Benessere /G. Mazzocco/200
Benessere 200
(prima parte) (*)
Dopo il freddo invernale e la marcata umidità primaverile ci si avvicina al gran caldo, scoprendo parti del corpo tenute al “calduccio” con calze e maglie pesanti. È il momento in cui si accusano le prime stanchezze generalizzate, i primi ingrossamenti dei piedi e delle caviglie e si sente il bisogno di stiracchiarsi e di “sgonfiarsi”!
Ma da cosa bisogna sgonfiarsi? Si dice che bisogna rimettere in circolo i “liquidi accumulati negli spazi interni”, di eliminare l’edema, rimettendo in moto la linfa stagnante. Ma cos’è la linfa e come si può prevenirne una stasi o aiutarne il deflusso?
“La linfa è un liquido interstiziale, con una direzione ed una velocità proprie, che può essere razionalmente movimentata col drenaggio linfatico manuale.
La prevenzione per evitare le situazioni edematose, per contrastare l’accumulo dei liquidi ed impedire la formazione dei ristagni si affida ad una vita in cui il movimento razionale è parte integrante della giornata; l’alimentazione equilibrata e l’integrazione erboristica sono il giusto apporto energetico ed il massaggio defaticante rappresenta la tecnica che garantisce la funzionalità del ritorno refluo.
Conosciamo bene le problematiche legate al movimento, se ne parla da sempre; il detto “in motu vita est” (nel movimento c’è la vita) è diventato l’assioma del benessere. Altrettanto discusse ed approvate sono le indicazioni che la scienza dell’alimentazione ratifica per mantenere lo star bene. È accettato, altresì, che il massaggio, nelle sue più svariate forme tecniche, è sinonimo di “godimento” e realizza quello stato di piacevole sensazione che rilassa e decontrae.
Un aspetto importante, però, non è noto ai più e non se ne parla convenientemente, per renderlo cultura; ci si riferisce alla linfa, alla sua circolazione ed a come sia possibile, in caso di stasi, aiutarla a farla defluire.
La linfa o “sangue bianco” è la prima responsabile dell’inizio dei ristagni, che spesso determinano la comparsa dello stato infiammatorio da accumulo di tossine e che portano all’edema ed alla cellulite; è la “cugina povera” del sangue, ma la sua importanza è determinante per vivere bene.
Tutti sanno che esiste una circolazione ematica (con arterie e vene), con un cuore che pompa e con i polmoni che ossigenano, ma pochissimi conoscono la linfa e da cosa è fatta; come, quando e dove si forma; in che modo circola; in quale posto sono le stazioni linfodonali; dove va a finire!
La linfa è, nella cultura della quotidianità, un “oggetto misterioso”. Si parla di linfa quando si vede un braccio molto gonfio o delle caviglie ingrossate, ma non se ne conoscono le ragioni e, se capitasse, non sapremmo a chi rivolgersi, per fare un trattamento selettivo ed appropriato!
Si fa un gran parlare di “ristagno linfatico” o di “linfedema” o “lipedema” o di “cellulite derivante da un perturbamento del circolo linfatico”, ma la linfa continua ad essere, nell’immaginario collettivo, un qualche cosa che c’è, ma di cui si conosce solo il nome!
Foto n. 2
Solo dopo una corretta diagnosi medica, lo scompenso linfatico appare nella sua preoccupante realtà, perché (si apprende dopo) solo poche mani riescono a movimentarla ed a far vivere più serenamente la quotidianità.
La linfa non si massaggia, ma si drena; deve essere “spinta” dentro ai suoi canali di decorso e fatta arrivare alle stazioni nodali di raccolta, con una tecnica manuale molto precisa ed assolutamente calibrata per localizzazione, velocità e pressione, nel rispetto di regole precise, canonizzate da studi scientifici approfonditi e rese pratiche da didattiche severe.
La prevenzione delle stasi dei liquidi interstiziali, del lipedema e del linfedema inizia dall’informazione e questo “cappello”, fatto per l’intervista della dott.ssa Denisa Giardini (medico chirurgo, specialista in medicina interna, allieva diretta del dr. Vodder ed abilitata dallo stesso all’insegnamento del drenaggio manuale linfatico), deve essere considerato un’apertura verso il benessere.
Continua con la seconda parte.
(*) da una intervista alla dott.ssa Denisa Giardini, medico chirurgo, specialista in medicina interna, docente di flebolinfologia e formatrice nei corsi di drenaggio linfatico manuale Vodder.




