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TORINO CAPITALE DI UMANITA’: C’E L’OLIMPISMO SPECIAL “By Kennedy”’, MA…

Editoriale /PIERLUIGI PALMIERI/193

 “È la prima volta che i Giochi Mondiali Special Olympics arrivano in Italia. Tutti sappiamo quanto sia grande questa opportunità per il nostro Paese e per tutto il mondo. Perché non sarà solo un evento sportivo, ma una grande sfida culturale: far conoscere la potenzialità che ognuno di noi ha dentro di sé. Perché tutti noi dovremmo avere gli stessi diritti: vivere senza pregiudizi, praticare lo sport, sentirci apprezzati. Attraverso lo sport unificato ho imparato che ognuno di noi è unico ma insieme possiamo costruire qualcosa di speciale. E questo vale più di qualsiasi medaglia”

Federico Correzzola, Atleta Special Olympics Sargent Shriver Global Messengers:

Nell’anno accademico 2016 con Raniero Regni avviammo in via sperimentale il corso  di Perfezionamento Post Laurea su Educazione & Management dello Sport che ebbe la piena approvazione di Giuseppe Dalla Torre, Magnifico Rettore della LUMSA di Roma, Al centro del programma l’esaltazione della buona  pratica sportiva, e la proposta di metodi e tecniche per combattere le ben note “malattie” che affliggono lo sport moderno, dalla violenza al doping, dal razzismo alla speculazione dell’immagine dei campioni nella pubblicità e nel mondo dello spettacolo. La comune frequentazione con il Maestro Fabrizio Ravaglioli, ovviamente con ruoli e risultati ben diversi, aveva spinto l’erede designato dell’autore di “Filosofia dello Sport” e chi scrive a provare a far  emergere gli elementi fondanti dell’analisi critica contenuta in questo testo mirando al cuore dei responsabili della gestione dello sport italiano. Le lezioni accademiche erano ispirate al valore educativo, culturale e persino spirituale dello sport (“sport per l’uomo aperto all’assoluto”), come una delle espressioni umane, carica di valori e possibilità di nobilitazione della condizione umana. In questa direzione, nel perfezionamento dei laureati nelle diverse discipline,  assumevano un ruolo centrale gli Open Forum di alto livello scientifico, A dare forza ai principi ispiratori dell’iniziativa arrivò quello dal titolo  Sport per l’umano – con l’intervento di Timothy Shriver, Presidente mondiale  di Special Olympics, e la testimonianza di Loretta Claiborn, la cui storia familiare e di atleta è riportata emblematicamente nel libro di Shriver Fully alive. Discovering What Matters Most (Pienamente vivi) presentato in quell’occasione, Timothy è figlio della fondatrice di S.O. Eunice Shriver  sorella dei Kennedy assurti ai massimi ruoli della politica negli U.S.A., e anche di Rosemary  che, da persona con disabilità intellettiva, la ispirò per l’encomiabile iniziativa.

Loretta Claiborn . Campionessa Mondiale  e ambasciatrice di Special Olympics con Pierluigi Palmieri all’Open Forum del Corso di perfezionamento in Educazione e Management dello Sport . Roma Aula magna Lusa Univesità (2016)

Si è tenuta ieri 8 marzo  a Torino la Cerimonia di inaugurazione dei Giochi Mondiali Invernali di Torino 2025, di Special Olympics, che sono arrivati per la prima volta in Italia grazie all’attivismo del Presidente Angelo Moratti e dei Palazzotti, Alessandro e Alessandra, rispettivamente Vice presidente e Direttore Nazionale.

Uno scorcio dell’Inalpi Arena di Torino e A destra Alessandra Palazzotti, Direttrice di Special Olympics Italia intervistata da RAI2

Una cerimonia trasmessa in diretta da Rai2 e seguita da tutte le testate giornalistiche nazionali, che finalmente hanno iniziato a cogliere l’alto significato educativo e sociale dell’attività di questo ente che in tutto il mondo fa praticare sport a quasi sei milioni di persone. Nove anni fa, nel corso dell’Open Forum con Shriver e Cailborn, con i Palazzotti e Regni, l’affermazione dei  principi ispiratori del movimento nato in America appariva ancora molto problematica.

Noi di CentralMENTE, abbiamo dato ampio spazio alle storie degli atleti di Special Olympics proposte nei numeri passati nella “Sezione Sport” proprio da Alessandro Palazzotti, e abbiamo ammirato lo spettacolo dell’Inalpi Arena, diretto dalla mano artisticamente magica di Marco Balich, il cui titolo “The strength of kindness (La forza della gentilezza) esprime tutto  il valore e l’efficacia delle opportunità offerte agli atleti, come attesta nell’incipit di questo editoriale  Federico Correzzola, Molto significativa la presenza di un’unica bandiera quella appunto di Special Olympics nella sfilata degli atleti preceduti dal solo cartello che indicava la nazione di appartenenza.

Ebbene mentre all’interno dell’Inalpi Arena si celebravano i valori umani della pratica sportiva, c’è stato qualcuno che ha provato a rovinare la festa, buttandola in politica. Hanno contestato la  Capo delegazione americana a questi mondiali, rea di essere la moglie di J.D. Vance. Vice Presidente degli Stati Uniti: “Non sei la benvenuta, vai in Russia” la scritta apparsa su uno striscione davanti all’albergo dove alloggiava la “Second Lady” degli Stati Uniti Usha Chilukuri.(nela foto) Sopra un altro, ad opera di un movimento che non cito per carità di patria campeggiava “No Putin No Trump”. Come dire “chi se ne frega di Special Olympics!!!. Incommentabile, A restituire dignità e a fiducia nella “forza della gentilezza” ci hanno pensato  gli indirizzi di saluto della autorità presenti: Patrizia Sandretto presidente del Comitato Organizzatore dei Ward Game (“La Fiamma della Speranza siete voi atleti: portatela in giro, mostrate il vostro talento, il gioco di squadra. Noi saremo con voi e impareremo da voi“); Stefano Lo Russo,Sindaco di Torino (“Voi siete il cuore pulsante di questi Giochi”); Alessandra Locatelli, Ministro per la Disabilità (“La forza di ognuno di noi sta nelle mani, nel cuore e nella testa”). 

Thimoty Shriver intervento ai Mondiali Invernali di Special Olympycs

Infine il corposo discorso proprio di Thimoty Shriverm che ha affermato con decisione ” Qui non c’è posto per la paura e in disprezzo, dove c’è paura e disprezzo rispondere con l’amore!!”, e  “alcuni cercano gioia in uno scopo, noi vogliamo perseguirlo essendo coraggiosi come voi” concludendo con l’esortazione a dare sempre il meglio. Ma soprattutto il sorriso stampato sul viso di Elisa Parutto mentre tiene alta la fiaccola dopo aver acceso il braciere della speranza

Elisa Parutto Ultima tedofora ai Mondiali Invernali di Torino Dpecial Olympics

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