo aver partecipato agli allenamenti di calcio ed aver frequentato il catechismo, il bambino per la seconda volta, su concessione dai Servizi sociali di Muggia nonostante l’opposizione del padre, è rimasto solo con la donna,. Inaccettabile anche perché quando nel 2018 gli stessi servizi le comunicarono l’ affido esclusivo del bimbo al padre aveva dichiarato “O Giovanni rimane con me, oppure sono disposta a uccidere il bimbo, a uccidere me, buttandomi in mare, e a uccidere anche Paolo (il marito ndr)”.